Continua la mobilitazione di Associazioni e di alcune Istituzioni che hanno a cuore le sorti di questo nostro territorio
articolo di Valentino Piccolo
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Attualità 22/06/2011 16:08
Continua senza sosta la mobilitazione di tutte le Associazioni e di alcune Istituzioni, sicuramente più responsabili, che hanno a cuore le sorti di questo nostro territorio, per contrastare e dissuadere le mire di Società, spesso senza molti scrupoli, ma in cerca di lauti facili guadagni e di Ministeri (Ambiente e Beni e Attività Culturali) che, probabilmente, svolgono il loro compito in modo improprio, con scarsa responsabilità, scarsa competenza e conoscenza delle singole realtà. Non ci sono conclusioni diverse, a cui poter pervenire, se si consente e si concedono facili autorizzazioni mirate alla ricerca ed eventuale estrazione di idrocarburi che andrebbero, inevitabilmente, a distruggere questo lembo di costa e questo mare Adriatico che, per sua natura, presenta già molte criticità ma anche tanta particolare tipicità che non può essere messa a rischio!
Sicuramente questo strano modo di gestire il territorio è ancora più grave delle avidità di Società a carattere internazionale(offshore).
Ma veniamo ai fatti di questi ultimi giorni. Al decreto dei Ministeri suddetti era necessario e urgente contrapporre (oltre alle numerose e spontanee proteste di piazza) qualcosa di concreto, entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell’iniquo Decreto(23/04/2011), ovvero, il ricorso al TAR, entro il 22/06/2011.
In questi casi le Istituzioni sono sempre molto caute e succede spesso che si inizi un gioco a rimpallo di competenze. Questo è puntualmente successo, anche perché spesso, per chi è politicamente esposto, è più facile apparire e fare “passerella” con discorsi coinvolgenti ma privi di contenuto, piuttosto che agire in modo concreto.
Così, si è quasi rischiata la scadenza dei termini. Questo pericolo, alla fine, è stato fugato e l’impegno personale di alcuni Sindaci e Amministratori che, messi sotto pressante assedio dalle solite… Associazioni, hanno fatto poi da traino ai più recalcitranti e dubbiosi.
Da quanto ci è dato di sapere al momento, il ricorso risulta depositato e si sono attivati, in primis il Comune di Rodi, poi Vico e Peschici, seguiti da Vieste, Manfredonia e Termoli, in extremis la Provincia di Foggia e, pare, la Regione Puglia.
Da sottolineare e ringraziare, oltre ai rispettivi sindaci, gli avvocati Mariapia Vigilante e Pasquale Chionchio che, a titolo gratuito, hanno messo a disposizione la loro professionalità.
Hanno invece assunto (salvo ripensamenti dell’ultima ora) un atteggiamento iniquo e poco responsabile, anche se ugualmente interessate e coinvolte dal problema, la Regione Molise, la stessa Provincia e l’intera Regione Abruzzo, limitandosi appunto solo a qualche… inutile “passerella”. Mentre le Associazioni di queste regioni hanno sicuramente dimostrato maggiore senso di responsabilità. Il Parco Nazionale del Gargano si è limitato a proclami di condivisione e solidarietà e… ad alcune proposte che, se anche sotto certi aspetti interessanti(nuova perimetrazione dell’area marina protetta), sicuramente non possono rappresentare la soluzione ma solo un palliativo ai disastri che ne deriverebbero, in caso di attuazione del Decreto.
Inutile dire che la Rete di Associazioni(289) costituitasi per l’emergenza e di cui ne è parte determinante il Comitato per la Tutela del Mare del Gargano rappresenta ”l’anima” della naturale e civile protesta.
Per concludere, il 18 u.s. , l’isola Diomedea di San Domino ha ospitato una nuova manifestazione di protesta per dire nuovamente e drasticamente NO, insieme agli isolani, a questo ulteriore tentativo di sciacallaggio che si vorrebbe perpetrare ai danni di questo territorio e di questo mare(lago) Adriatico.
Nel corso della manifestazione è stato formalmente presentato l’Atto Costitutivo della Rete con ben 289 Associazioni provenienti dalle tre Regioni, direttamente interessate e a cui si è aggiunta anche la Basilicata.
Questo non basta e abbiamo motivo di ritenere che sia necessario anche il coinvolgimento di tutti i territori che si affacciano sull’Adriatico, ivi compreso Croazia e Montenegro. Nello stesso incontro di Tremiti è stata presentata la proposta di: Adriatico patrimonio dell’UNESCO.
Si tratta di un problema serio e che non può essere ignorato o sottovalutato. La voce degli stessi Operatori turistici dovrebbe essere parte determinante del dissenso. Purtroppo proprio queste voci, sono sempre troppo poche o addirittura assenti e inoltre continuo a notare la solita indifferenza della nostra cittadinanza, perfino da parte di chi, notoriamente, attento a problematiche ambientali e salvaguardia del territorio.
Ormai… nulla più mi meraviglia!
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