Un vichese in un gruppo rock nazionale: Leonardo Angelicchio e
con Stefano Verderi chitarrista de Le Vibrazioniarticolo di Comunicato Stampa
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Attualità 12/02/2010 10:14
The Wizard Project, è un gruppo rock che ha pubblicato un CD di recente e che annovera nella sua formazione un vero talento della musica nazionale, Stefano Verderi, nonché un vichese doc, Leonardo Angelicchio.Per chi da sempre ha ascoltato musica e rock, “THE WIZARD PROJECT EP”, questo il titolo del disco, dà l’immediata sensazione di imbattersi in una miscela di suoni aggressivi ma puliti e, mi si passi la licenza nostalgica, dei suoni che solo il classico long playing in vinilite degli anni ‘70 emetteva.
Il biglietto da visita è il primo brano, Drunk & stoned, che rompe l’indugio con l’ascoltatore: è Rock quello puro, dico io, finalmente!
Stefano Verderi, come molti avranno intuito, è il chitarrista de Le Vibrazioni, uno dei pochi gruppi che nell’ultimo decennio ha portato qualcosa di nuovo nel panorama musicale italiano. Ebbene Verderi in questo EP lo si ascolta piacevolmente aggressivo, pungente, quasi in versione virtuosa, con una chitarra affilata come una spada, che si diverte ad infilzare la base ritmica di Marco Cucuzzella alla batteria e Giorgio Cuccurugnani al basso, tenendo coesi i due in un unico, irruento ed elegante gioco di trame. Si, perché il bello di questo lavoro è proprio la fluidità del loro rock, che non eccede in altre fusioni, così elaborate da rimescolarsi fino a perdere identità.
The Wizard Project, “Il Progetto del Mago” chissà cosa ci riserverà in futuro, io spero che in questo cilindro ci sia ancora qualcosa che riuscirà a sorprenderci. È pur vero che da duemila anni la musica gira su sette note ma è altrettanto vero che qui i ragazzi riescono a proporre ritmi e atmosfere nuove, sapientemente arrangiati, che possono rievocare il passato, come in Falling leaves (diremmo noi, non più tanto giovani, un gran bel lentaccio). Lo sappiamo tutti: i lenti più belli della storia li hanno scritti i gruppi hard rock. Questo è forse l’unico brano nel quale Stefano si esibisce in un assolo finale che vagamente lo avvicina alle liriche de Le Vibrazioni.
Leonardo, citato per ultimo, non certamente per importanza, è un musicista camaleonte che si sente quando è necessario. Solo ascoltandolo su una traccia separata si sentirebbe l’importanza del lavoro oscuro che fa. Il disco è armonioso anche grazie a lui: copre tutti i vuoti senza mai strafare, li riempie rendendo le melodie equilibrate e compatte. Se volessimo fare il paragone con una squadra di calcio, potremmo dire che ha lo stesso ruolo di un arcigno mediano: ci si accorge di lui solo quando non c’è.
Caro Michele, ci tenevo a segnalarti l’uscita di questo EP, non solo perché un componente del gruppo è mio nipote (e sai quanto sono campanilista), ma anche per aggiungere una nuova perla ed apprezzare il percorso di un altro vichese che ci rende orgogliosi della nostra amata terra.
articolo a cura di Nicola Angelicchio
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