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Vico: un'esplosione di colori.articolo di Flavia Sciotta
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Turismo 12/01/2008 11:00
Nonostante Vico sia scherzosamente definito un “paese di montagna” (siamo a poco meno di 500m s.l.m.), in 3 minuti si raggiunge la splendida costa; qui c'è un detto: “tutte le strade portano a Vico”, riferendosi al fatto che, dai paesi sulla costa, esistono moltissime strade, viottoli e sentieri che portano a Vico. E la scoperta inizia proprio percorrendo queste strade, che con pendenze a volte sconcertanti sembrano portarti dritto in mare, in un'esplosione di colori: l'azzurro di mare e cielo, che si confondono, il giallo ed arancione degli agrumeti, il verde cangiante degli olivi secolari.
Il limite orientale del litorale vichese, verso il territorio di Peschici, è costituito dallo sperone di Monte Pucci, un lembo di roccia che si getta nel mare e sulla cui sommità fu costruita una torre di avvistamento contro Turchi e Saraceni, ancora esistente e visitabile. Le due spiagge di Calenella e S. Menaio, tra le più lunghe dell'intero promontorio garganico, sono divise fra loro da una scogliera, Macchia di Mare, dove la Pineta di pino d'Aleppo, detta Pineta Marzini, riprende il sopravvento sulla spiaggia spingendosi a pochissimi passi dal mare; all'interno di questa folta pineta si sono rinvenuti resti di insediamenti capannicoli di età neolitica. Qui il fondale, divenuto roccioso, è di forte richiamo per specie marine vertebrate e non.
Se Calenella si connota per l'aspetto ancora incontaminato e “selvaggio”-la presenza di alcune ottime strutture turistiche non ha intaccato tale sensazione, il paese di San Menaio si caratterizza per una maggiore organizzazione turistica, con la presenza di numerosi hotel, lidi attrezzati e locali, nella migliore tradizione delle località costiere che ancora offrono al visitatore spiagge non affollate e servizi di qualità.
Il confine occidentale del litorale di Vico, verso Rodi Garganico, è costituito dalle “Murge Nere”, un caratteristico lembo di spiaggia dove affiorano alla superficie alcuni grossi massi di colore nero.
Dal promontorio di Monte Pucci si gode una meravigliosa vista dell'intero litorale, fino a Rodi Garganico; distogliendo lo sguardo dal panorama e volgendosi verso la scogliera sottostante, è ben visibile un antico trabucco, la cui presenza caratterizza le scogliere fino a Pugnochiuso.
Il trabucco è un antico strumento da pesca, costruito con pino d'Aleppo, risalente al tempo dei Fenici; la maggior parte dei trabucchi ancora esistenti (più di venti) è funzionante, come il trabucco di Monte Pucci, dove è possibile, su richiesta, assistere alla pesca. La struttura è costituita da pali conficcati nella roccia e da un sistema incredibilmente complesso di funi che trattengono una grande rete detta trabocchetto, che, una volta calata in acqua, sfrutta la confluenza delle correnti marine per intrappolare il pesce. All'occhio non esperto questi giganti di legno possono sembrare un miracolo di equilibrismo, ma sono invece il frutto della maestria e dell'ingegno dei pescatori locali, e possono essere considerati a buon titolo uno dei primi esempi di “bioarchitettura”.
Per Info: Comune di Vico del Gargano tel. 0884/998311
Vigili Urbani tel. 0884/991009
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