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Angelo Cera non dimentica gli amici di Vico

Una candidatura di servizio per la gente del sud
articolo di Comunicato Stampa


Attualità 05/06/2009 16:15
Angelo Cera chiude a Vico la sua lunga e faticosa campagna elettorale in giro per le regioni del sud Italia. Il suo impegno politico continua, rispondendo prima alla chiamata del partito, che da Roma ha voluto la sua candidatura, e poi con le sue battaglie a favore delle popolazioni garganiche. Certo di un risultato positivo suo personale e dell'UDC in particolare, ha voluto non far mancare la sua presenza a Vico del Gargano, dove tanti amici ricordano quanto profuso con affetto e passione politica a vantaggio della comunità vichese. Pur evidenziando l'importanza della consultazione di sabato e domenica, con l'Europa sempre più desiderosa di forze moderate e centriste, non ha perso lo smalto per alcune considerazioni politiche.

"In questo momento particolare per il mio territorio, dovuto al clima elettorale, in molti hanno perso il lume della ragione e sono rimasti folgorati dal lampo del desiderio estremo di una vittoria a tutti i costi, calpestando sentimenti come la dignità ed il rispetto. In queste ultime settimane sia a livello provinciale che regionale è successo un po’ di tutto. Un mixer di ingredienti  ha reso piccante l’escalation verso le mete ambite. Poltrone che scottano, ma evidentemente non abbastanza, da fermare gli esponenti di vari partiti dal fare man bassa pur di arrivare primi. Non posso rimanere impassibile e far finta di nulla. Da uomo credo sia giusto che ognuno si faccia un esame di coscienza. In primis la mia riflessione è rivolta al ministro Fitto, rappresentante della nostra regione, con cui avremmo dovuto visto l’appartenenza alla stessa terra costruire un dialogo, che in verità non vi è mai stato. Non ho gradito da rappresentante dell’unione di centro il suo comportamento. Se è vero che errare è umano è altrettanto vero che perseverare è diabolico, è di certo non sono affermazioni mie, ma  appartenenti alla consuetudine popolare, parole in grado di far trasparire la realtà, l’effettivo agire in alcuni  ambienti  politici locali. E’ proprio come in un triller, dove  l’apparenza inganna. In cui ti ritrovi ad incrociare lo sguardo di qualcuno dal volto angelico, con l’aria da bravo ragazzo, me è solo una parvenza dietro la quale si cela la vera anima di chi non demorde all’intento di raggiungere i propri obiettivi. Dietro un immagine nitida può nascondersi l’inimmaginabile. E’ come un ragno assorto a tessere la sua tela, e nascosto aspetta che le sue vittime rimangano intrappolate. E’ come un giocatore di poker, dallo sguardo impassibile. Non traspare nulla agli occhi ignari di chi gli è di fronte è continua giocare  ingenuamente  a carte scoperte. Una metafora, non rivolta a nessuno in particolare, con la quale si  può comprendere, come molte persone giocano a fare politica. Chi trama non esce mai allo scoperto fino alla fine. E’ così  ordendo, si tessono meccanismi in grado di allontanare chi nella politica vera ci ha sempre creduto. Non ci si può nascondere dietro la scusa maestrale dell’alleanza tra UDC e Pd a Brindisi, motivazione trovata da Fitto per giustificare la rottura di intenti con l’UDC ed avvallare il tradimento di Enrico Santaniello a Foggia. Una caduta di stile non indifferente almeno da parte di Fitto. Un volta faccia, stile bandiera al vento, un vento, che è il caso di dire ha soffiato sì , ma il candidato all’Udc. Lo ritengo un colpo di fortuna,  in quanto i cittadini di Foggia, visto la nostra scelta di appoggiare la candidatura a sindaco di Lucia Lambresa vice coordinatore provinciale del Pdl, possono comprendere con chiarezza come l’UDC sia un partito di centro, in grado di scegliere a seconda delle situazioni, le  persone che reputa più idonee a rappresentare l’alleanza con il suo partito. Con questa scelta cade la teoria del ministro Fitto , con la quale ci ha più volte accusati di navigare verso sinistra, e costruire alleanze contro il Pdl. Crolla il teorema di Santaniello emigrato in extremis, perché centrista di destra, ed emerge ciò che di reale è stato consumato, un viscido complotto. Una riflessione accorata è rivolta ai miei ex alleati di partito, che hanno scelto di ormeggiarsi tra le fila della puglia prima di tutto, mi dispiace che non si siano ancora resi conto di essere entrati a far parte di un dipinto già completo in cui la loro presenza è puramente ornamentale. Da uomo politico non esprimo un giudizio sul loro comportamento, in quanto ognuno è padrone delle proprie azioni, colgo solo l’occasione con questa mia lettera, per sottolineare che il giudizio finale è affidato ai nostri concittadini, i quali sapranno valutare il nostro operato, in quanto l’elettorato ci ha sempre sostenuto ed ammirato  per i sani principi su cui si fonda il nostro partito, dignità, rispetto e lungimiranza."

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