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Nuovo Piano Urbanistico Generale

PUG
articolo di Comunicato Stampa


Attualità 10/05/2008 10:43
LA GIUNTA COMUNALE
Premesso che:
- l’Amministrazione Comunale di Vico del Gargano intende procedere alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) previsto dalla Legge Regionale n. 20/2001 ed a tale scopo ha sottoscritto in data 28 gennaio 2008 un protocollo d’intesa con la Regione Puglia e con l’Amministrazione Provinciale di Foggia finalizzato alla redazione compartecipata (copianificazione) dello strumento urbanistico generale conformemente a quanto previsto dal DRAG (Documento Regionale di Assetto Generale) e dalla Circolare dell’Assessorato Regionale all’Urbanistica n. 1/2005;
- La Giunta Regionale della Puglia con propria deliberazione n. 1328 del 03/08/2007 ha approvato definitivamente il “Documento regionale di assetto generale (DRAG) – Indirizzi e criteri e orientamenti per la formazione dei piani urbanistici generali (PUG)”, nell’ambito del quale viene disciplinato l’avvio al procedimento di elaborazione del PUG, mediante l’adozione da parte della Giunta Municipale di un “Atto di Indirizzo” nel quale:
1. siano determinati gli obiettivi, espressione della volontà politica dell’Amministrazione Comunale;
2. sia delineato il programma partecipativo e concertativo che accompagnerà la formazione dl PUG, prevedendo:
• adeguate forme per la partecipazione civica;
• forme di cooperazione istituzionale e co-pianificazione, da realizzarsi attraverso
l’uso della Conferenza di Servizi;
3. siano individuate le Autorità con specifiche competenze ambientali;
4. sia definita la dotazione strumentale con cui si intende gestire il PUG, in termini di
risorse umane e tecnologiche, indicando le risorse finanziarie utilizzabili, valutando la
necessità di dotarsi di un Ufficio del Piano, dotato di disponibilità finanziaria solida
ed incrementale, articolata in spesa corrente e di investimento nonché di realizzare un
Sistema Informativo Territoriale, da coordinare con quello regionale e con quello
provinciale.
- Con la Circolare n. 1/2005 dell’Assessorato Regionale all’Urbanistica sono stati forniti gli indirizzi per rafforzare il principio di sussidiarietà e il metodo della copianificazione, affermati dall’art. 2 p.to a) della L.R. n. 20/2001, mediante lo strumento della Conferenza di Servizio, al fine di consentire una proficua convergenza tra le determinazioni degli Enti Locali e gli indirizzi dell’Amministrazione Regionale.
Quanto sopra premesso si esplicitano, di seguito, gli aspetti che trovano definizione nell’ambito dell’atto di indirizzo:
1. Obiettivi generali
- Il nuovo PUG dovrà essere orientato a perseguire obiettivi di sostenibilità nei molteplici settori che connotano le peculiarità e lo sviluppo della città e del suo
territorio
, caratterizzandosi per il suo approccio ecologico (sostenibile) alla pianificazione del territorio, garantendo un uso equamente distribuito fra la comunità
insediata di tutte le risorse presenti e tale da mantenerle invariate nel tempo per le
future generazioni. Esso dovrà operare, attraverso scelte:
1. che mirino a garantire la chiusura dei cicli naturali (come il ciclo dell’acqua e dell’anidride carbonica);
2. che favoriscano il contenimento dei consumi energetici;
3. che contribuiscano a ridurre la produzione dei rifiuti (come il riuso dei materiali di
costruzione);
4. che definiscano tecniche di intervento costruttivo in sintonia con tradizioni e identità dei luoghi;
- Il Piano dovrà altresì operare cercando anche di ripristinare la chiusura di quei cicli che hanno subito un brusco processo di accelerazione verso fenomeni di linearizzazione (come le situazioni di fragilità di risorse come la costa, il suolo agricolo, il sistema delle aste idrografiche, il sistema agricolo, gli oliveti, ecc.). Esso dovrà perseguire obiettivi di qualità ambientale, mirare a rafforzare le identità storico-culturali del Centro Urbano di Vico del Gargano e del suo territorio, ivi comprese le località turistiche.
- Il Piano dovrà garantire livelli prestazionali elevati nella dotazione dei servizi, da determinare sulla base del fabbisogno sociale e da implementare attraverso adeguate forme di concertazione pubblico-privato, assicurando a tutti pari fruibilità e accessibilità. In tale contesto, particolare attenzione dovrà essere riservata soprattutto all’utenza debole e alle fasce evolutive in formazione.
