"Incostituzionale il tentativo del Governo di sterilizzare l’art.18"
Il commento di Arcangelo Sannicandroarticolo di Comunicato Stampa
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Attualità 12/03/2010 12:49
Per legge si vuole stabilire che un lavoratore al momento dell’assunzione non possa agire in giudizio per la tutela dei propri diritti contro eventuali licenziamenti.Un ulteriore e non ultimo attacco ai lavoratori.
“Non essendo riusciti a eliminare l’art. 18 dallo Statuto dei diritti dei lavoratori pensano di neutralizzarne il significato incidendo sulle norme processuali”, afferma Arcangelo Sannicandro, candidato consigliere regionale il Sinistra Ecologia Libertà, e continua: “voglio ricordare che lo Statuto dei diritti dei lavoratori in cui è contenuto appunto l’art. 18, che garantisce la tutela reale del mondo del lavoro, fu una grande e singolare novità introdotta nell’ordinamento giuridico italiano nel 1970. Non esiste una normativa analoga, che io sappia, in nessun’altra parte del mondo. Al massimo il lavoratore è tutelato contro i licenziamenti illegittimi con diverse forme di riconoscimento economico ma non con la reintegrazione effettiva nel posto di lavoro.
Con lo statuto dei diritti dei lavoratori la democrazia entrò in fabbrica.
I principi costituzionali di associazione, di rappresentatività sindacale, di riunirsi, di nominare le proprie rappresentanze sindacali, i permessi sindacali, sono tutte norme introdotte nel nostro ordinamento in attuazione del principio costituzionale di uguaglianza effettiva.
Queste norme che spesso dalle giovani generazioni di lavoratori vengono ritenute ovvie, appena 40 anni fa furono introdotte a costo di grandi lotte e grandi sacrifici.
Nel 1969 ad Avola, in Sicilia, durante le manifestazioni per il rinnovo del contratto collettivo, con le cui norme si apriva la strada alle norme giuridiche che furono varate nel 1970, morirono due braccianti.
Il tentativo del Governo di sterilizzare l’art. 18 in via processuale è anche incostituzionale perché sottrae ai lavoratori il diritto di agire in giudizio per la ‘tutela dei propri diritti e interessi legittimi’ stabiliti dall’art. 24 della Costituzione e anche perché con un’altra norma sottrae al Giudice il controllo di merito nell’eventuale illegittimità del licenziamento, costringendo il Giudice stesso a verificare esclusivamente la regolarità formale dell’atto”.
UFFICIO STAMPA:
ufficiostampa@arcangelosannicandro.it
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