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Lo studentato vichese č in fermento.

articolo di Comunicato Stampa


Eventi e cultura 16/04/2010 17:42
FEDERICO BISCOTTI

Per la seconda volta dedichiamo la nostra intraprendenza giovanile all’organizzazione dell’Orange Day, la giornata dell’arancia garganica.
All’opinione comune, che spesso addita il meridione quale “zavorra” dello stivale, contrapponiamo una logica dello sviluppo sostenibile, in grado di armonizzare tradizione e cultura.

Sabato 17 aprile la degustazione di cibi e bevande a base di arancia, rigorosamente garganica, sarà accompagnata dalla buona musica delle band studentesche. Tutto ciò, come pretesto per una discussione costruttiva in merito alle potenzialità di sviluppo del territorio.
Pertanto, se nella precedente edizione ci si è impegnati prettamente nella valorizzazione dell’agrume, quest’anno è nostro desiderio convincere “il garganico medio” che cambiare le cose è possibile.
Innanzitutto, possiamo facilmente immaginare quale grande ricchezza si verrebbe a creare se almeno tutte le imprese locali, nel campo della ristorazione, iniziassero ad utilizzare solo ed esclusivamente prodotti “nostrani”. Inoltre, per ritornare al tema dell’arancia, supponiamo che tutte le scuole o gli enti pubblici del nostro circondario richiedano, da sostituire o da aggiungere al solito distributore di coca-cola o caffè, un solo misero distributore di spremuta d’arancia garganica; forse che i 400 ettari d’agrumeti presenti tra Vico e Rodi potrebbero evitare di “morire” insieme al contadino di turno che, per passione o tradizione che sia, si ostina ancora a curarli?
Tale è l’interrogativo che poniamo a tutti, politicanti e non: è davvero così difficile dare un futuro diverso alla nostra terra? La nostra risposta è NO, non per presunzione ma poiché, come spesso si afferma, la soluzione migliore è quella più semplice.
Per prima cosa, va creata una coscienza comune, non puntando sempre all’esportazione, o al turista che ammira per due settimane le nostre bellezze e poi torna alla routine quotidiana della grande città, ma al cittadino garganico stesso. Un esempio?quanti di voi sanno che i nostri agrumi godono di un marchio IGP che li contraddistingue e difende?Pochi, supponiamo. Come del resto pochi erano gli studenti che ne erano a conoscenza, prima dell’Orange Day. Ma se, come detto poc’anzi, si creasse un florido mercato interno nel quale distribuirle, scommettiamo che in poco tempo tutti se ne interesseranno? E ancora, scommettiamo che la ricchezza creata invoglierà molti altri ad investirvi?
La ricchezza del territorio è la ricchezza di tutti, e la ricchezza di tutti non solo interessa le generazioni ora adulte, ma anche coloro che lo saranno in futuro, stimolando le giovani menti a garganiche a non fuggire da questi luoghi.
Facciamo un po’ di conti: abbiamo 400 ha di agrumeti, ognuno dei quali ha una potenzialità produttiva (con adeguati investimenti) di 100 quintali, pertanto abbiamo, in toto, 40 000 quintali ipotizzabili di offerta sul mercato. Supponendo sempre l’utopistico progetto in cui la quasi totalità dell’imprenditoria o degli enti pubblici conterranei utilizzi il prodotto, un buon 50% (per essere pessimisti) di tale quantità sarebbe già liquidata. Ed è proprio con i proventi di tale vendita che l’agrumicoltura garganica potrebbe, quindi, dedicarsi alla pubblicizzazione ed alla esportazione del proprio bene. O ancora, per minimizzare, se solo una grande struttura ospedaliera come la Casa Sollievo della Sofferenza acquistasse le nostre arance, ne guadagnerebbero di salute fisica i ricoverati (data la qualità di tale frutto) e di salute “territoriale” noi stessi.
In conclusione, il nostro invito è questo: consumare arancia GARGANICA. E non è rivolto solo a chi riveste un ruolo, una carica, bensì ugualmente alle famiglie, alle quali ricordiamo che, seppure il prodotto tipico sia talvolta leggermente più costoso di quello della grande distribuzione, il surplus di costo indica qualità ma, principalmente, ritorna al territorio e, di conseguenza, ad esse. In breve, perché comprare arance spagnole, californiane o anche siciliane al supermarket e non un alberello di quelle garganiche, a soli 20 euro? Non solo fornirebbe gustose spremute, ma stimolerebbe la produzione dei pochi che ancora vi investono, come l’azienda Ricucci o le fam. Gentile e Colafrancesco che, gentilmente, ci offrono chili e chili d’arance ogni anno per la nostra giornata dell’arancia. Per di più, cosa più importante, assicurerebbe la diffusione di quella micro-memoria storica condivisa la quale sembra non avere più cagione d’esistere, se non nella mente di pochi.



