Quarant’anni e più - Annali
Liceo Classico e Scientifico “Virgilio” Vico del Gargano e Carpinoarticolo di Comunicato Stampa
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Attualità 09/06/2010 09:16
E’ un privilegio per me, oltre che un dovere, tracciare il quadro degli Annali di quarant’anni e più del Liceo Ginnasio Statale “Virgilio” di Vico del Gargano, nato nell’a.s. 1968/69, e del Liceo Scientifico Statale di Carpino, nato nell’a.s. 1973/74 e annesso al Liceo Scientifico di Vieste e dall’a.s. 1992/93 al Liceo di Vico, anche se sento il peso della responsabilità per eventuali omissioni nei ricordi.Un privilegio, che deriva dall’aver prestato servizio nel Liceo di Vico sin dal secondo anno della sua istituzione, come sezione staccata del Liceo Ginnasio Statale “M. Tondi” di San Severo, per 6 anni nella duplice veste di docente e fiduciario e, con l’autonomia da San Severo a partire dal 1975/76, per altri 6 anni come preside incaricato e, dopo la parentesi dell’anno di prova come preside di ruolo presso l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri di Rodi Garganico nell’a.s. 1983/84, ininterrottamente dal 1984/85 fino al corrente anno.
Ho totalizzato quarant’anni in un liceo che ha una vita di quarantadue anni.
Il Liceo di Vico del Gargano sin dalla sua nascita guardò all’obiettivo del successo formativo dei discenti, operando in rapporto alle potenzialità e ai ritmi d’apprendimento di ciascuno, così come venne poi codificato nel D.P.R. 275 del 1999 (decreto dell’autonomia) trent’anni dopo.
In una Scuola di prima istituzione i docenti erano giovani e comunque alle prime esperienze d’insegnamento, ma all’inesperienza sopperivano con l’entusiasmo; erano altamente motivati, erano attenti a percepire le problematiche poste dagli studenti e a ricercare le necessarie soluzioni, introducendo anche elementi di novità nell’insegnamento, per far acquisire un efficace metodo di studio ed una preparazione culturale aggiornata.
Peraltro, l’azione di rinnovamento della scuola non riceveva la spinta dal solo entusiasmo di giovani docenti; era sollecitata dagli eventi significativi dei tempi, dall’abolizione del latino nella nuova Scuola Media, dalle manifestazioni studentesche del ’68, dalla riforma dell’esame di maturità del 1969, dall’emanazione dei decreti delegati nel 1974, fatti che portavano all’interno della Scuola le istanze di aggiornamento dei programmi e dei metodi, le quali provenivano dagli stessi studenti, dalle famiglie, dall’intera società.
Una scuola giovane, che muoveva i primi passi, priva di una biblioteca, ma disposta a dare all’azione pedagogica un’impostazione corretta, non poteva non fornire strumenti di lavoro culturalmente idonei a far superare un apprendimento di tipo esclusivamente manualistico.
Ci orientammo per l’integrazione del corredo dei libri di testo attraverso una scelta oculata nell’ambito delle novità proposte dall’editoria scolastica. Considerando imprescindibile la lettura diretta delle fonti (le opere degli autori e i documenti storici), per educare all’esercizio della ricerca, che potenzia l’apprendimento, e del giudizio critico, si pensò a delle integrazioni.
Il manuale di storia della letteratura, a cui tradizionalmente veniva affiancato il solo testo di antologia delle opere di poeti e scrittori, venne aggiunta l’antologia di pagine di critica letteraria; ai manuali di filosofia e storia, da una parte, antologie di opere filosofiche e di pagine critiche e, dall’altra, antologie di documenti e di pagine storiografiche.
Anche per le discipline classiche avvenne la sperimentazione delle prime edizioni di testi antologici contenenti una varietà di opere integrali con la novità di traduzioni a fronte, per un approccio più diretto alla civiltà letteraria latina e greca di tipo contenutistico e non per la sola via mediata e schematica dei manuali di storia letteraria. La lettura, fatta anche in classe, ad esempio, dei testi in traduzione dello Pseudolus di Plauto, della Medea di Euripide, delle liriche di Catullo, delle epistole di Seneca coinvolgeva emotivamente, suscitava l’interesse e forniva la conoscenza sincretica degli autori con immediatezza ed efficacia più di quanto non potesse accadere con la descrizione tradizionale delle opere nella forma dei riassunti manualistici. Il passaggio all’analisi della lingua e stilistica delle opere diveniva più agevole.
La centralità delle fonti fu una scelta pedagogica del Liceo sin dai suoi primi anni di vita, ma si intervenne sulla situazione deficitaria d’istituto degli strumenti culturali e scientifici di lavoro con ponderato equilibrio.
