In ricordo di Fra Nicola
Dal Convento dei Frati Cappucciniarticolo di Flavia Sciotta
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Eventi e cultura 22/02/2008 12:18
La Provincia dei Cappuccini di “Sant’Angelo e Padre Pio” ed i Frati Cappuccini di Vico del Gargano, annunciano, con dolore e speranza cristiana, dopo 17 giorni di sofferta, lenta, dolorosa agonia, il ritorno alla Casa del Padre di Fra Nicola GENOVESI. Le esequie si svolgeranno a S. Giovanni Rotondo, lunedì 28 gennaio alle ore 10.00 nella Chiesa “S. Maria delle Grazie”.
Fra Nicola verrà tumulato a S. Giovanni Rotondo nella Cappella grande dei Frati.
Lunedì 4 febbraio, in Convento a Vico sarà celebrato il “Dies” settimo alle ore 19.00
Mercoledì 27 febbraio, in Convento a Vico sarà celebrato il Trigesimo alle ore 19.00
Non fiori ma opere di bene e carità, per continuare l’opera che Fra Nicola stava portando avanti per i poveri. Preghiamo per Fra Nicola, perché ora, dal cielo, interceda per tutti noi. La Vergine Santissima lo custodisca come mamma, a Lei Fra Nicola spesso si è rivolto e l’ha pregata. Lei la “dolce eterna e tenera Madre” l’accompagni in questo passaggio e lo introduca nella Casa del Padre al banchetto delle Nozze Eterne con il Cristo Gesù Agnello Immacolato.
Era, questo, il manifestino funebre che era stato affisso in Vico del Gargano, molti non ci hanno creduto subito, ma per poi, rendersi conto, della dura e terribile realtà, quale? Che, Fra Nicola non c’era più, non era più tra noi.
Sei approdato nella Provincia di Padre Pio, già grande, all’età di 45 anni, dopo diverse esperienze, nel 1991, quando hai chiesto di poter iniziare l’iter formativo ed intraprendere un discernimento vocazionale. Malgrado l’età, le difficoltà di adattamento ad un mondo che è soprattutto abitato da giovani, non hai disdegnato di tornare addirittura tra i banchi di scuola per acquisire quella formazione necessaria e realizzare così il desiderio serbato nel cuore forse da tempo, cercato in altre realtà religiose e finalmente trovato all’interno della nostra fraternità provinciale. Dopo un periodo forte di probandato (o postulandato in preparazione al Noviziato), Fra Nicola veste l’abito cappuccino il 20 settembre 1992 emettendo dapprima la professione semplice il 18 settembre 1993 nel Convento di Morano Calabro (CS) casa interprovinciale, poi quella perpetua il 14 settembre 1996. Come alunno e discepolo nelle case di formazione, ha camminato progredendo, con impegno e determinazione, e percorrendo il suo iter formativo e la sua preparazione accademica in vista dell’Ordine Sacro del presbiterato (sacerdozio). Già da diacono nel 1999, era stato inviato nel Convento dei Cappuccini di Vico del Gargano con l’incarico di collaboratore parrocchiale. E’ stato ordinato sacerdote a Vico del Gargano (Chiesa di S. Pietro apostolo) l’8 aprile del 2000. Dopo la sua ordinazione sacerdotale, resta nel Convento di Vico del Gargano, dove ha trascorso questa sua breve ma intensa stagione di frate e sacerdote cappuccino. E’ a Vico che ha espletato la sua attività fraterna e pastorale attraverso la celebrazione dei sacramenti, l’accompagnamento e la direzione spirituale, l’assistenza alle comunità parrocchiali ed alle varie congreghe presenti nel territorio (in modo particolare ha assistito le congreghe della Misericordia e del Carmine), assistendo la famiglia dell’Ordine Francescano Secolare (le Fraternità di Vieste 2001 – 2007 e di Ischitella dal 2007). Era stato invitato anche a dar il suo contributo come confessore a S. Giovanni Rotondo e Pietrelcina. Forte poi di un’esperienza imprenditoriale alle spalle e con un cospicuo bagaglio di competenze in ambito sociale, ha messo a disposizione queste sue doti soprattutto per coloro che lo hanno avvicinato per chiedere non solo sostegno spirituale, ma anche materiale. In effetti a Vico, pur non ricoprendo ruoli di responsabilità, ha dato vita ad un movimento ed iniziative di carità sul territorio che, come lui stesso affermava, voleva essere la sua risposta alla Parola di Gesù: “Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Matteo 25,40). Questa attività è stata la sua passione, il suo impegno, l’ambito dal quale non voleva distaccarsi e per il quale ha speso tutte le sue energie, forse trascurando anche la sua salute. E proprio la sua salute fisica, che già in quest’ultimi anni era diventata piuttosto precaria, ultimamente ha ceduto alla fatica ed alle conseguenze di altri interventi chirurgici subiti in precedenza e che hanno inesorabilmente compresso ogni possibilità di soluzione positiva.
