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Eruzione vulcanica a Vico...

...da Fuori Porta a Corso Umberto
articolo di Valentino Piccolo


Cultura 11/03/2008 10:40
Dalla sommità del colle del nostro Castello è ormai inarrestabile… la colata lavica.

Il ”magma” ha invaso inesorabilmente la zona di Fuori Porta e quindi ha iniziato a dilagare per Corso Umberto. Certo, se fosse una calamità naturale, potremmo solo pregare il buon Dio che fermi presto tutto ciò e che ci liberi da cotanta sventura. Purtroppo tale disastro è voluto dagli uomini, e solo  dagli uomini, politici o pseudo tali...

Così, inesorabile il nero lavico copre ogni cosa, ogni possibilità di quello che si poteva e non si è fatto, per ridare un aspetto consono alla realtà dei luoghi.
Una documentazione più attenta e approfondita dei luoghi, in fase progettuale, uno studio un po’ più puntiglioso e certosino, in fase di approvazione, avrebbe potuto restituirci una perfetta ricostruzione(con costi anche più bassi) del nostro contesto storico. Un pregevole biglietto da visita da offrire a chi si accingesse a visitare la nostra Città. Nulla di tutto questo! Invece, offriremo loro la consueta pavimentazione che si trova ovunque, ma in totale disarmonia con le tipologie locali. Un materiale totalmente estraneo, senza quella tipicità che caratterizza questi luoghi e che avrebbe fatto la differenza.

La poca sensibilità, la poca professionalità, lo scarso amore per la nostra terra e, l’elenco delle “pochezze” potrebbe essere infinito… ma mi fermo qui per amor di patria e di decenza.
Resta comunque che, tutto questo, è la causa dello stravolgimento di tutto un territorio che invece andava preservato con cura e amore e non distrutto, quasi con fredda determinazione.
Coloro che hanno voluto tutto questo, hanno perso comunque una grande opportunità.
Avevano l’occasione e gli strumenti per farlo.  Dandogli quel tocco di classe, autenticità e pregevolezza, che sicuramente meriterebbe, il nostro Paese, gli sarebbe stato riconosciuto un indubbio merito. Purtroppo hanno preferito altro.

In questi giorni, con una certa (magra) soddisfazione, ho ascoltato qualche primo commento di disappunto dal popolo, che io definisco benevolmente, degli Ignavi (quelli a cui va tutto bene comunque oppure, per pigrizia, preferisce non porsi problemi), davanti all’evidenza di certe brutture, ha avuto un risveglio dal tradizionale torpore che spesso lo caratterizza. I commenti più comuni sono: “Io non immaginavo una cosa del genere!” “ Io non voglio questo davanti alla mia porta!” “ Non è materiale nostro questo, non lo vogliamo!” “ Perché non ci hanno fatto capire prima come dovevano venire questi lavori?” ecc. ecc. Chissà che quell’orgoglio e quell’amore per le proprie origini e tradizioni, troppo spesso sopito in altre occasioni, non scaturisca finalmente dal subconscio!Del resto non si può sempre sonnecchiare! Così, mi sembra molto appropriata l’esortazione di Ulisse ai suoi compagni: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. 
Non bisogna continuare a fare in modo che si semini e si coltivi la “cultura dell’ignoranza” perché questo è quello che, ad alcuni, spesso fa comodo…

Passando a esaminare ora un problema più propriamente tecnico, oltre che economico, vorrei capire come mai nella Perizia di Variante di Dicembre 2007 (delibera dirigenziale n. 375 del11/12/07), pur avendo opportunamente reintrodotto i marciapiedi (aboliti nel Progetto Esecutivo, che prevedeva un unico piano viario), non si è pensato di lasciare in loco gli esistenti cordoli in pietra calcarea. 

 A quanto risulta, invece, verranno rimossi e sostituiti con altrettanti cordoli di materiale, ovviamente lavico. Premesso che la monocromia (ossessivamente nera) non evidenzia il gradino (con grave pericolo per  pedoni e automobilisti), sarebbe stato certamente più funzionale (il colore chiaro) ed economico lasciare in loco i cordoli esistenti. Inoltre questi cordoli (di pietra calcarea) in sito da oltre 50 anni, non dovrebbe essere inibita la loro rimozione dal ”Codice Urbani” in vigore dal 2004?

Forse sarebbe il caso che gli attuali Amministratori, per dimostrare di essere migliori dei predecessori, mettessero finalmente qualcosa del “proprio” e non proseguissero con ulteriori errori, sulle orme dell’ultimo pateracchio ereditato.
Che il grosso pasticcio sia stato fatto da altri, non significa sentirsi esonerati da ogni impegno perché le cose possano, in qualche modo, essere migliorate.

La triste realtà è che, allo stato dei fatti, la colata lavica, comunque, prosegue ed è praticamente totale. Perché non debba sembrare tutto pretestuosamente negativo (non ve ne è alcuna intenzione e mi piacerebbe, veramente tanto, parlare in positivo), voglio spezzare un lancia a favore di chi ha ritenuto di contestare all’Impresa la fornitura dei lastroni (lavici) dei marciapiedi, la cui superficie, fortemente irregolare, sarebbe risultata davvero pericolosa per l’incolumità dei pedoni.

Per Info: Valentino Piccolo - Direttore Gruppo Archeologico Garganico      


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