Una parte dei primi finanziamenti statali venne investita nella istituzione dei gabinetti di fisica e di scienze, il cui funzionamento incrementò l’interesse degli studenti per le materie scientifiche sperimentali con conseguenti risultati positivi nel profitto anche nelle materie più teoriche, come la matematica, che, per effetto del trascinamento metodologico delle scienze sperimentali, furono agganciate a situazioni reali.
Un’altra parte confluì nell’acquisto dei libri per la Biblioteca dell’Istituto, che ben presto, essendosi adottata la scelta delle edizioni economiche, pur senza rinunciare a qualche collana di valore di classici della letteratura italiana, latina e greca, di filosofia e storia, raggiunse una consistenza elevata di testi, in particolare di narrativa e di cultura varia, compreso l’ambito psicopedagogico e didattico, tanto da superare in numero di volumi quella della coeva Biblioteca civica, che nei tempi successivi, potendo fruire di più finanziamenti provenienti dai vari Enti, regolò i suoi acquisti anche ad integrazione delle esigenze del Liceo.
Poi, per circa un ventennio gli investimenti liceali furono indirizzati, e sono ancora convogliati, sulle attrezzature informatiche nelle due sedi di Vico e di Carpino, per dotare le scuole di laboratori atti a soddisfare le esigenze trasversali a tutte le discipline ed in previsione della scomparsa persino dei libri di testo cartacei, che, ormai, saranno sostituiti da quelli on-line.
Per corrispondere agli interessi per il mondo contemporaneo, venne anticipato lo studio della letteratura italiana del Novecento, quasi come materia a sé, al primo anno del triennio e condotto parallelamente al programma dei secoli precedenti mediante moduli di collegamento tematici e di generi e con l’adozione di testi contenenti per la prima volta la trattazione della letteratura straniera del XX secolo; l’introduzione, poi, di altri nuovi testi, quelli interdisciplinari, agevolò lo svolgimento dei temi di “attualità”, in quanto gli studenti ebbero a disposizione gli strumenti culturali per le preliminari letture organiche e le conseguenti discussioni in classe e riflessioni di apprendimento personali sugli argomenti oggetto di trattazione, che spaziavano dalle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche (trapianto del cuore, sbarco sulla luna) alle contestazioni giovanili, dal rinnovamento della Chiesa agli atti di terrorismo, dai problemi del terzo mondo ai mezzi di comunicazione di massa.
Se l’impegno fu profuso prioritariamente nell’individuazione degli strumenti d’uso quotidiano per l’apprendimento all’interno dell’attività curriculare, non venne trascurato il collegamento con il mondo professionale e gli eventi esterni, per aprire nuovi orizzonti culturali ed andare oltre la preparazione scolastica.
Venivano organizzati i trasferimenti in autobus a San Severo per partecipare alle stagioni teatrali presso il teatro “Verdi”, dove si esibivano le compagnie del circuito nazionale. Non si dimenticano le esperienze dei laboratori organizzati nella nostra sede scolastica: i laboratori di poesia con i poeti ( Daniele Guecane ), i laboratori di teatro con i registi ed attori ( Guglielmo Ferraiola ); le attività concordate con il Teatro Pubblico Pugliese: rappresentazioni di opere degli autori contemporanei, Pirandello, Ionesco, Beckett e le “prove aperte”( con la compagnia di Nucci Ladogana ), dalla lettura di un testo teatrale ( Cechov, Una domanda di matrimonio), alle prove degli attori, alla scrittura delle scenografie, alla scelta dei costumi, alla messinscena finale dello spettacolo.
Nè si dimenticano gli incontri con gli autori conterranei, Raffaele Vescera, nella lettura dei suoi romanzi sul brigantaggio e, tra i grandi, Giuseppe Cassieri, con il quale il sodalizio durò un ventennio a cominciare dal 1987: egli regalò ai nostri studenti di Vico e Carpino le primizie della presentazione dei suoi romanzi, non appena essi vedevano la luce nelle stamperie delle case editrici, eventi che si verificavano a distanza di un biennio l’uno dall’altro, e tante conversazioni culturali.
Il Liceo “Virgilio” di Vico fu al passo con i tempi, seguendo con attenzione i movimenti innovativi che avvenivano nel settore scolastico, per effetto dei cambiamenti che la scienza e la tecnica determinavano nel sociale e quindi nella scuola.
Per l’aggiornamento dei docenti, in assenza di finanziamenti, venne adottata la soluzione dell’autoaggiornamento collegiale con l’impegno di ciascun docente di preparare la relazione sul tema prefissato e di presentarla a turno all’uditorio per la relativa discussione. Ci si sentiva, in chiusura dei corsi, più preparati e più motivati per le innovazioni che si rendevano indispensabili; per questo, il percorso delle sperimentazioni, che si andarono ad attivare, non trovò ostacoli.