- Il Piano dovrà mirare alla riorganizzazione del sistema infrastrutturale in modo da perseguire obiettivi di mobilità sostenibile, ridefinendo il ruolo della viabilità primaria e favorendo nel contempo l’organizzazione a rete di percorsi ciclo-pedonali.
- Il Piano dovrà dare risposte adeguate sia al fabbisogno insediativo di tipo abitativo, sia alla domanda insediativa di tipo produttivo, che a quella più specificamente turistica, in tutti i casi in termini rigorosi di sostenibilità economico-ambientale degli interventi.
- Il Piano dovrà definire modalità e forme di governo del territorio agricolo in grado di sviluppare economie di tipo integrato, propulsive di nuovi modelli di sviluppo di un settore produttivo che sappia sempre più coniugare le tradizionali attività primarie con le molteplici opportunità rivenienti da forme d’uso del territorio connesse a pratiche di turismo sostenibile, determinate dalla crescente domanda di paesaggi agricoli incontaminati e di qualità, caratterizzati da forti elementi di specificità.
- Il Piano dovrà mirare a potenziare il ruolo di Vico del Gargano come centro dinamico per la produzione di beni e servizi, polo attrattivo per l’area del nord Gargano, testa di ponte verso i centri turistici Costieri del Gargano. Dovranno essere definite funzioni strategiche di respiro territoriale, un ruolo che va visto nella dimensione strategica multicentrica, proiettando il Comune oltre i confini territoriali e ponendolo in situazione ricettiva.
- Particolare attenzione, nella elaborazione del Piano, sarà posta allo studio dei caratteri principali e delle forme d’uso del territorio, per la ricerca di soluzioni legate al governo delle trasformazioni e ad una più corretta gestione dei processi di sviluppo, con particolare riferimento a:
• La fascia costiera e la prefigurazione di strategie legate a nuove forme di sviluppo
turistico, compatibili con l’assetto territoriale di pertinenza
• Il sistema rurale, esteso dalla costa al nucleo abitato ed alle sue immediate vicinanze, e le necessità di una sua regolamentazione sostenibile
• Il centro storico e l’urgenza di una normativa di recupero per la salvaguardia della sua identità unitamente a nuove opportunità di utilizzo;
• La messa a reddito delle aree protette come nuova risorsa per la collettività, per il Parco e per la ricettività turistica
- In generale il dimensionamento del PUG verrà effettuato partendo dal principio della
concertazione e condivisione con le categorie produttive di seguito meglio indicate. Le capacità insediative dovrebbero derivare dalla sommatoria dei singoli possibili interventi di completamento, sostituzione, ristrutturazione e riqualificazione nell’ambito dei contesti urbani consolidati e di quelli da consolidare e riqualificare, nonché dalle previsioni insediative per i contesti suscettibili di nuovo insediamento.

Nello specifico, alcune problematiche di particolare impatto sullo sviluppo del Centro Urbano, del Centro Turistico di San Menaio e comunque del territorio, dovranno trovare adeguata definizione nel progetto di Piano, cercando di coniugare il binomio fra livello di pianificazione a carattere più generale e livello di progettazione a carattere più attuativo. La ricucitura ed il riammmagliamento dell’edificazione nelle aree rurali limitrofe al centro urbano di Vico dovrà trovare soluzione definitiva nel P.U.G., così come la valorizzazione del centro storico, mediante la classificazione dei tipi edilizi e la definizione delle modalità di recupero. Anche l’edificazione e la riqualificazione di spazi interclusi all’interno del tessuto urbano consolidato della località turistica di San Menaio, dovrà trovare soluzione nell’ambito del Piano, unitamente alla definizione degli spazi da destinare ai servizi. La riqualificazione dell’intera fascia costiera del territorio comunale, dovrà essere definita e progettata già all’interno del Piano, ivi compresa la destinazione delle aree più antropizzate. Di pari rilievo dovrà essere anche l’attenzione da riservare all’intero sistema infrastrutturale, ancora una volta per le inevitabili ricadute che esso può avere nella riorganizzazione del sistema di relazioni a scala macro-territoriale, riferendosi, particolarmente, alla necessaria fluidificazione e ottimizzazione dei flussi pedonali e veicolari nelle prossimità marginali al nastro ferroviario nella località turistica di San Menaio. La redazione del PUG sarà anche l'occasione per ribadire la più ferma necessità , per uno sfruttamento più coerente ed adeguato delle risorse della fascia costiera, di trovare soluzioni alternative alla ormai desueta ferrovia.

