8 marzo 2010
I pensieri corrono liberi, come i cavalli bianchi!articolo di Grazia D'Altilia
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Eventi e cultura 07/03/2010 12:33
Tu allo specchio? Un rapporto di amore. Un rapporto di odio. Un rapporto d’indifferenza.
Lo specchio?
Un immobile lago dove galleggia la tua immagine. Dove le tue variazioni d’umore fungono il tremulo delle acque. Gli occhi velati spargono una coltre di nebbia. La bocca in sorriso una luce diafana e riverberante.
Un immobile lago, la cui superficie liscia e glaciale evidenzia lo sguardo quando l’eye-liner segna una linea precisa; risalta le labbra quando scivola il colore del rossetto; e riflette la grana della pelle e le prime rughe che corrucciano la fronte e raggrinziscono l’occhio… frammenti di un insieme, isolate parti come tronchi slegati di una zattera che sosta in quel lago di vetro !
Un immobile lago, lo specchio.
Il riflesso di bocca, di occhi, di naso, dei primi sfacciati capelli bianchi e di una sagoma, spesso ombra indefinita., tu.
Talvolta, nel lago, riaccosti i tronchi e la costruzione prende volto. Cerchi il fondo nel luccichio del piano e scopri le pupille a scappare via.
Talvolta, nel lago, riunisci i particolari e stupita t’incontri. E allora serri il viso tra le mani come a recintare confini e rendi prigionieri gli occhi. Ti guardi attraverso la profondità dell’acqua, sul cui pelo posi, e ti trovi.
Timida e sfrontata. Ciarliera e taciturna. Decisa e titubante. Codarda e coraggiosa. Vecchia e bambina. Moderna e tradizionale.
Talvolta nell’immobile lago ci sei.
Inscindibile unione d’essenza e d’immagine.
E sei bella se ti senti forte, sei gioiosa se fermenta la sicurezza e sei temeraria se nelle orecchie rimbomba la tua voce.
Sei insignificante se ti spogli d’importanza.
Sei triste se abbondano le rinunce e vile se chiudi in un misero pugno la grandezza del cuore che batte…
…E il lago scintilla se sei luna piena. E il lago rabbuia se sei cielo scuro. E si colora se hai in te l’arcobaleno.
Oh, no! Non sei solo immagine, contorno di puro corpo.
Anche allo specchio, sei tu.
Un io che affanna nei suoi confini come un giorno librato nel tempo.
Quei confini, a volte, così sfumati alla coscienza eppure prova della tua esistenza. Quei confini, a volte curati e a volte trascurati, ma che sempre vestono in trasparenza o con opaco spessore i pensieri, i sentimenti, le emozioni che vi orbitano dentro…
Ci sei. Certo che ci sei nell’immobile lago.
Anche e proprio quando non ti trovi.
E allora vorresti tornare bambina. Quando ingenua e convinta, correvi dietro al televisore per incontrare i bianchi cavalli al galoppo ammirati nello schermo; quando ingenua e convinta credevi a tua madre che ti rincuorava, dicendoti che non eri stata abbastanza veloce.
E che i cavalli erano già molto lontani.
E allora vorresti tornare bambina, per cercarti dietro allo specchio, ingenua e convinta di trovarti.
Ingenua e convinta, crederesti che stai giocando a nascondino e che devi solamente cercare altrove.
Ma la bambina è molto lontana, come i cavalli bianchi.
E la tua ingenuità ha cambiato nome.
Grazia D’Altilia
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