Italiani!
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Attualità 26/11/2009 16:55
“Italiani!”sembra questo uno slogan d’altri tempi….ma si tratta invece del nuovo spettacolo di Michele Mangano, già in preparazione da tre anni e al debutto in Dicembre. L’orchestra di Mangano percorrerà un viaggio che coniuga l’antico e il nuovo, cambiando anche il suo nome da Danzanova a Orchestra popolare Italiana.
Afferma Mangano.
“L’obiettivo è quello di ripercorrere la storia dell’emigrazione italiana, avendo un contatto diretto con gli emigranti stessi, regalando loro suoni e sapori della propria terra natia.
Giro il mondo dal ’96 e ovunque ci sono emigranti che commossi assistono e partecipano al mio spettacolo.
Proprio grazie a queste esperienze è nata l’idea di uno spettacolo dedicato alla storia degli emigranti italiani all’estero. Rispolverare i sentimenti di chi ha lasciato la propria terra natia e nello stesso tempo far rivivere loro quel mondo lasciato alle spalle ma conservato nel cuore come un prezioso ricordo”.
Il progetto è molto originale e racconta del viaggio della speranza verso il nuovo mondo , straniero e spesso ostile.
“Dopo l’ultimo spettacolo tenuto in Inghilterra l’affetto degli emigranti mi è rimasto nel cuore in modo molto particolare, ho compreso in modo definitivo che per loro è vitale ricordare le proprie radici”.
La Compagnia di Mangano si compone di sedici elementi tra musicisti e danzatori e 4 attori. Mangano organizza così uno spettacolo della durata di due ore, con l’obiettivo di portarlo in giro per l’Italia e nel mondo, passando dalle piazze cittadine alle aule scolastiche.
“Lo spettacolo sarà articolato in tre parti: la prima parte affronta le ragioni della partenza degli emigranti , e per far questo mi avvalgo del grande cantautore Matteo Salvatore, riproponendo la canzone “Va tutto il bene mio” in cui narra la storia di un giovane partito per amore, necessità e desiderio di avventura. Un momento dello spettacolo sarà dedicato al grande Domenico Modugno con l’interpretazione della sua canzone “Addio addio amore!”, dove l’amore è quello verso il paese natio.
La seconda parte dello spettacolo è dedicata al viaggio ed in modo particolare a quelle spedizioni che non hanno avuto esito positivo e ciò avviene con la canzone “Il Sirio” che prende il nome da quella nave che salpò dal porto di Genova per il Brasile ma non arrivò a destinazione, affondando al largo delle coste spagnole.
Infine la terza parte parla dell’arrivo al tanto atteso Nuovo Mondo e quindi la nuova quotidianità con cui il migrante si trova a fare i conti…. Eppure nonostante i tanti aspetti negativi, nella loro fatica c’era la tarantella a consolarli. Ecco che lo spettacolo a questo punto propone la tarantella delle “baracche” e la lettura di una serie di lettere originali dell’epoca e proiezioni di immagini provenienti da TECHE RAI.
Per mitigare l’aspetto drammatico parleremo quindi di tarantella, di pizzica del salterello , di quei momenti di gioia che nonostante tutto alleviavamo il dolore del distacco dalla terra di origine.
Uno spettacolo che partendo dalla cultura Partenopea, coinvolge il Gargano, e si spinge fino in Salento per estendersi dalla Calabria alla Sicilia.
Concludendo posso sicuramente affermare che anche io mi sento un emigrante. Ho scelto questo per la mia vita. Ecco infatti che a Febbraio sarò a Toronto per poi partire per il Brasile, e tornare in Europa e per la precisione in Svizzera .
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