Le sperimentazioni, inizialmente parziali, riguardavano il frazionamento tra due classi della cattedra di materie letterarie nel ginnasio, per offrire agli studenti una varietà di metodologie didattiche; la formazione delle squadre di educazione fisica per classi e non per sesso, essendo preminente per la materia non l’obiettivo dell’agonismo sportivo, ma quello dello sviluppo integrale della personalità; l’estensione della lingua straniera dal ginnasio anche alle classi liceali e lo studio di una seconda lingua straniera, essendo la lingua straniera uno strumento indispensabile per comunicare nel mondo sempre più globalizzato; il potenziamento dell’area scientifica con l’introduzione della fisica al ginnasio e l’adesione al P.N.I. per la matematica e la fisica nel biennio e nel triennio del classico e dello scientifico delle sedi di Vico e Carpino; l’integrazione delle tradizionali prove di verifica per la valutazione con prove oggettive di misurazione, strutturate e semistrutturate (questionari con risposte a scelta multipla, con risposta breve, con risposta a trattazione sintetica) estese anche alle discipline con le sole prove orali e pratiche.
Le sperimentazioni venivano precedute da corsi di aggiornamento propedeutici, come gli incontri con Giovanni Cipriani della Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia per una didattica nuova delle lingue classiche.
Le sperimentazioni parziali predisponevano le menti al cambiamento; e l’esperienza acquisita nelle attività sperimentali in effetti rese più agevole l’applicazione della normativa del nuovo esame di stato del 1998, che, ad esempio, prevedeva, ai fini della terza prova, le verifiche strutturate anche per le discipline orali e pratiche. L’adesione del Liceo di Vico alla maxisperimentazione del Progetto “Brocca”, inizialmente nel 1991/92 per l’indirizzo linguistico e successivamente per gli indirizzi scientifico e classico, rappresentò il coronamento delle azioni innovative e parzialmente sperimentali precedenti.
La sperimentazione del Progetto “Brocca attivò con largo anticipo, rispetto al decreto Berlinguer del 1996, la diversa periodizzazione del programma di Storia prevedendo la trattazione dei soli avvenimenti successivi all’Unità d’Italia e del Novecento nell’ultimo anno del quinquennio; parallelamente attuò la analoga periodizzazione dei programmi di storia nella letteratura italiana e di storia della filosofia e, in parte, di storia dell’arte.
Il Progetto “Brocca” fornì anche con largo anticipo, rispetto al nuovo esame di stato del 1998/99, che richiedeva attraverso il cosiddetto documento del 15 maggio una più rigorosa esplicitazione delle modalità dell’insegnamento, le istruzioni per gestire con consapevolezza e trasparenza tutte le fasi dell’azione didattica, dalla programmazione iniziale alla valutazione finale.
Il Progetto “Brocca”, oltre a prevedere un impianto organico dell’attività didattica disciplinare, strutturata in finalità, obiettivi, metodologie e verifiche, conteneva la proposta dell’ “area di progetto”, consistente nell’attività dell’intera classe, destinata alla progettualità, alla ricerca, all’operatività con la realizzazione di un prodotto finale (un opuscolo, un dvd, un cortometraggio, una mostra, un numero unico di giornale ecc.).
Nell’attività dell’area di progetto il rapporto duale tra docente e studente, circoscritto alla spiegazione e all’interrogazione, si rompeva per dar vita all’interrelazione di una comunità, in cui tutti lavorano per un obiettivo comune liberamente e concordemente scelto, per il quale i docenti tutti svolgono la funzione di tutoraggio, di supporto, e gli studenti, nel ruolo di protagonisti, progettano, si organizzano attribuendosi dei compiti e creano per realizzare il prodotto prefissato, utilizzando le cognizioni culturali note e ricercando e costruendo nuovi saperi.
L’area di progetto richiama principi della didattica costruttivista, che prevede il ruolo dei docenti in aula come tutor, assistenti, facilitatori dell’apprendimento e al di fuori dell’aula come registi che predispongono le linee guida delle risorse strumentali tecnologiche dei laboratori e culturali, necessarie all’ambiente di apprendimento; l’obiettivo non è la trasmissione del sapere, ma la ricerca delle conoscenze, la metacognizione, il cooperative learning, il learning by doing, il problem solving, in quanto l’azione didattica è fondata sulla contestualizzazione dei temi riferiti a casi concreti, per la soluzione dei quali viene messo in atto l’intervento responsabile di ciascuno studente, controllato dal gruppo, per far sprigionare e utilizzare ogni forma di energia intellettiva secondo la personale tendenza di tipo razionale, creativo, pratico (Sternberg) o di più analitica specificità ( intelligenza linguistica, logico-matematica e altre tra le otto indicate da Gardner ) e anche emotiva (Goleman).
