Crisi agricola: dalle proposte alle proteste, dalle proteste alle promesse.
articolo di Comunicato Stampa
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Attualità 19/11/2009 16:44
E’ il giorno dopo il grande evento di protesta degli agricoltori di Capitanata, a cui hanno aderito non solo quasi tutte le Organizzazioni di categoria, ma anche autorità, sindaci, parlamentari, rappresentanti dei sindacati, delle associazioni dei consumatori, ecc.; a tutti porgiamo un sentito ringraziamento.L’Unione Provinciale Agricoltori di Foggia esprime grande soddisfazione per la massiccia partecipazione di oltre duemila agricoltori, con circa duecento trattori (solo pochi dei quali sono stati autorizzati ad accedere al centro cittadino), che hanno manifestato, sempre in maniera vivace ma civile, il proprio dissenso ed ascoltato con grande partecipazione e condivisione gli interventi del Presidente Luigi LEPRI e dei leader delle altre Organizzazioni agricole.
Intanto registriamo i primi risultati del pressing politico-sindacale attivato in questi mesi da Confagricoltura, non solo nella nostra provincia, ma anche su tutto il territorio provinciale.
Promesso entro dieci giorni, infatti, da parte del Governo, il varo di un “Piano straordinario a favore dell’agricoltura”; la prudenza, tuttavia, è d’obbligo: attendiamo di conoscere, anche per grandi linee, i provvedimenti che l’esecutivo intende varare e, soprattutto, le relative risorse finanziarie che saranno stanziate.
Eravamo per forza di cose passati dalle: “proposte alle proteste”. Ora, invece, registriamo una lieve evoluzione del contesto, perché siamo passati “dalle proteste alle promesse”.
Determinante, comunque, non abbassare la guardia; la sensazione principe che si avverte è che la strada da percorrere, al fine di pervenire a risultati significativi, è ancora molto lunga.
Per questo Confagricoltura Foggia rinnova l’invito a tutte le altre Organizzazioni agricole e, specialmente ai cobas ovvero ai gruppi spontanei, di fare fronte comune.
In assenza, infatti, di concreti provvedimenti a favore del settore primario, bisognerà riprendere le azioni di protesta, che per essere efficaci dovranno essere, oltre che estremamente determinate, per forza di cose: mirate, coordinate e, soprattutto, costanti, almeno fino alla definitiva approvazione della Legge finanziaria 2010.
articolo a cura di Antonio POPPI
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