Mangano in Estonia
Mangano & Puglia Partenopea!articolo di Comunicato Stampa
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Eventi e cultura 18/07/2011 09:39
Michele Màngano, il vero e proprio ambasciatore della musica popolare italiana nel mondo, sarà in concerto con la sua PugliaPartenopeaOrchestra il prossimo 25 luglio (ore 21) a TARTU VALLAVALITSUS, in Estonia,poi ci saranno altri concerti il 29 - 30- 31 Luglio, Màngano ha fondato, l'anno scorso , "PugliaPartenopeaOrchestra" per valorizzare e rilanciare in Italia e all'esterol'immagine e lo spirito di una Italia unita attraverso la musica popolare ed in particolare attraverso la canzone popolare rivisitata. Gira ininterrottamente con la sua Orchestra, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Messico al Canada con innumerevoli concerti.L'orchestra di Màngano parte in tourneè in Estonia-Lituania-Russia dal 25 Luglio al 1 Agosto. Il M° Michele Màngano nella città di TARTU VALLAVALITSUS riceverà il
"PREMIO AMBASCIATORE DEL FOLK ITALIANO NEL MONDO". E' la prima volta che Màngano con la sua Orchestra parteciperà a 4 concerti di uno spessore di alta qualità.
L’orchestra PUGLIAPARTENOPEA nasce dall’idea del Maestro Michele Màngano che da anni ormai è rientrato a far parte di quella ristretta cerchia di studiosi della cultura popolare del Mediterraneo, ed unisce tradizioni di Puglia e Campania.
L’orchestra nasce in contrasto con le tendenze musicali esterofile, diffusasi tra i giovani che rischiano di essere deprivati della possibilità di conoscere la musica popolare, sempre più annegata nei ricordi , o risuonante ancora, timidamente , in qualche borgo del sud.
Tendenze esterofile, massificanti, capaci di appiattire perfino i gusti intragenerazionali.
Da ciò il riferimento ai “briganti” che si opposero (o cedettero di opporsi) al “processo di unificazione” del nostro Paese, così come noi ci opponiamo al “processo di unificazione” dei generi musicali in un “unicum” indefinito, piatto, e tendenzialmente imposto dalle mode che lentamente risucchia, fino ad annullare, la nostra identità “musi-culturale” tipica del sud e dell’area mediterranea più in generale.
La nostra idea, dunque, appare evidente: esportare il nostro “sound”, fatto di musica popolare, sia pure con delle rivisitazioni stilistiche, per riportarlo alla conoscenza del grande pubblico, sottraendolo così al generale oblio in cui, finora, è stato ingiustamente relegato. Nulla in contrario, dunque, alla esplorazione e alla conoscenza/fruizione di altri generi musicali, a patto che questi ultimi non estinguano il nostro patrimonio storico-musicale, nonché culturale.
Il nostro percorso musicale e di ricerca demo-etnoantropologica parte dalla Campania per arrivare alla Puglia, abbracciando tutti “i suoni e i canti della terra del sole”, aspirando a mescolare la nostra tradizione alle sonorità delle altre culture baciate dal Mediterraneo.
Tammurriate, tarantelle, pizziche queste sono le forme musicali attraverso cui cerchiamo di rappresentare il nostro folklore, contaminandolo con strumenti che non sono propriamente legati alla tradizione che ci appartiene. Quest’unione di ritmi produce in chi ascolta la dimensione di un presente in cui si incontrano passato e futuro, la semplicità dei materiali di una volta e la ricchezza della tecnologia, culture diverse che hanno avuto un’unica culla: il Mediterraneo.
Partendo dalle pendici del Vesuvio, comprendendo tutto l’agro-nocerino- sarnese troviamo la tammurriata, danza popolare caratterizzata dal battere ostinato e incalzante della tammorra, versione moderna di quei cimbali che si trovano già dipinti negli affreschi pompeiani. La tammurriata è una danza che può essere di corteggiamento come quella dell’ Agro o di combattimento come quella di Maori, ma in ogni caso è strettamente collegata al culto mariano e alle celebrazioni festivi alla Vergine dedicate.
Spostandoci verso l’interno troviamo Montemarano e la famosa tarantella che da questo paese prende il nome : la Montemaranese. Questa forma di tarantella non è solo motivo di unione tra paesani e non, ma è la massima espressione del virtuosismo dei musicisti che per ore e ore con i loro strumenti (fisarmonica, clarinetto, tamburello) accompagnano instancabilmente i passi di coloro che divertendosi ballano la tarantella di Montemarano.
Procedendo verso il sud della nostra penisola arriviamo in Puglia.
Quando si parla della Puglia non si può non fare riferimento alla magia della tarantella della chitarra battente e delle castagnole, una magia ancora tutta da scoprire con i suoi cantori e danzatori, la loro musica meravigliosa, fonte inesauribile di poesie e melodie, di qualcosa che sta al di sopra di tutte
le musiche etniche del mondo, degno di essere studiato attentamente e approfonditamente per comprendere ciò che oggi siamo.
Nasce invece nel Salento la Pizzica: le tarantata morse da un ragno velenoso, la taranta, come possedute cominciano a ballare freneticamente per liberarsi da questo male, accompagnate da un altrettanto ossessivo motivetto suonato da tamburello, organetto e violino, finché dopo ore ed ore o addirittura giorni, le tarantate stremate dal ballo e in continua preghiera a San Paolo loro protettore, cadono a terra guarite da questa sorta di possessione, che non altro che il manifestarsi di un disagio interiore, che altrimenti in quella temperia culturale non avrebbe altra valvola di sfogo.
Con questo progetto quindi si è voluto creare un ensemble che riunisce i migliori rappresentanti di tammurriate, i più grandi percussionisti della
Notte della Taranta e i massimi esponenti della danza popolare centro-meridionale che trascinano il pubblico in un vortice di forti sensazioni e danze scatenate.
Il repertorio spazia dalla Tammurriata Nera, Brigante se more, MusicaNova,
La Rumba degli scugnizzi, Michelemma, Luna Rossa, O’ Surdate ‘Nnammurato, Cicerenelle, alla Tarantella del Gargano per arrivare a Pizzicarella, Canuscuna Carusa, Pizzica Mascia, Riturnella, Santu Paulu, Pizzica Tarantata.
Questo progetto ideato dal M° Michele Mangano è denominato “PUGLIAPARTENOPEA" – Ballate a ritmo di tammurriate, tarantelle e pizziche”.
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