Mangano nel Regno Unito
articolo di Comunicato Stampa
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Attualità 11/09/2009 12:00
Dopo la frenesia delle serate estive, durante le quali Mangano e la carovana dei suoi Danzanova hanno attraversato, per mezzo della loro danza e della musica, virtualmente tutta la Puglia e le tradizioni del Sud Italia, inscindibilmente legate a quella Pugliese, destando grande interesse soprattutto nei turisti, sempre alla ricerca delle tipicità dei luoghi visitati, ci si prepara alla prossima stagione autunnale che si preannuncia più che mai ricca di sorprese. Reduci da due concerti nelle perle della costiera amalfitana, Sorrento e Postano, città ancora affollate di turisti, più di quanti noi non ne abbiamo in tutto il corso della stagione estiva, Mangano e i Danzanova, grazie ai concerti definiti unici nel loro genere, sono già stati contattati dai limitrofi comuni di Praiano, Ravello e Miori per spettacoli per la prossima stagione estiva, segnale questo di un lavoro fatto di studio e infinita passione.
Inoltre in Ottobre saranno ambasciatori della tradizione del Sud Italia nella fredda Inghilterra, e per la precisione a Londra e Cambridge, ospiti di una Federazione di Italiani di Peterborough.
Questa Federazione, che festeggia quest’anno i 50 anni dall’arrivo del primo emigrante in Inghilterra, accoglie tra i numerosissimi iscritti non solo Pugliesi, ma Calabresi, Molisani e Napoletani e quindi i concerti abbracceranno non solo la tradizione Pugliese, ma bensì la tradizione di tutto il Sud dell’Italia.
Anche perché non si può rappresentare la tradizione Pugliese, senza fare un salto nel Campano, nel Calabrese o nel Molisano.
Dare quindi una visione completa di una storia che accomuna le Regioni del Sud Italia.
Per l’occasione l’ambasciatore del folk Mangano, in collaborazione col presidente della Federazione, ha ben pensato di arricchire questo quadro accostando alla musica e danza popolare, da lui superbamente rappresentata con la collaborazione di sei danzatori e sei musicisti, con la gastronomia.
Afferma Mangano: “Sono convinto che il connubio musica, danza e gastronomia sia vincente per far conoscere in Italia e all’estero, la ricca tradizione del Sud Italia. Secondo me, creare solo manifesti da affiggere nei centri abitati o materiale cartaceo da distribuire nelle fiere non da la giusta dimensione delle bellezze di cui i nostri territori sono ricchi e per i quali sono meritevoli di essere visitati, sono quindi solo uno spreco inutile di fondi che invece potrebbero essere investiti per la promozione del nostro territorio.
Far assaporare il gusto dell’olio che produce la nostra terra, imparagonabile con ciò che si vende all’estero, dei nostri dolci tipici, far ammirare i tessuti fatti al telaio dai colori variopinti da sembrare quasi peruviani, far gustare i nostri vini dal colore rubino, far ascoltare i nostri canti o ammirare gli ornamenti in oro che le donne indossavano nelle occasioni festive, testimoni di una antica manifattura orafa, tutto questo è promozione turistica finalizzata alla vera promozione del territorio e quindi alla sua crescita.
Sono appena tornato dalla costiera amalfitana, ove mancavo da diversi anni e sono stato abbagliato da quanto ho visto.
Le vie dei centri storici ben pulite e con i piccoli negozi tutti addobbati di oggetti prettamente di artigianato locale, dalle ceramiche alla sartoria al cuoio, brulicavano di turisti che acquistavano questi oggetti unici e rappresentativi del territorio.
Questo quindi per rafforzare quanto detto prima, e cioè che i turisti cercano le specialità e le tipicità dei luoghi che visitano e a ben poco servono le chiacchiere.
A tal proposito ho pensato di non limitarmi a portare in Inghilterra la tradizione musicale ma dare una gioia ancor più grande ai nostri emigranti e quindi accompagnare alla gioia che scaturisce dall’assistere ad un nostro concerto di musica popolare la gioia di sentire concretamente il sapore del Sud”.
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