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Una ragione in più per indignarsi

articolo di Comunicato Stampa


Attualità 25/08/2009 16:50
L’ennesima strage in mare. Una catastrofe che ha fatto pensare, per la sua drammaticità, ad uno dei tanti episodi della Shoah. È accaduto che 73 eritrei, uomini e donne che tentano di fuggire dalla fame e dalla guerra, sono morti in mare per mancanza di soccorso.

È stato un caso oppure frutto della fatalità?
È un caso che decine di navi, pur avendo avvistato i profughi in difficoltà hanno tirato dritto?

È una fatalità che il gommone che li trasportava, in uno spazio di mare poco più grande di un catino, non sia stato intercettato dai numerosi mezzi che presidiano quello specchio di mare? È un caso che il tanto sbandierato accordo con la Libia per limitare lo sbarco dei clandestini faccia acqua da tutte le parti? È una fatalità il mancato soccorso di queste persone la cui la tragedia è oggetto di scaricabarile tra Malta e l’Italia?

Alla fine i cinque sopravvissuti sono solo dei bugiardi, come si è cercato di far credere prima che fossero recuperati i primi cadaveri in mare?
C’è una legge del mare che impone il soccorso ai naviganti in difficoltà. Poi, una volta a terra, si possono accogliere, respingere o quant’altro. Questo accade in una situazione di normalità, ma il clima generato dalla nuova legislazione in materia di immigrazione ha creato una situazione paradossale. Se per soccorrere questi disperati si rischia di essere incriminati per favoreggiamento della immigrazione clandestina si comprende, anche se non si può giustificare, il disimpegno nel
soccorso a mare. Del resto il caso Pinar ha fatto scuola: la nave dopo aver salvato circa 150 persone su due barconi in balia del mare nel Canale di Sicilia è poi diventata oggetto di una contesa diplomatica tra Italia e Malta e quindi costretta a navigare per giorni senza poter approdare in nessun porto.
Con questi precedenti diventa difficile, se non impossibile, adoperarsi in operazioni di soccorso in mare.

È una legge immorale che ha l’effetto pratico di ostacolare, se non impedire, i soccorsi!
È esagerato dire che queste leggi sono tipiche di uno Stato razzista e xenofobo? Se questa tragedia fosse accaduta ad una nave di croceristi la risposta nei soccorsi sarebbe stata la stessa?

L’indignazione per i mancati soccorsi sarebbe stata della stessa intensità?
Perché si levano gli scudi in difesa della vita umana e delle famiglie quando si tratta di testamento biologico o della pillola del giorno dopo mentre scende il silenzio o cade nella normale quotidianità la tragedia intere famiglie, di vite umane che fuggono dalla fame, dalla disperazione?

Questa tragedia, l’ennesima, speriamo l’ultima, ci offre un motivo in più per indignarci e per sentirci offesi, in quanto italiani, per come questo governo ci rappresenta.

Antonio Giuffreda – Sinistra e Libertà Vieste

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