“I suoni della transumanza
dal 25 al 28 marzo 2010articolo di Comunicato Stampa
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Attualità 23/03/2010 18:27
La civiltà pastorale legata alla transumanza, offre un valido e consolidato connubio tra Abruzzo, Molise e la Daunia, i Tratturi della Transumanza, rappresentati dalle centinaia di chilometri che uniscono le aree geografiche, testimoni di secoli di storia e di tradizioni popolari. Questo il tema dello spettacolo che sarà portato in scena dall’eclettico M° Michele Mangano e dai suoi Danzanova, in occasione della Serata di apertura dell’EUROMED, che si terrà presso l’ente Fiera di Foggia dal 25 al 28 marzo 2010.
Ad accogliere i 350 buyers che proverranno da tutto il mondo, presso la Sala Ricevimenti Vigna Nocelli, per la serata di gala, sarà Mangano con la sua storica compagnia. Insieme compiranno un vero e proprio viaggio lungo i tratturi della transumanza, con lo spettacolo “I suoni della transumanza”.
Attraverso la musica popolare si possono infatti scoprire luoghi, storie, persone; senza aver bisogno di viaggiare si può andare dall’altra parte e scoprire quante cose ancora ci appartengono, percorrere “i tratturi e tratturelli” dove si cantava e si danzava, ove si udivano parole e suoni di paesi lontani, e storie di briganti, note dimenticate, suoni e memoria.
Il progetto, ideato dall’Ass. La Bella Cumpagnie e già dalla stessa associazione sviluppato con i Festival della Zampogna tenuti sul territorio nel periodo natalizio, consisterà nella riscoperta di questi tratturi attraverso la musica popolare.
Sarà l’omaggio al patrimonio musicale di tradizione orale dell’Abbruzzo, del Molise e della Daunia, in una sorta di inventario, o, meglio, di dichiarazione dei propri strumenti linguistico-musicali: il tamburello in solo; la bella e fascinosa voce femminile dalla tipica grana vocale e dalla particolare marcatura timbrica;l’entrata in successione della chitarra battente dal suono delicato ma tagliente, anch’essa marcatura sonora di contiguità territoriale e frequentazione musicali fra le aree basso molisane e la vicina area garganica. Infine degli intermezzi affidati ad organetto, zampogna e ciaramella, che, soprattutto nella caratterizzazione delle rispettive proposte melodiche, evocano un antico dialogo culturale e musicale tipico delle “terre di mezzo e di passo”. Di grande impatto anche la danza, fra balli cantati, canti rituali, satirici, di transumanza, narrativi.
Ciò sarà attuato portando sulla scena abiti della tradizione contadina e strumenti popolari.
Scopo del progetto è quindi il recupero e la valorizzazione di una musica ancora oggi sconosciuta, posta ai margini, mistificata, e riproposta il più delle volte attraverso modelli interpretativi-omologanti e pieni di stereotipi- che nulla hanno a che vedere con l’immenso patrimonio espressivo tradizionale.
La globalizzazione musicale infatti oggi sta omologando anche i gusti legati alle musiche e ai balli regionali, cancellando tradizioni centenarie in ogni angolo del pianeta. E come affermava il celebre antropologo Claude Levi-Strauss “Viviamo in un’epoca in cui si rende necessaria un’etnologia di emergenza; stiamo subendo un pericoloso processo di omologazione. Pericoloso perchè riduce la diversità tra i popoli, tra i territori, tra le culture, e ci fa mancare quella feconda forza creatrice che ci ha fatti evolvere, generando patrimoni strabilianti”.
M° Michele Maria Màngano
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