Oggi la componente studentesca del Liceo P.M. Virgilio sfida le condizioni meteorologiche, le avversità e le difficili condizioni organizzative per dimostrare che la gioventù garganica è dinamica e volontaria di dire “la sua” per cambiare le cose. Non vuole subire passivamente gli avvenimenti e organizza tra le mura del Liceo una giornata, l’Orange Day, in difesa dell’arancia, degli agrumi e di tutti i prodotti che per il nostro territorio rappresentano una fonte di ricchezza la quale, purtroppo, a causa di politiche sbagliate, non sostiene in alcun modo lo sviluppo del settore. Assistiamo inermi all’abbandono delle terre da parte dei produttori a causa dei costi elevati di produzione e di un mercato che uccide le piccole imprese a favore delle grandi industrie.
Noi ragazzi chiediamo ai governi locali, provinciali e regionali di provvedere a misure per tutelare gli imprenditori, le aziende locali e i nostri prodotti tradizionali, che sono la vera spina dorsale della nostra economia, chiediamo di tutelare chi offre ai consumatori cibi di qualità, ricordando anche che le nostre arance possiedono il marchio IGP.
Oggi staccheremo in forma di protesta le macchinette che offrono patatine, dolci e cibi vari per manifestare il nostro dissenso contro questi mezzi che pubblicizzano prodotti estranei alla nostra tradizione culinaria e berremo al posto di una Coca Cola una buona spremuta d’arancia e assaggeremo dolci e insalate a base di arancia.
Chiediamo ai consumatori di scegliere il buono, la qualità, il meglio, la genuinità. Chiediamo di scegliere i prodotti dei nostri campi. Chiediamo di scegliere il “futuro”.
Si, possiamo definirli il nostro futuro perché potrebbero essere una delle risorse per rialzare la testa, per rialzare un’economia in stato agonizzante, perché potrebbero essere la speranza di un lavoro per i sempre più giovani che “scappano” dai nostri paesi in cerca di lavoro altrui.
Rifiutiamo i prodotti esteri. Scegliamo la nostra terra.

Daniele Cusmai

Questo evento rappresenta un importante tentativo per il rilancio degli agrumi garganici. I quartieri più antichi, le strade e le chiese rimandano alla memoria i tempi in cui gli agrumi venivano esportati in tutto il mondo e davano richezza e fama alla terra del Gargano.
I frutti erano raccolti, lavorati, incartati e successivamente caricati sulle navi che, dopo un lungo viaggio, li portavano a destinazione.
Ma oggi questa catena produttiva non è più in funzione perché i commerci sono stati interrotti in quanto diventati poco redditizi.
Gli studenti del liceo virgilio vogliono dimostrare di tenere al proprio territorio e di attivarsi alla risoluzione dei suoi problemi.
Forse domani il prodotto Garganico sarà nelle stesse condizioni di oggi, ma se da questo stesso giorno i giovani e le autorità civili e politiche faranno un fronte comune per il rilancio dei nostri prodotti, questa iniziativa sarà l'inizio di una svolta culturale e sociale del nostro territorio.
Una svolta in cui è necessario in questo momento credere e impegnarsi affinchè essa avvenga e il Gargano torni ai suoi passati splendori.

Luigi Russo

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