Lettera per Gianni Lannes
articolo di Grazia Pia Vitillo
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Attualità 01/02/2010 17:26
Ciao Gianni.L’occasione della presentazione del tuo libro a Vico mi porta al desiderio forte di scriverti.
Vorrei dirti molte cose, ma dubito che ci riuscirò. Ci provo, cercando a fatica le parole giuste. Anzitutto ti ringrazio. Prima di entrare, sabato, nella Sala Consiliare, riflettevo su una brevissima esperienza di volontariato che facemmo vent’anni fa. Già mi era chiaro che non accettavi l’ingiustizia, specie se compiuta su chi non può difendersi. E questo è nobile e raro. Poi il tempo passa, avevo conservato un tuo articolo sull’antenna TELECOM a pochi passi da casa mia, promettendomi sempre di riprenderlo. Ho saputo di un pezzo che aveva infastidito molto il sindaco di Vieste, quello sulla struttura di Baia dei Campi.
Che strano, ci sono cose che tutti sanno, ma a dirle…Apriti cielo!
Poi a Vico di recente qualcuno aveva espresso su di te qualche giudizio non troppo tenero. Allora avevo cercato di capire per conto mio, ricercando un poco su internet. Avevo saputo di una aggressione da parte di un altro sindaco e nel cercare una mail per contattarti, avevo trovato un altro pezzo: Bambino di zucchero. Poi il pezzo sulle navi dei veleni sul Gargano Nuovo e l’incontro a Sannicandro e a seguire voci circa un’intimidazione che avevi subito. Ma dalla serata di sabato sono uscita sconvolta. Turbata, da un lato, nel constatare quanto siamo degradati come umanità, se arriviamo, per danaro, a tanto oltraggio verso il Creato. Ma anche con grande ammirazione per il tuo amore per la Verità, che salta fuori, prima o poi, come tu hai dimostrato. E anche per il grande senso di umanità. Grande e insolito, oramai. Mi sono chiesta: cosa ti spinge ad agire così?
Ho trovato ieri il tuo giornale on line e leggevo pure la notizia di un tentativo di farti stare zitto con un bel “compenso” che metterebbe in crisi ogni comune mortale. Ho letto anche che non temi la morte, ora che sai che la tua vita è in pericolo e spero mai quella dei tuoi cari. Allora, quando ho la percezione che tutto va a rotoli, che è una lotta contro i mulini a vento quella di chi vuole la legalità, il bene della sua gente, anche perché esiste una responsabilità verso i figli (io ne ho 4, dai 10 anni in giù), beh… mi sono detta, qualcuno che è diverso ancora esiste, grazie a Dio!
Certo, si avverte un vuoto intorno, come pure tu dichiari. Ma a far rete tra quelli che la pensano così, forse ci si sente un poco meno soli…e non è poco, di questi tempi.
Forza, Gianni. Sei una voce scomoda, fastidiosa, perché la voce di uno che ama la verità è questa. Ed è solitaria. Ma potrebbe e dovrebbe esserlo sempre meno, ce ci armiamo tutti di un poco di coraggio e passione per il nostro futuro. Ora.
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