La “Campana della Pace”!
…a zio Nunzio che riposa sui monti di Trento!articolo di Comunicato Stampa
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Attualità 24/11/2010 12:21
Nostra zia Camilla era la “memoria di famiglia”. Si ricordava tutto dei nostri avi e dei componenti della nostra famiglia. Appena varcato l’ingresso della sua abitazione si notava, appesa al muro, una grande fotografia (formato ingrandimento) del fratello Nunzio – nostro zio – in divisa da Fante del Regio Esercito Italiano. Egli aveva partecipato alla Grande Guerra e non era, poi, più tornato a casa! Ci raccontava – inoltre, la zia – che la madre (nostra nonna) aveva versato un fiume di lacrime per quel figlio che mai più rivide e ogni sera, all’imbrunire, pregava e recitava il rosario in sua memoria. Negli ultimi suoi anni di vita, zia Camilla, parlava e si ricordava sempre più spesso di zio Nunzio e si rammaricava tanto di non aver mai saputo e conosciuto il luogo della sua sepoltura. Qualche anno fa mio marito si adoperò avviando delle ricerche in proposito e così leggendo il referto medico dell’ospedale da campo dove avvenne il decesso, siamo venuti a conoscenza che zio Nunzio fu sepolto prima in un piccolo paesino alpino sui monti di Trento, di nome Grigno, ed in seguito i poveri resti mortali furono traslati nel complesso monumentale del Sacrario Militare, “Castel Dante” di Rovereto.Durante i raccapriccianti eventi bellici della Grande Guerra, l’Esercito Italiano subì enormi perdite umane e in considerazione di tale nefasta esperienza vissuta, scaturì, spontaneamente, nell’animo popolare l’idea di costruire la campana più grande del mondo e dedicarla alla memoria di tutti i Caduti di tutte le nazioni che presero parte al 1° Conflitto Mondiale. Venne fusa con il bronzo dei cannoni degli eserciti combattenti e partecipanti, appunto, al primo e grande conflitto mondiale. La Campana della Pace si trova eretta sul colle di Miravalle che domina la cittadina di Rovereto. Tutte le sere, all’ora del tramonto, emette a valle cento rintocchi per onorare la memoria dei caduti ma anche per ricordare ed additare agli uomini il percorso che conduce alla pace e alla fratellanza universale dei Popoli.
Abbiamo trovato e visitato la tomba dello zio Nunzio! Naturalmente, fortemente emozionati. Abbiamo posato ai margini d’essa un pugno di sabbia di mare, del nostro mare ed un pugno di terra, della nostra terra garganica portata appositamente da Vico. Quella terra e quella sabbia che Egli mai più ha potuto rivedere! Infine, in profondo raccoglimento cristiano, nel silenzio spettrale ed impressionante che l’interno dell’area monumentale emana e con animo sereno ed appagato abbiamo recitato una preghiera in Suo suffragio. Rivolgendo, infine, con enorme sollievo spirituale (per il “ritrovamento”) un forte pensiero di dovuta riconoscenza, di profonda gratitudine e di sentita soddisfazione rivolto anche alla nostra cara defunta zia Camilla.
Angela Malascalza nata Colecchia
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