Certamente l’esercizio delle attività progettuali, operative e produttive nell’ambito dell’area di progetto favorì il successo del Liceo “Virgilio” di Vico nell’esperienza di educazione all’imprenditorialità con il progetto I.G. Students, a cui parteciparono i nostri studenti con il simpatico progetto “Big Hat” (il cappello antipioggia), che nella denominazione “Il grande cappello” faceva il verso alla trasmissione televisiva “Il grande fratello”; dopo che furono vinte, per l’ideazione, per la progettualità, per la promozione nel marketing, le selezioni a livello regionale, il Liceo di Vico fu ammesso alla manifestazione finale della Fiera Internazionale di Stavanger in Norvegia, inaugurata dal principe norvegese, che si congratulò con gli studenti vichesi, gli unici italiani appartenenti ad un liceo classico.
Il Liceo di Vico sin dai suoi primi anni di vita affiancava all’azione culturale e all’attività sperimentale la cura della relazionalità nelle attività curriculari e complementari, nella convinzione, rimasta costante, che non vi può essere apprendimento, se mancano l’elemento emotivo – affettivo nei rapporti e la condizione di un ambiente favorevole per la socializzazione.
La relazionalità trovava largo spazio nelle attività extracurriculari aggreganti e culturalmente motivanti, con riflessi positivi nelle strategie della didattica disciplinare: il teatro, la musica, la danza, lo sport, la poesia, il giornale d’istituto (i Quaderni del liceo), la stesura della carta dei diritti degli srudenti, la partecipazione a gare e rassegne anche nazionali e internazionali. L’esperienza delle “scuole aperte” era già viva negli anni “settanta” presso il liceo di Vico, che operava secondo i principi, contenuti nella C.M. 362/1992, applicativa dalla legge 162/1990, sulle attività di educazione alla salute, in base ai quali “alla prospettiva di un piacere chimico che maschera solo per brevi intervalli un’angoscia crescente…, la scuola può e deve contrapporre la prospettiva di una gioia, che scaturisca sia da incontri significativi con grandi problemi e grandi personalità della storia e della cultura, sia dalla ricchezza relazionale della vita scolastica”;.... così come “la didattica contemporanea è orientata piuttosto a mediare, con responsabile attenzione ai vincoli e ai risultati, fra svolgimento del programma e autonomizzazione degli studenti, fra conoscenze e valori, fra approccio cognitivo e approccio relazionale, fra quantità e qualità degli apprendimenti….. i secondi termini di queste coppie sono in certo senso precondizioni, in certo senso obiettivi finali del lavoro scolastico”.
Le attività erano inquadrate nell’ottica di una “scuola accogliente e attraente”, come viene raccomandato ancora oggi nelle direttive delle azioni dei P.O.N., realizzate con i fondi strutturali europei.
Con il giornale d’istituto, per citare una delle tante attività, che aveva i suoi prodromi nell’esperienza che studenti e docenti avevano vissuto nella scuola media e che ritrovatisi al liceo vollero ripetere, si affrontavano i grandi temi dell’attualità, le problematiche del territorio, la riforma della scuola e si esprimevano i propri sentimenti nella forma della poesia e del racconto. Docenti e studenti e capo d’istituto, personale di segreteria, assistenti tecnici e collaboratori scolastici operavano insieme a stretto contatto di gomito, in redazione, nella ricerca degli argomenti e dei materiali, nella scelta del taglio tipografico, nelle operazioni al ciclostile, con il risultato del potenziamento dei rapporti relazionali e della crescita sul piano cognitivo.
Le competenze di scrittura nel tempo si affinarono e al ciclostile subentrò il computer; venne realizzato il giornale on-line “Il Virgilio 24 ore” sul sito dell’organizzazione promotrice “Albo Scuole”, un’esperienza, questa, che valse al liceo un premio nazionale per due anni consecutivi in cui durò l’esperienza.
Oggi, gli studenti pubblicano i loro giornali senza la guida dei docenti: “Cogito, ergo sum” e “ Le pecore nere”.
La stesura della Carta dei diritti degli studenti nei primi anni ’90 impegnò intensamente i liceali di Vico, sensibili ad un ruolo attivo nella scuola; non facemmo mancare il sostegno di qualificatissimi esperti di diritto, tra cui l’Ispettore ministeriale Luciano Molinari, che può essere considerato il padre giuridico della Carta dei diritti degli studenti in Italia, per affrontare le tematiche dei diritti degli studenti in pubblico dibattito con genitori, docenti, amministratori.