Ecco nel dettaglio la cronaca degli ultimi giorni di vita di Fra Nicola. Dopo il 1° gennaio, iniziano i giorni che lo vedono già in condizione non buone, ha “una specie di raffreddore” dice fra Nicola. Ma poi, per via di una febbre, il giorno 5 gennaio la situazione inizia a regredire ed a peggiorare; la mattina del 6 finisce la S. Messa delle ore 8.00 in Convento, seduto, e poi si ritira in camera sua perché sente peggiorare le sue condizioni di salute, sente salire la febbre. Fino a mercoledì 9 gennaio rimane a riposo ed al caldo nella sua stanza. Mercoledì sentendo ancor più peggiorare la situazione concorda per un ricovero presso la nostra Infermeria Provinciale a S. Giovanni Rotondo. Giovedì 10 inizia la giornata a S. Giovanni Rotondo, con i soliti prelievi che vengono portati con urgenza presso il laboratorio analisi. Le condizioni fisiche si presentano non buone e viene richiesto il ricovero in Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” nel reparto di Geriatria con il prof. Cascavilla che lo ha già curato tre anni prima, quando, poi, fu operato a Roma dove gli venne asportato un rene perché con il cancro, in quella occasione gli dissero di effettuare controlli periodici e seri, perché anche il fegato era compromesso con il cancro. Da venerdì 11 gennaio a domenica 13 le condizioni peggiorano, la situazione clinica generale è totalmente alterata, ci si rende conto di una grande e forte infezione epatica, con origine presumibile dalla colecisti, ma che in reparto non è curabile in modo adeguato perché l’uso di antibiotici potrebbe arrestare il lavoro e la vita dell’unico rene che funziona. In seguito all’elevarsi della temperatura corporea, viene chiesto il ricovero presso la Sala Rianimazione dello stesso ospedale, ciò avviene il lunedì 14 gennaio nel primo pomeriggio. Fra Nicola viene monitorato 24 ore su 24 e guardato a vista, viene sistemato in una apposita sala con iperventilazione, e, per non farlo soffrire troppo, lo tengono sotto sedativi. La situazione è seria ma non è grave. Inizia l’iter farmacologico personalizzato, possono fargli esami che in reparto non potevano, hanno tutto ciò che occorre, sotto mano, nel reparto. Finalmente venerdì 18 gennaio arriva una notizia gioiosa, fra Nicola viene dichiarato fuori pericolo, l’infezione è stata definitivamente sconfitta, ora bisogna solo aspettare le classiche 24 ore per farlo uscire dalla stanza del reparto di Rianimazione. Sabato 19 arriva un’altra cattiva e terribile notizia, l’infezione è scaturita di nuovo ma non è più quella curata in precedenza, questa è un nuovo ceppo infettivo che non si sa da dove sia scaturito, fra Nicola peggiora progressivamente. Domenica mattina 20 gennaio il battito cardiaco di fra Nicola ha un rallentamento, ma si riprende dopo un’ora in modo regolare, purtroppo si blocca l’unico rene che aveva, e, dopo aver notato forti spasimi nella respirazione si decide di allacciarlo alla macchina per il lavaggio del sangue ed intubarlo per consentirgli una buona respirazione, viene passato nella stanza delle macchine, e gli viene anche tagliata la lunga e folta barba bianca, che era di impaccio per i tubi. Il 24 gennaio viene visionata in radiografia, una metastasi che sta salendo e coinvolgendo anche i polmoni, mentre la colecisti ed il fegato sono fortemente compromessi, i medici del reparto di rianimazione sono in fase di resa, non sanno cosa fare, ma fino a che fra Nicola respira, vi è sempre speranza. Oramai da venerdì 25 gennaio, fra Nicola è in stato di coma profondo, con poca attività celebrale, i medici non danno nessuna speranza. Sabato 26 gennaio in mattinata fra Nicola subisce altri due piccoli infarti, ed alle ore 01.40 di domenica mattina 27 gennaio, fra Nicola vola ormai libero dal corpo verso il Padre. Finisce così la sua giornata terrena. Dal 10 gennaio ricoverato in Ospedale, dal 14 gennaio per 14 giorni è stato ricoverato nel reparto di rianimazione.
