“Se sei in ritardo non serve correre, ci arrivi lo stesso”: l’insegnamento di Samuel
articolo di Comunicato Stampa
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Attualità 04/04/2011 09:55
Samuel è un ragazzo di 36 anni la cui vita per un attimo, ma solo per un attimo, si è fermata all'età di 14 anni. Il 21 gennaio, al Luc di Manfredonia ci hanno raccontato le dinamiche di un incidente stradale... e il mio pensiero è andato a Claudio Totaro di Monte Sant'Angelo e al suo sorriso. A volte incontri della gente che ha i colori negli occhi. Ti accorgi di quel loro sprint che va oltre le apparenze e si godono l'essenza della vita.
Il 21 gennaio sera, erano quasi le otto ed io ero ancora qui in montagna, a Monte
San'Angelo, mentre l'incontro con Samuel, a Manfredonia, presso il Luc "Peppino Impastato", era previsto per le ore venti. Ho tenuto il piede fermo sull'acceleratore e sono arrivata un po' in ritardo. Ma giunta a destinazione.
Samuel è un ragazzo di 36 anni la cui vita per un attimo, ma solo per un attimo, si è fermata all'età di 14 anni in seguito ad un incidente in moto con conseguente coma vegetativo.
Una congestione intestinale ha deviato il suo corso. Non stava correndo, infatti, né stava giocando con la vita. Stava semplicemente andando a lavoro.
Tuttavia a Stefano Pelliccioli sta a cuore raccontarci le dinamiche di un incidente stradale e il mio pensiero va a Claudio Totaro di Monte Sant'Angelo e al suo sorriso.
E' il papà di Samuel e sembra essere il papà un po' di tutti noi in sala. Stefano, ci parla con la voce calda della sua esperienza e di quelle altre che non hanno avuto un seguito felice ma che hanno avuto un punto fermo.
Mi rimangono impresse le parole di un ragazzo, moribondo in strada, raccolte da una giornalista che ha deciso di promuovere una campagna divulgativa contro la corsa.
Mentre molto chiaro è il senso che Stefano dà della vita. Sembra coesistere in loro come "una reazione a catena" di positività che regalano a chi incontra.
Emozionante il video che Stefania Guerra ha realizzato per l'occasione
Quando si conosce l'ignoto, un qualsiasi ignoto, è forte la voglia di capirci qualcosa e giungere nuovamente a quello che di più familiare conosci.
Tutto quello che prima non sapevi ora è tuo e te lo porti in viaggio alla scoperta di altro.
Ci sono poi degli amici che ti accompagnano ed è bello scoprire che son sempre loro.
Sono quegli occhi sinceri, così armoniosamente silenziosi e rassicuranti, degli amici a quattro a zampe come Kiska, il cane di Samuel. E' un husky ed è bello vederli assieme nel video. Samuel avvicina la sua fronte e Kiska gli dà una leccata simpatica come a dirgli: ci sono non scappo.
Samuel e la sua storia hanno fatto un libro: "Domani si parte". Sono state le prime parole sussurrate ma a gran voce dopo il coma vegetativo.
Dario Fo ne ha disegnato la copertina e il cardinale Ersilio Tonini ne ha fatto la prefazione.
Il ricavato finanzia le borse di studio nella ricerca farmacologica dei cerebrolesi.
Oggi, a distanza da quel febbraio 1996, questo ragazzo vive e lo fa nel migliore dei modi.
E sorridendo alla vita fa le cose di ogni giorno: leggere un libro, connettersi al mondo moderno col pc, passare una giornata in compagnia tra amici come noi, come ci chiama il papà Stefano e anche andare in moto, con l'amico alla guida, sempre col casco naturalmente.
Insomma la quotidianità della famiglia Pelliccioli è fatta di tanti puntini in sospensione, che servono nella vita e come la chiama Stefano, di quella "lucida pazzia" che ti fa guardare il mondo ad occhi aperti e capire, "che se sei in ritardo non serve correre, ci arrivi lo stesso."
Editoriale a cura di Stefania Guerra
redazione@ildiariomontanaro.it
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