Dal convegno ecclesiale diocesano
UN CRISTIANESIMO PIU’ AUTENTICO CON UNA CHIESA VIVA E RICCA DI FERMENTI EVANGELICIarticolo di Comunicato Stampa
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Attualità 24/06/2011 16:36
L’11 e 12 maggio si è svolto presso il Centro di Spiritualità”Padre Pio”in San Giovanni Rotondo il convegno ecclesiale diocesano 2011. Momento centrale del convegno è stato l’intervento del dott. Salvatore Martinez, presidente nazionale del movimento “Rinnovamento nello Spirito” per far riflettere e approfondire la recente lettera pastorale dall’arcivescovo mons. Michele Castoro “Andate anche voi a lavorare nella mia vigna”(Mt20,7). Vi confesso che sono state tante le idee enunciate e proclamate, che per questo articolo ho avuto difficoltà a ordinare gli appunti presi e chiedo scusa se qualcosa mi è sfuggito. Cercherò di evidenziare le tematiche più rilevanti affrontate perché finalmente nel nostro territorio ci sia un CRISTIANESIMO più autentico con una chiesa che è viva e ricca di fermenti evangelici.Sono tanti i campi di azione della Chiesa Cattolica dove c’è posto per tutti perché chi ha carisma abbia un ministero da svolgere mosso dall’azione SPIRITO SANTO.
La risurrezione di Cristo non sarà completa se non ci sarà quella di ogni battezzato. Saremo efficaci mossi dallo Spirito che provoca il dinamismo interiore della grazia. I laici producono frutti,la chiesa va sempre difesa; impegno del cristiano è difendere e diffondere Cristo con la propria testimonianza. Occorrono dei luoghi in cui i laici possono prendere la parola sulle proprie esperienze della vita,del lavoro come affermato nel documento n.26 del congresso nazionale di Verona del 2006 dove la prima lettera di san Pietro apostolo (vedi 1 Pt 4,10), presa come guida a quel convegno,invita ciascuno ad essere consapevoli della propria identità cercando di magnificare il primato di Dio in ogni opera e in ogni servizio.
Ha detto Martinez:”Avere a cuore gli spazi di fraternità,essere cristiani laici nel mondo coinvolti negli affari del mondo ma sconvolgendo il mondo. Soltanto attraverso uomini toccati da Dio,Dio può far ritorno agli uomini. Essere protagonisti di questo umanesimo cristiano per salvare l’uomo dall’alienazione attuale bisogna ripartite da Dio. Una grande ricchezza viene dallo Spirito che dà l’intelligenza,nel dialogo si afferma l’identità: dare il primato alla vocazione della santità con il pensiero,le parole,le opere: avere la responsabilità di professare la fede cattolica”.
“I movimenti sono un dono del Signore e bisogna andare loro incontro con molta umiltà. La comunione dev’essere più che un avvenimento,è il sacrificio di Gesù che ha fatto comunione con noi,tra cielo e terra. Comunicare significa questo: mettere in comunione Gesù; bisogna passare dalla cultura del sospetto a quella del rispetto; bisogna passare dalla”tavola”,dallo sgomitare che dichiara la “sapienza”del mondo,al “pavimento” cioè il piegare le ginocchia e pregare;passare dalla funzione alla “unzione” che è la sapienza di Dio”.
Le parrocchie devono essere delle comunità vive,mettendo da parte vittimismi e scandali che pure,come dice san Paolo,devono avvenire. Educare significa evangelizzare,insegnare agli uomini è arte di vivere,incontrare per conoscere e riconscere; cos’è il bene e il male; educazione alla libertà e alla responsabilità. “Non abbiamo più nemici; nessuna stagione è stata più provvidenziale di questa per educare alla fede,Cristo dice che la verità ci renderà liberi”.
Bisogna trasmettere l’uso retto della libertà; essere crisitiani di questo mondo non coinciderà mai con l’essere uomini di questo mondo. La libertà è un fatto interiore che viene da Dio,quindi autodisciplina e autocontrollo. In un mondo in cui la società è tutta orientata all’accumulo di beni materiali,occorre invece l’accumulo di valori spirituali. La famiglia è grande sfida educativa,al mondo manca la cultura dell’AMORE,ecco perché spiegate le leggi sul divorzio,sull’aborto,sull’eutanasia,perché la vita è ritenuta inutile e la loro legittimazione viene fatta passare come atto d’amore per eliminare la soffernza umana.
Impegno in politica. Il Papa Bendetto XVI ha auspicato una nuova generazione di cattolici in politica. La politica dev’essere saturata di eticità,le crisi economiche sono causate da una politica senza morale. Bene comune: abbiamo sempre più una coscienza sociale e erroena che porta all’incoscienza,al rifiuto di ogni autorità,ad una scomposizione di poteri. Una nuova generazione di cattolici in politica secondo cinque punti: coerenza con la fede (non con la propria identità); rigore morale; capacità di giudizio culturale; competenza professionale; passione nel servizio (non per l’onore o la gratificazione personale).
Occorre una formazione evangelica ripartire dal basso,stare nel territorio,dalla parte della gente. “Fai la verità e verrai alla luce,le vostre opere vengano da Dio”.Giovani.
Bisogna ascoltarli,erroneo considerarli come ricevitori di messaggi,ma come portatori ascoltandoli nella loro lettura delle realtà,occorre una iniziazione cristiana delgli adulti; di fronte alle diverse “culture” che sono nuove sfide antropologiche di oggi,occorre proporre LA CONTEMPORANEITA’ di Cristo,dare impegni e responsabilità nella chiesa.
Bisogna rimettere al centro l’uomo,partendo dall’uomo abbiamo tutte le soluzioni. Le sfide della mondialità: occorre partire dalla territorialità e dagli uomini (34 % la disoccupazione giovanile nell’entroterra della Sicilia); occorre una “fantasia della carità”: il volto dei poveri,volto di Cristo; i problemi legati ai detenuti e agli ex detenuti (le carceri piene di giovani); gli ammalati un problema più che una risorsa ma la gratificazione di chi si occupa di loro e la considerazione dell’affetto ricevuto da parte dell’ammalato che così si sente protetto. I carismi sono risposte provvidenziali dello SPIRITO ai bisogni dell’uomo.
articolo a cura di Salvatore Vergura
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