Il sistema del credito non aiuta le nuove e le imprese esistenti
articolo di Comunicato Stampa
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Attualità 13/05/2010 11:50
Sei Giovane. Apri un’impresa per valorizzare il tuo saper fare e la tua voglia di lavoro. Apri un’impresa artigiana con un primo investimento su cui metti i tuoi risparmi ed inizi ad acquisire commesse. Anche commesse importanti. Hai bisogno di fare un investimento più significativo per te, comprare un ponteggio piuttosto che un mezzo per muoverti meglio in giro per l’Italia con le tue attrezzature. Ci metti tutto il tuo entusiasmo e chiedi aiuto alle Banche, che istituzionalmente svolgono il ruolo di concedere prestiti alle aziende, e di colpo ti rendi conto che il sistema non funziona.
Hai bisogno di dimostrare di essere un buon produttore di reddito.
Possibilmente un consolidato produttore di reddito, di avere garanzie a supporto.
A nulla valgono i contratti sottoscritti con le imprese committenti e a nulla vale la tua storia personale. E allora non investi e se non investi perdi anche le commesse.
In poche parole IL SISTEMA CREDITIZIO non aiuta le nuove e le imprese esistenti , non gli consente l’accesso al credito ed è quindi concausa dell’alto tasso di mortalità che caratterizza le imprese nei primi tra anni di vita e nel momento della ristrutturazione aziendale .
Riteniamo che le Istituzioni TUTTE , debbano preoccuparsi soprattutto di questo fenomeno che va sempre più imponendosi e che non trova soluzione neanche attraverso i Consorzi Fidi che concedono garanzia al 50% , e quindi non riescono a rompere completamente la barriera che isola le imprese dal sistema bancario. Ci sono centinaia di imprese che non chiedono di accedere a grandi operazioni finanziarie e che hanno bisogno di piccoli investimenti per mettere in piedi imprese nel settore dell’artigianato , del commercio , del turismo e di tutti i settori .
Costruire strumenti specializzati che consentano alle imprese di accedere al microcredito ( fino a 50.000 euro ) con un rischio sopportabile da parte delle banche sarebbe un segnale di incoraggiamento per tante imprese e consentirebbe a tante piccole imprese di consolidarsi e superare la fase critica.
La soluzione potrebbe essere la poliza fidejussoria a carico della Regione o dello Stato che garantisca il 100% del finanziamento erogato dalle Banche per finanziamenti fino a euro 50.000 .
Il rimborso del prestito da parte dell’impresa finanziata alla Banca dovrebbe avvenire con effetti cambiari , in modo che l’impresa sa che se non paga subirà il protesto e quindi si “brucia” finanziariamente anche per il futuro nel momento in cui avrà bisogno di altri finanziamenti .
La Banca è garantita dalla fidejussione , a seguito dell’eventuale protesto dell’effetto cambiario riscuote i soldi prestati e pertanto non rischia niente .
Speriamo che non si continui a pensare solo alle grandi imprese e ai grandi finanziamenti a fondo perduto a spese dello Stato e quindi di tutti noi , che creano posti di lavoratori dipendenti momentanei ( vedi esempio contratto d’area di Manfredonia ) , e all’esaurimento dei finanziamenti pubblici l’impresa fallisce o sparisce , lasciando per strada i dipendenti e avendo sperperato denaro di tutti
Con i piccoli finanziamenti da restituire con le modalità di cui sopra , non si fanno clientele e sprechi di risorse pubbliche , sarà questo il motivo per cui non si adotta la soluzione prospettata ? Forse si .
CNA Vico del Gargano
Rag.Michele Pupillo
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