Molti principi della carta dei diritti degli studenti liceali vichesi si ritrovarono poi nella Carta dei diritti delle studentesse e degli studenti del 1998 emanata dal governo italiano.
Ancora una volta il liceo di Vico con largo anticipo partecipava al rinnovamento della scuola italiana.
Per aprire i nostri studenti all’esperienza del confronto con gli studenti di altre scuole organizzammo, a partire dagli anni del terzo millennio, i concorsi nazionali della Mostra del Cinema della Scuola, ora all’XI edizione, della Mostra del Teatro classico della Scala, IX edizione, Premio letterario S. Valentino - racconti d’amore e cultura classica e Premio letterario Favole morali e cultura classica, V edizione, e il concorso Vivere il Parco VII edizione, in collaborazione con la Scuola Media “M. Manicone” di Vico del Gargano.
Ormai, a distanza di oltre un decennio, possiamo affermare che, per effetto dello spirito di emulazione, i prodotti sia delle scuole provenienti da altre parti d’Italia, sia della nostra scuola sono migliorati progressivamente nel tempo.
Il confronto con altre scuole italiane e straniere avvenne anche con la partecipazione in trasferta del nostro Liceo alle rassegne e ai concorsi esterni.
Per il teatro partecipammo alle rassegne interdistrettuali garganiche. Ma non si può non ricordare l’ammissione a tutte le edizioni del Festival Internazionale del Teatro classico dei giovani, organizzato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa in Palazzolo Acreide sin dalla giornata inaugurale della 1^ edizione nel lontano 1991.
L’INDA ha individuato nel 2009 il Liceo “Virgilio” di Vico del Gargano come uno dei 13 presìdi, denominati “Fuochi di Prometeo”, della cultura classica e la mia persona come destinataria della 1^ edizione (2009) del premio internazionale “I Fuochi di Prometeo” con la motivazione: “per la valorizzazione e la diffusione della cultura classica tra i giovani”, premio che dedico a tutti gli studenti ( circa 800 partecipanti nelle varie edizioni ), ai docenti e collaboratori, che hanno dato vita ad una continuità laboratoriale “siciliana” per un ventennio, compresi gli studenti apripista con cui rappresentammo “Le Vespe” di Aristofane nel famoso teatro greco di Siracusa, ponendoci all’attenzione del Presidente dell’INDA Prof. Giusto Monaco nel 1990.
Per il settore laboratoriale di cinematografia, il liceo di Vico può essere annoverato come l’unica scuola in Puglia e una delle poche in Italia che abbia prodotto circa 30 cortometraggi in dieci anni di attività fra le sedi di Vico e di Carpino, con storie inventate dagli stessi ragazzi e ambientate nel paesaggio garganico su temi esistenziali e sociali e con documentari originali sui prodotti tipici del territorio: l’olio d’oliva, le arance, i caciocavalli podolici, le fave di Carpino; i beni materiali e immateriali delle tradizioni: la chitarra battente, i telai, la danza, i canti.
Sull’attività cinematografica si sono succeduti riconoscimenti vari con citazioni in popolari trasmissioni televisive ( Paolo Bonolis in Domenica IN ), commenti lusinghieri di famosi personaggi del cinema (Michele Placido), proiezioni di cortometraggi sulle reti Rai e di Mediaset, e numerosi premi.
Non è mancata l’esperienza, eccezionale per un liceo classico, unica nel Gargano e forse nell’intera provincia di Foggia, dell’attivazione di un corso post-diploma di specializzazione in “ Tecniche per la valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico ”, che ha aperto il Liceo al contributo di collaborazioni esterne, dell’Università ( di Bari e di Ancona ), di Enti e Aziende per la preparazione culturale e professionale dei corsisti, già forniti di diplomi di scuola media superiore. L’esperienza comportò l’assunzione di un ruolo non autoreferenziale, ma cooperativo, e l’impegno organizzativo per la partecipazione ad attività esterne degli stage presso gli Enti e le Aziende ospitanti.
L’esperienza degli stage venne estesa anche agli studenti interni, quando si poté accedere ai fondi strutturali europei dei P.O.N.; l’apprendimento in ambienti lavorativi, con la guida del tutor aziendale e del tutor scolastico, avvenne presso la redazione di un giornale, in un’ azienda di applicazioni informatiche, in un’azienda di allestimento di services per spettacoli teatrali e musicali e set cinematografici, in un’azienda di grafica tridimensionale per cartoni animati in pubblicità.
