Difendiamo il nostro Gargano
articolo di Comunicato Stampa
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Attualità 20/04/2011 12:38
Concittadini vicini e lontani adoperiamoci per difendere il nostro Gargano.Luogo ricco di spiritualità con due Santuari e tante divinità:
- gli antichi pellegrini stanchi dei lunghi cammini e incuranti della spossatezza accorrevano per ricevere la salvezza presso il santuario di San Michele, monte Sacro definito dal fedele.
- quelli moderni accorrono al convento di Padre Pio che, dalla Sua stanza, incurante della sofferenza ha insegnato ai monaci cappuccini le preghiere da far recitare ai pellegrini e ridare loro sollievo e speranza.
Il paesaggio è assai bello e i venti fanno mulinello intorno all’altura tenendo costante la frescura, il pascolo prelibato è assicurato ed é abbondante e genuino per il famoso bovino.
Mucca storica, razza podolica, dal suo latte, all’interno delle vecchie grotte, si ricavano caciocavalli e ricotte.
Il suono delle campanelle al collo delle capre e pecorelle fanno melodia nella quieta prateria.
I sentieri dai bianchi sassi sembrano delle ossa che fanno da morsa alla terra rossa, fertile di fave e lambagioni, ceci, fagioli, agrumi, oliveti, pini e faggeti.
Da qualsiasi altura si notano valle e pianura e un po’ più lontano, isole e pantano.
I bambini crescono sani e forti col nostrano pancotto, fatto di verdura mista e finocchietto, patate e pane ammollato a fette, condito con l’olio nostrano quello vergine del Gargano.
In primavera il bianco colore dei mandorli in fiore e quello azzurro dei lambagioni adornano le alture che si affacciano sul mare vestite a festa come fossero creature.
I Sindaci, sovente, si radunano nei brutti momenti; coalizzandosi per la difesa del territorio contro le trivellazioni per le ricerche di idrocarburi.
Così per far cancellare la mappa dei due siluri delle centrali nucleari, destinate in prossimità di Lesina e Manfredonia, deturpando due paesaggi naturali.
Mappa ricalcata nel 1979 dal CNEN(Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare).
Tutti coloro che si adoperano per la difesa dell’ambiente, della cultura e fanno rivivere le vecchie tradizioni col folclore, danze e canzoni, sono dei veri Benefattori .
La cosa palese, indice di civiltà é che in tutto il Gargano, diventato unico paese, non c’è più rivalità.
Paese del Gargano
Oh Apulo paese, selvaggio e scosceso, tu roccaforte del tenace pugliese.
La gente pastore errante un dì si trasformò per te combattente, unita in su al castello ti difese con forca e coltello dal saraceno violento e forte che voleva espugnare la tua corte.
Quella moderna boriosa e scostante è gente ribelle o farfalla emigrante.
Ad accudire l’orticello è rimasto il vecchierello che prega ansioso alla Santa miracolosa il rientro
del figlio con la sposa.
Lento zappa la sua vigna, spacca ancora tanta legna, si rende utile, operoso per la sua Daunia rocciosa.
Suda con perseveranza per avere abbondanza di olio e vino ne fa scorta, frutta secca nella sporta per donare con amore al suo ospite d’onore.
Prepara per l’occorrenza genuine pietanze e dolci in abbondanza e aspetta, aspetta esultante il rientro del suo emigrante.
L’ospite però rientra indifferente schiamazzando nelle strade festanti; rientra per fare scorta se ne infischia del vecchio e dell’orto.
Rientra per bagnarsi al mare, per girare il Gargano, poi spietato ti tradisce per Bologna o Milano.
Oh Apulo paese, tra vecchio e nuovo vi è tanto divario, tu sempre più solo sempre più solitario.
Soltanto la rondine puntuale e sincera t’allieta puntuale ogni primavera.
articolo a cura di Antonio Monte
da Milano
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