Il PUG come strumento per la costruzione del futuro della comunità e dello sviluppo locale
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Attualità 05/08/2009 12:11
A 33 anni dalla redazione del Programma di Fabbricazione, il Comune di Vico ha finalmente intrapreso il percorso per la costruzione condivisa del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), destinato a sostituire l’ormai obsoleto strumento urbanistico precedente. Tale percorso, iniziato nell’aprile 2008 con l’espressione delle volontà politiche dell’ammi-nistrazione comunale (Atto di indirizzo), è proseguito con la messa a punto di una bozza del Documento Programmatico Preliminare (DPP), oggetto di confronto con la cittadinanza nell’ambito dell’Assemblea cittadina qui pubblicizzata.
Il percorso proseguirà con la redazione del PUG vero e proprio, durante la quale gli orientamenti contenuti nel DPP saranno ulteriormente speci-ficati, traducendosi in norme di uso del territorio ma anche in progetti, sui quali attivare il più possibile i fondi comunitari, nazionali e regionali disponibili.
In parallelo alla redazione del PUG, è stata avviata – con la presentazione del Rapporto di Scoping nell’ambito della prima conferenza di co-piani-ficazione tenutasi a Vico il 30 luglio 2009 - anche la sua Valutazione Ambientale Strategica (VAS); Si tratta anche in questo caso di un processo - prima parallelo e poi integrato a quello della formazione del PUG - volto specificamente a garantire che le attività umane siano pianificate “nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un'equa distribuzione dei vantaggi connessi all'attività economica”.
La rotta per approdare all’approvazione del nuovo PUG sarà dunque costellata da progressivi affinamenti conoscitivi e progettuali, in un percorso a tappe scandito dalle normative vigenti, ma anche da momenti di coinvolgimento e di confronto con la popolazione, in modo da farne un piano partecipato, discusso e costruito con la gente e di favorire pertanto anche l’attuabilità dei progetti in esso contenuti.
La convocazione di questa prima Assemblea cittadina costituisce in questo senso la prima occasione per il coinvolgimento corale della cittadinanza, che è pertanto invitata a partecipare – a titolo personale o in forme associative - in modo attivo: arricchendo il patrimonio di informazioni già disponibile, proponendo istanze inedite, o commentando l’adeguatezza degli orientamenti generali del DPP.
I CONTENUTI DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PRELIMINARE (DPP)
Il DPP è costituito per circa l’80% di studi settoriali. Si tratta di un sistema di conoscenze già molto approfondito, che spazia dal territorio comunale all’area vasta nella quale esso è inserito, dagli aspetti ambientali a quelli socio-economici e culturali, incluso un bilancio dell’attuazione del Programma di fabbricazione comunale del 1976.
A partire dai tale quadro conoscitivo sono stati formati i primi quadri interpretativi, tendenti a mettere in luce i punti di forza e debolezza del territorio e della comunità insediata, così come le opportunità e le minacce che per essi si vanno dinamicamente profilando.
Tali prime interpretazioni hanno consentito di elaborare alcune risposte in termini di:
• definizione della “filosofia del Piano”,
• definizione dei Macro-obiettivi del piano e delle linee d’azione per il loro perseguimento;
• prime ipotesi di Invarianti strutturali
• Temi di intervento prioritario.
La filosofia del piano, intesa quale “idea di sviluppo socio-economico e spaziale condivisa” e maturata a partire dai quadri conoscitivi e interpretativi, è riassumibile nella volontà di fare del PUG stesso un Progetto di sviluppo autosostenibile della comunità. In altri termini, se lo sviluppo sostenibile allude ad un “contenimento” della tradizionale idea di sviluppo alla luce delle ormai evidenti necessità di bilanciarla con la conservazione del substrato materiale di cui si serve (ambiente, territorio, comunità insediate, ecc.), lo “sviluppo autosostenibile” presuppone un approccio nel quale la sostenibilità ambientale (e sociale) sia nel codice genetico dello sviluppo stesso, in modo da non richiedere di disinquinare, di trasferire rifiuti, di restaurare ecosistemi o di creare “riserve” di natura e di storia, per compensare gli effetti insostenibili dello sviluppo.
Alla luce della visione sopra accennata, il DPP assume i seguenti tre Macro-obiettivi:
A. Riqualificare i beni paesaggistici, ambientali e culturali del territorio in modo unitario, in particolare attraverso politiche di sostegno alle attività agricole, artigianali e di servizio al turismo eco-compatibile protagonisti della loro conservazione attiva;
B. Incrementare in parallelo la coesione sociale e la qualità insediativa;
C. Elevare il capitale di risorse naturali ricercando equilibri duraturi tra le attività antropiche e le dinamiche ambientali.
Le invarianti strutturali costituiscono un particolare modo di essere del territorio – ossia di risorse, beni e relative regole d’uso, forme pregevoli di equilibrio tra ambiente, insediamenti ed attività umane – la cui salvaguardia si ritiene indispensabile per il mantenimento dei caratteri fondamentali delle risorse stesse, e che pertanto si ritengono non negoziabili nel processo di trasformazione del territorio (esempi di invarianti strutturali saranno: centro storico, giardini di agrumi di San Menaio, ulivi monumentali, etc... ).
Infine, il DPP individua alcuni Temi di attenzione progettuale, già da ora chiaramente identificabili come ambiti privilegiati di riflessione e confronto pubblico:
1. il governo delle trasformazioni edilizie degli immediati dintorni della città di Vico;
2. la regolamentazione dei campeggi in località Calenella, nell’ambito di un progetto complessivo di tutela e valorizzazione
3. il rilancio dell’albergo diffuso nel Centro storico di Vico grazie all’integrazione di politiche regolamentari e incentivanti (politiche di marchio)
4. l’adeguamento della dotazione di servizi a San Menaio, anche valutando le diverse opzioni in merito alla rifunzionalizzazione della ferrovia garganica;
5. una indagine circa le possibilità di caratterizzare il nuovo PIP di Vico come centro integrato per la produzione di energie alternative e per l’offerta di servizi avanzati connessi al settore
Tali obiettivi e criteri generali, una volta validati nell’ambito dei processi di co-pianificazione e partecipativi previsti ed opportunamente integrati dai contributi in tali sedi pervenuti, saranno sottoposti all’adozione del Consiglio Comunale su proposta della Giunta.
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