Con i fondi strutturali europei dei P.O.N. il Liceo di Vico, collegato in rete con le scuole del Gargano Nord di ogni ordine e grado e tre scuole di Barletta, coordinò il progetto interprovinciale di educazione ambientale Helianthus II, che si concluse con una manifestazione finale a Vico comprendente un convegno e la mostra dei prodotti realizzati (cartelloni, ipertesti, video, spettacoli, canti, danze). Il progetto, ideato dall’Ispettore ministeriale Gaetano Camizzaro, coinvolse migliaia di alunni e centinaia di docenti e di personale scolastico non docente, favorì nell’ambito delle famiglie e presso le istituzioni pubbliche la sensibilizzazione per la tematica ambientale, incentivò lo scambio di idee e di esperienze tra le scuole anche durante le fasi preparatorie, contribuendo alla crescita culturale e professionale delle risorse umane coinvolte.
Durante le attività dei P.O.N. avviene l’aggiornamento sul campo, in quanto i docenti interni, nel ruolo di tutor, operando accanto agli esperti esterni, apprendono saperi e metodi nuovi. Ed anche tra il personale tecnico, amministrativo e dei collaboratori scolastici con stabilità di servizio vi è la crescita di competenze operative e tecnologiche spendibili per le attività curriculari e attività extracurriculari nell’ambito degli impegni amministrativi, dei settori specifici tecnici di confezione di costumi per il teatro, dell’uso di attrezzature cinematografiche per le riprese e il montaggio, di funzionamento degli impianti fonici e di illuminazione per gli spettacoli.
Ai fondi strutturali europei dei P.O.N. FSE per le attività e FESR per le attrezzature il Liceo continua ad accedere tuttora, da una parte arricchendo sempre più i laboratori delle sedi di Vico e di Carpino di dotazioni scientifiche ed informatiche, dall’altra aggiungendo alle attività espressive, già presenti da anni, di teatro, cinematografia, danza e multimedialità, attività di potenziamento della lettura – comprensione dei testi e in matematica di problem solving sulla scorta delle indicazioni dei modesti risultati conseguiti dagli studenti italiani nelle valutazioni internazionali OCSE – PISA. Per gli adulti e i genitori vengono proposti corsi d’inglese, informatica e di bilancio di competenze per l’inserimento nel mondo del lavoro.
Nel primo decennio del terzo millennio la disponibilità del Liceo di Vico alle sperimentazioni si è misurata ancora con altre novità ed è stata premiata: il Liceo di Vico è una delle 550 scuole medie superiori delle regioni del Sud e delle Isole ammesse al Progetto Nazionale DiGi Scuola, consistente nell’utilizzazione di pacchetti di unità didattiche (learning object) informatiche per l’insegnamento dell’Italiano e della Matematica con strumenti tecnologici; per questo, la scuola è stata dotata di due lavagne interattive multimediali, di due videoproiettori, e sei notebook , assegnati ai docenti coinvolti nella sperimentazione; attrezzature che oggi si rende necessario estendere a tutte le classi, in considerazione anche della prossima introduzione dei libri di testo on-line.
Il Liceo di Vico, essendosi sviluppate al suo interno le competenze d’insegnamento con gli strumenti tecnologici, ( coordinatori il prof. Vincenzo Ptrosino nel settore scientifico e la prof.ssa Anna Renzetti nel settore linguistico e referente in Carpino il prof. Cugnidoro), è stato individuato dal Ministero della P.I. come sede dei corsi sperimentali di formazione dei docenti in presenza e on-line Mat@bel per la Matematica e Poseidon per l’Italiano e le lingue straniere e le lingue classiche.
Il Liceo di Vico, ormai, da un decennio per in carico del Ministero della P.I. e dell’Ufficio Scolastico Regionale svolge un servizio comprensoriale in un territorio vasto, che va oltre i confini del promontorio garganico.
E’, per il Gargano, Centro Risorse del P.O.N. contro la dispersione scolastica e l’esclusione sociale; è Centro Risorse di Formazione Professionale del Personale Scolastico; è per il Gargano, il comune di San Severo ed i comuni dell’Alto Tavoliere Scuola Polo per l’integrazione dei diversamente abili.
E’ stato negli ultimi anni sede dei corsi abilitanti per i docenti delle scuole medie inferiori e superiori, dei corsi di lingua inglese per i docenti della scuola primaria, dei corsi Fortic (di formazione per le tecnologie informatiche e della comunicazione).
Collabora con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia per i corsi di formazione destinati ai docenti di sostegno; è sede dei corsi di formazione del personale docente e non docente neoassunto.
Il Liceo di Vico, per il servizio di notevole utilità che svolge in un vasto territorio intercomunale, ha eliminato i disagi dei trasferimenti del personale in sedi tradizionalmente scelte come articolazioni degli organismi superiori, che risultano comunque sempre lontane, pur se comprese nel piano di decentramento delle attività.
