Fuoriporta.info - Portale d'informazione della città di Vico del Gargano
22/05/2012

Login
Sondaggi



Riqualificare i beni culturali, paesaggistici e ambientali

Il parco archeologico di Monte Tabor - Vico del Gargano
articolo di Comunicato Stampa


Attualità 22/12/2009 16:58
Riqualificare i beni culturali, paesaggistici e ambientali

Il Parco Archeologico di Monte Tabor
(Necropoli dell’età del ferro IV – III Sec. a.C.)

Monte Tabor, fin dall’epoca storica dal nome a noi ignoto, è stato il luogo a cui gli abitatori delle colline hanno affidato il segreto dell’eternità.

La necropoli di Monte Tabor, nota già dal 1876, l’Angelucci riteneva che fosse quella dell’antichissima Vicus o Veicos, costituisce un tassello importante del più vasto mosaico della civiltà protostorica del Gargano.

Le tombe, in gran parte già violate nei secoli scorsi (Giuseppe del Viscio, nel suo libro “Uria”, cita parte dei reperti rinvenuti), sono disposte intorno alle due colline in cerchi concentrici, ad eguale distanza fra loro, e scavate nella roccia alla profondità di circa un metro, a forma tronco-piramidali, più larghe in fondo che alla bocca.

La loro dimensione non permetteva di porvi i cadaveri distesi, ma dovevano essere inumati seduti, con le ginocchia ripiegate sul petto.
Successivamente si sono occupati in maniera regolare e scientifica della necropoli Ugo Rellini, direttore della Missione Preistorica del Gargano, e in seguito Ciro Drago, Raffaello Battaglia, Cleto Corrain e Pia Gallo.

Della nostra necropoli, inserita nel contesto dell’età del Ferro della Daunia, si sono poi interessati il prof. Silvio Ferri e la Negroni-Catacchio dell’Università di Milano per quanto attiene alla problematica delle ambre garganiche.

Tra gli studiosi locali, oltre al del Viscio, si sono interessati in loro articoli o lavori l’avv.
Giuseppe d’Addetta, il comm. Francesco delli Muti, Padre Cristoforo Iavicoli e Padre Cassiano Priore, i quali ultimi, attraverso il loro giornale “Il Tabor”, denunciarono lo scandalo della cava aperta sull’area, che distrusse un gran numero di tombe, ottenendone la chiusura definitiva.

I ripetuti sondaggi della zona consentirono l’individuazione, e la catalogazione di diverse tombe, ma non tutte concentrate rigorosamente intorno alle due colline di Monte Tabor; infatti alla metà degli anni ‘50, durante i lavori di fondazione delle attuali abitazioni in Piazza san Francesco, vennero fatti dei rinvenimenti di tombe tronco-piramidali o ellittiche scavate nella roccia con ricchi corredi funerari, tutti andati persi.

Dei resti dell’area archeologica è tornato ad occuparsi nel 1976-77 il Gruppo Archeologico Garganico “Silvio Ferri” con una campagna di ripulitura dalle immondizie dell’area della necropoli. Durante questa campagna furono ritrovati anche dei reperti e frammenti che sono stati raccolti, catalogati e comunicati alla competente
Soprintendenza; questi materiali sono attualmente esposti in teche nei locali della Biblioteca Comunale “Giuseppe del Viscio” a disposizione della comunità.

Ipotesi di progetto


Il progetto di parco archeologico “Monte Tabor” trova i suoi connotati caratterizzanti nei seguenti elementi:
- area vicina al centro abitato con conseguenti ripercussioni positive che avrebbe la sua attivazione.
- grande interesse ambientale della zona in relazione alle visuali, verso il mare e la foresta umbra, che da essa si godono.
- significativa la presenza del Cimitero Monumentale di san Pietro, costruito sui resti di una chiesa dell’anno mille, sede nel 1310 dell’Ordine Teutonico di san Leonardo di Siponto (Fratres Sanctae Mariae Theotonicorum in castro Vici), tra i primi cimiteri extraurbani d’Europa (1792), che in posizione strategica domina la zona archeologica e si propone come portale d’ingresso e presentazione del parco archeologico.
- questi elementi portano a definire il parco archeologico come luogo protetto per la
conservazione delle tombe e come parco urbano sia per il tempo libero-ricreativo sia per le attività culturali.

A tal fine sono previste:
- recinzione perimetrale in muro a secco, percorsi pedonali, luoghi di sosta.
- recupero dei tavelloni utilizzati nei muri a secco.
- ricostruzione di falsi corredi funerari all’interno di alcune tombe, illuminate e protette da vetro.
- tabelloni didattici.
- trasformazione della vecchia cava in anfiteatro stile greco-romano, con gradini in pietra e spogliatoi ricavati nella parte bassa, sotto il piano di recitazione. cava Monte Tabor parco archeologico Cesarea anfiteatro ricostruito
- il Cimitero Monumentale di san Pietro costituirà l’ingresso al parco archeologico con la destinazione di alcune sale a museo, il porticato delle cappelle gentilizie ospiterà mostre didattiche mentre l’atrio sarà utilizzato come spazio culturale per rappresentazioni e convegni.

Il progetto del Parco Archeologico di Monte Tabor, previa intesa con i proprietari dell’area e con il parere favorevole della competente Soprintendenza, potrà essere realizzato anche con il concorso di questo Gruppo

Mario Afferrante
Socio GAG “S. Ferri”

Questo articolo è stato letto 1206 volte.
Commenti (0) | Sono d'accordo
Leggi gli altri articoli dello stesso autore

Home | Contatti | Attualità | Turismo | Gastronomia | Eventi e Cultura | Sport e tempo libero | Aziende | Video | Video Notizie | Gargano

Agenzie e Servizi Vico del Gargano | Artigianato Vico del Gargano | Hotel San Menaio | Hotel Vico del Gargano | Locali e Bar Vico del Gargano | Locali e Lidi San Menaio | Prodotti Gastonomici Vico del Gargano | Residence Appartamenti San Menaio | Residence Appartamenti Vico del Gargano | Ristoranti Pizzerie Vico del Gargano | Ristoranti, Pizzerie San Menaio | Shopping Vico del Gargano | Vacanze nei dintorni |

Fuoriporta.info - Aut. Trib. di Lucera n. 108 R.S. del 28.10.2002 Leggi 675/96 - 196/03
direttore responsabile. michele lauriola - Tutti i diritti riservati - Fuoriporta.info © 2008 - P.IVA 02138510710