Il giorno 27 gennaio, domenica, la salma è stata composta nella camera ardente dell’Infermeria Provinciale di S. Giovanni Rotondo per la visita dei parenti e degli amici. Il lunedì 28 alle ore 10.00 sono stati celebrate le esequie, e, dopo, si è proceduti alla tumulazione del corpo nella Cappella Grande dei Frati nel Cimitero di S. Giovanni Rotondo. Il corpo è stato tumulato sopra al loculo dove riposa Fra Angelo Guida, deceduto a novembre, accanto alla fila di loculi in cui riposano anche Fra Feliciano e Fra Eligio, frati che hanno dimorato in Convento a Vico e non sono stati mai dimenticati, nella terra che accoglie anche le spoglie mortali di Fra Eugenio tumulato nella tomba di famiglia.
<< … Riposa in pace fratello Nicola!
La Parola di Gesù: “Venite benedetti dal Padre mio …” (Mt 25,34) sia per te oggi la parola con la quale Egli ti accoglie nella sua casa facendoti parte della sua eredità. Sotto lo sguardo materno della Vergine delle Grazie, sostenuto dal Poverello di Assisi, portato per mano da San Pio da Pietrelcina, entra nella gioia del suo Regno! >>. [Cfr, Lettera Circolare del Ministro Provinciale (Circolare 11/08) in “Morte di Fra Nicola Genovesi” Prot. 166/08].
“Per molto tempo sentiremo ancora, come un una eco che non ha fine, il rumore dei tuoi passi scalzi nei sandali … sentiremo ancora i tuoi colpi di tosse che preannunciavano il tuo arrivo … non ti vedremo più salutarci a cavallo dei tuoi pulmini, in giro per raccogliere qualcosa dagli amici per i poveri … eppure, per un attimo, ci sembrerà di rivederti avvolto dalla tua lunga, fluente, candida e canuta barba da frate cappuccino. ….
… E, quando ci sentiremo nello scoraggiamento o ci assalirà la stanchezza, sapremo di poter pregare te, che dal cielo accoglierai la nostra preghiera, intercederai per noi ed esaudirai le nostre richieste e le nostre suppliche! …
… A-Dio, sì A-Dio, caro fra Nicola, ma staccato non tutto attaccato, perché in Lui, in Dio, con te e con tutti i nostri cari fratelli e sorelle defunti, ci ritroveremo, quando lasciata questa valle di lacrime, andremo anche noi incontro al Padre, quando Lui ci chiamerà a sé, quando anche noi entreremo nella Sua Casa, nel Palazzo del Gran Re, per conseguire il premio della Vita Eterna!” (Stralcio preso dal ricordo che sarà distribuito dopo la celebrazione della Liturgia Eucaristica del Trigesimo di Fra Nicola il 27 Febbraio 2008).
Giorno 4 febbraio alle ore 19.00 in Convento, ti abbiamo ricordato nel settimo giorno del tuo passaggio da questo mondo terreno e materiale a quello del Padre, molta era la gente presente alla Celebrazione Eucaristica, la “Schola Cantorum” del Convento, come per le tue esequie, ha intonato i canti, dando un tocco di patos a tutta la celebrazione. Anche Don Lazzaro vi ha partecipato, a testimonianza della sua amicizia e del lavoro svolto nella sua Parrocchia.
L’altro appuntamento è per il giorno 27 febbraio, alle ore 19.00, in Convento, il ricordo del tuo Trigesimo di passaggio, un mese esatto! Sarebbe anche stato il giorno del tuo 62° compleanno! La Celebrazione Eucaristica, sarà presieduta da S. Ecc.nza Monsignor Arcivescovo Domenico U. D’Ambrosio, dell’Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste e S. Giov. Rot. . Alla fine della Celebrazione, consegneremo il ricordino con la tua foto, ed un po’ di chiacchiere per ricordare la tua figura, ed il tuo essere partito così velocemente, passando per questa città terrena, ma indirizzato verso la città celeste, verso Dio Padre.
“Salve o Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva. A Te sospiriamo, gementi e piangenti, in questa valle di lacrime. Orsù, dunque, Avvocata nostra, mostraci dopo questo esilio, il frutto benedetto del tuo seno, Gesù. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.”
Vico del Gargano lì 21 febbraio 2008, Il Guardiano del Convento del “Santissimo Crocifisso”, dei Frati Cappuccini della Provincia di “Sant’Angelo e Padre Pio
fra Giuseppe A. TORTORELLI, ofmcap
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