Il Liceo di Vico con l’annesso Liceo di Carpino è cresciuto progressivamente. Ha mantenuto a Vico integri i due corsi del Classico (mentre negli altri comuni della provincia per molti licei classici si registrava un massiccio decremento di iscrizioni fino a determinarne la chiusura); ha introdotto nel 1991/92, anche se non con esito positivo, perché nel giro di sette anni l’interesse si è esaurito, l’indirizzo del linguistico “Brocca”; ha introdotto nel 92/93 l’indirizzo dello scientifico “Brocca”, che ha avuto successo, invece, con la formazione di due corsi; a Carpino vi è stato un incremento nel numero delle iscrizioni allo scientifico fino a raggiungere stabilmente il funzionamento di due corsi; anche il profitto degli alunni si è attestato a livelli non inferiori alla media nazionale, se si considera che è risultata contenuta la dispersione scolastica e che agli esami di stato non pochi studenti conseguono annualmente votazioni eccellenti.
Alla base di tale andamento vi è una costante riscontrabile nella politica scolastica d’istituto: innanzitutto, l’attenzione per la relazionalità, fondata sulla strategia della resilienza, che consiste nell’azione di rafforzamento delle capacità adattive e di resistenza, come per i metalli, agli urti degli insuccessi e di superamento delle difficoltà ( la bambola di ceramica si frantuma facilmente, la bambola di plastica si deforma, la bambola di metallo è resistente ) e sulla pedagogia dell’incoraggiamento, che infonde fiducia e accresce l’autostima, (F. Bellino, in La filosofia del successo, Cacucci, Bari); strategia, che è realizzata con una programmazione individualizzata, calibrata sulle potenzialità, sugli stili cognitivi e ritmi d’apprendimento, comprensiva dell’obiettivo di acquisizione dei processi metacognitivi, di un produttivo metodo di studio (F. Pinto Minerva, La resilienza come risorsa educativa, Progedit, Bari); in secondo luogo, l’attenzione per l’azione orientativa, non riferita alla semplice informazione ( anche mediante incontri con personalità di livello internazionale, come Paolo Campobasso Vice President e Capo della Sicurezza di Unicredit Group ) aggiornata sulle opportunità per la prosecuzione degli studi post-diploma a livello universitario e sugli sbocchi lavorativi, ma attenta a consentire la profonda conoscenza di se stessi ( ghnoti seautòn, nosce te ipsum, conosci te stesso, il motto che è posto in epigrafe sul tempio di Delfi in Grecia), attraverso lo studio delle discipline curriculari da una parte e la scelta delle attività facoltative, dall’altra, nell’ambito dell’ampia offerta integrativa della scuola, che spazia dall’approfondimento delle discipline d’indirizzo alle esperienze nei campi di micro-professionalità del turismo, dell’agroforestale, e nei settori espressivi; in terzo luogo, l’attenzione, con la giusta ponderazione, per le innovazioni didattiche, che hanno consentito di corrispondere ai bisogni di volta in volta emergenti degli studenti per i programmi più aggiornati, per nuove materie (con il progetto Brocca anche scienze nel biennio, diritto ed economia, arte/musica, e con le sperimentazioni parziali, lingua straniera quinquennale, 2^ lingua straniera, P.N.I.) e per nuove metodologie.
Quale futuro, ora che va in vigore la riforma dal prossimo anno 2010-2011?
Lo scenario di un Liceo vivo non cambierà, se si saprà affiancare alla theoria la praxis, all’antico il nuovo, ad un apprendimento “logico-razionale” un apprendimento “creativo”, ai processi dell’astrazione il mondo del reale e delle emozioni, alla riflessione individuale il cooperative learning, alla comunicazione virtuale (l’on-line learning, anche con l’utilizzazione di face-book, per confrontarsi in rete su temi culturali e scientifici con docenti e studenti di altre scuole di ogni parte della Terra, ma non per il gossip) l’insieme delle attività fisiche in presenza ed emotive socializzanti ed espressive dello sport, della danza, del teatro, del cinema, della poesia, del racconto, della musica.
In questa impresa prometeica di rubare il fuoco della cultura e della scienza ai grandi del passato e del presente, per diffonderlo tra i nostri studenti e renderli tanti Ulissi illuminati, protesi a “seguire virtute e canoscenza”, passammo, nella fase d’avvio, per tante fatiche, come gli Argonauti, che partirono alla conquista del vello d’oro. E il mio ricordo va ai docenti pionieri degli anni settanta e primi anni ottanta, che furono compagni nell’impresa: Domenico Afferrante, Nello Biscotti (senior), Giuseppe d’Avolio, Nicola (all’anagrafe Giacobbe) Giuliano ( con il quale condivido tuttora la navigazione di lungo corso, la sua di 37 anni e la mia di 40 ), Pia Martelli, don Nicola Martelli, Antonio Pizzo, Antonio Vigilante; e al Preside del Liceo Classico “M. Tondi”, scuola madre per 7 anni, Michele Arcangelo Zuppa, che nella navigazione ci introdusse. Negli anni ottanta si aggiunsero stabilmente Lucrezia Apicella, Francesco Bulzacchelli, Vincenzo Petrosino, don Lazzaro Molinaro, Franco Sancarlo e nei primi anni novanta Anna Renzetti, Filomena Cardone e nella sede di Carpino Luigi Di Tullio, Matteo Cugnidoro, Antonio Maccarone, Angela Coltella e Lucia Di Viesti. Altri docenti si unirono man mano a noi, per dare man forte alla navigazione, chi per pochi anni, chi rimanendo stabilmente, tanti tra gli ex alunni: Celeste Afferrante, Donatella Apruzzese, Maddalena Ariola, Giovannina Basanisi, Nello Biscotti (junior), Michele Bocchetti, Maria Cardone, Rosa Cardone, Antonietta Castelluccia, Isabella Damiani, Luigi Di Tullio (Carpino), Ines Errico, Angela Fettizio, Martina Giuliano, Elena Guerra, Matteo Laganella, Laura Maroni, Letizia Matassa, Claudia Pasquarelli, Giuseppina Peres, Maria Sarra (Carpino), Antonella Scaramuzzo, Michela Tabacco, Maria Taronna, Maria Triggiani, Daniela Visicchio.
Non si dimenticano i collaboratori del Preside con funzione vicaria e con funzioni specifiche: Giuliano, d’Avolio, Scaramuzzo, Biscotti (senior), Sancarlo, Bulzacchelli, Pizzo, Afferrante Domenico, Canestrale e il fiduciario di Carpino Di Tullio, coadiuvato da Cugnidoro e Maccarone.
Il supposto amministrativo per 20 anni lo assicurò l’instancabile segretario Mario Simone, coadiuvato da Franca Martella e poi da Domenico Colafrancesco e a Carpino da Antonio Della Malva; l’assistenza tecnica nei primi laboratori fu di Nicola Nobiletti e i servizi all’interno della struttura scolastica di Vico erano affidati a Giacomo Del Conte, prestato nei primi due anni alla Scuola dal Comune, Michele Mastromatteo (di Ischitella), Giovanni Carmeno, Michele Dattoli, Michele Mastromatteo (di Vico), Maria Zaffarano, Maria Blenx; di Carpino a Mastromatteo Luigi e Paolino Pietro..
Nella collaborazione ricordiamo i presidenti del Consiglio d’Istituto, in rappresentanza di tutti i componenti, Vincenzo Afferrante, Nicola Lemme (13 anni), Aldo Lanzetta, Sergio Baldassarre (ex alunno), Maria Rosa Maroni (6 anni), Domenico Provasi, Raspone Porzia (ex alunna, oggi in carica).
Tanti erano vicini all’impresa, anche qualificatissimi esperti, per il cinema il regista Ferruccio Castronuovo, amico di Fellini e collaboratore di altri registi, il regista Marcello Siena, che proviene dalla scuola di Ermanno Olmi; per il teatro ultimamente Beppe Lo Parco, diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Mario Pierrotti della Compagnia Teatrale “Il cerchio di gesso”, coadiuvati da docenti interni, in Carpino da Di Tullio e Maria Gambatesa e a Vico da Lucrezia Apicella, Anna Renzetti, Claudia Pasquarelli, Michele Bocchetti, Matteo Di Fine.
Il Provveditore agli Studi Felice Grassi era amico sostenitore dell’azione pedagogico-didattica del Liceo di Vico e anche nel ruolo di Sovrintendente Scolastico Regionale e ci fu vicino, quando espresse con determinazione parere negativo al piano della Regione Puglia di ripartizione dei fondi per l’edilizia scolastica, ottenendo il risultato che il Liceo di Vico, con diritto al completamento, venisse reinserito, dopo l’ingiusta esclusione.
Gli studenti, in particolare, che erano e sono i destinatari della mission della scuola, svolgevano e svolgono il ruolo attivo di stimolo giovanilmente dialettico per la giusta rotta della nave liceale, il cui impianto oggi è solido, per veleggiare per altri quaranta anni verso orizzonti ancora più ambiziosi.
Michele Afferrante
Dirigente Scolastico del Liceo Classico e Scientifico “Virgilio”
di Vico del Gargano e Carpino
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