Infine, pari attenzione verrà riservata alla razionalizzazione dei servizi e delle infrastrutture alla baia turistica di Calenelle, in uno alla valorizzazione del sito archeologico ivi localizzato.
- Va precisato che il piano non può più essere considerato in termini definitivi e conclusi, esso va piuttosto strutturato e conseguentemente interpretato come un progetto aperto, rispetto al quale verificare la coerenza di opportunità e scelte legate a istanze non definibili a priori ed espresse nel corso del tempo, valutandone le ricadute in termini complessivi sul tessuto socio-economico e sul più ampio contesto territoriale. Il Piano dovrà rispondere a criteri di flessibilità e di apertura verso future opportunità di sviluppo in un quadro di conoscenze finalizzato alla comprensione dello stato delle risorse del territorio e delle modificazioni cui queste sono sottoposte per effetto dell’azione antropica. Perché sia possibile maggiore flessibilità nella pianificazione del territorio, occorre definire la componente strutturale del nuovo PUG.
Al Piano strutturale dovrà essere affidato il compito di definire lo scenario relativo alle politiche e alle grandi scelte previste sul territorio per il medio periodo. Con riferimento alle previsioni strutturali del PUG, così come espressamente indicato nella L.R. n.20/2001, nel rispetto del DRAG, il Piano dovrà identificare le linee fondamentali dell’assetto dell’intero territorio comunale, derivanti dalla ricognizione della realtà socio-economica, dell’identità ambientale, storica e culturale degli insediamenti, anche con riguardo alle aree da valorizzare e da tutelare per i loro particolari aspetti ecologici e paesaggistici e quindi determinare le direttrici di sviluppo dell’insediamento, del sistema delle reti infrastrutturali e delle connessioni con i sistemi urbani contermini. C’è ancora una forma programmatica del Piano, operativa, legata più a previsioni di breve periodo che a quelle di lungo termine, comprendente la disciplina delle modalità attuative. E’ questo lo strumento concepito e valido per un mandato amministrativo, corrispondente alla durata in carica del Sindaco. Il Piano Operativo, innestandosi all’interno delle linee di assetto territoriale definite dal Piano strutturale e raccogliendone automaticamente i vincoli ambientali, già esecutivi e cogenti, deve programmare l’offerta relativa ai fabbisogni espressi nei diversi settori - residenziale, produttivo e di servizi - concretamente realizzabile nel corso del mandato amministrativo di validità del piano stesso. Questo Piano deve altresì contenere le previsioni finanziarie, non solo per l’acquisizione delle aree, ma anche per la realizzazione delle opere.
Con riferimento alle previsioni programmatiche del PUG, così come espressamente indicato nella stessa Legge Regionale n.20/2001, il Piano comunale dovrà:
1. definire, in coerenza con il dimensionamento dei fabbisogni nei settori residenziale, produttivo e infrastrutturale, le localizzazioni delle aree da ricomprendere in Piani Urbanistici Esecutivi (PUE), stabilendo quali siano le trasformazioni fisiche e
funzionali ammissibili;
2. disciplinare le trasformazioni fisiche e funzionali consentite nelle aree sottoposte alla previa redazione di Piani Urbanistici Esecutivi, rendendo tale strumentazione esecutiva obbligatoria per le aree di nuova urbanizzazione, ovvero per le aree da sottoporre a recupero.
Il Piano strutturale e il Piano operativo (o programmatico), dunque, pur dovendosi redigere contestualmente, costituiranno due tipologie distinte di Piano caratterizzate da differente grado di operatività, ossia da differente velocità d’azione:
1. il primo, scenari di sfondo, di più lungo periodo;
2. il secondo, programmi di breve periodo, più facilmente adeguabili alle necessità
espresse in tale arco temporale, concretamente realizzabili con il concorso di risorse
pubbliche e private, anche attraverso l’impiego di meccanismi “perequativi”.
- Una ulteriore caratterizzazione tipologica che il PUG dovrà avere è quella da affidare, infatti, alla sua “forma perequativa”; il Piano dovrà cioè ripartire le potenzialità edificatorie previste, in maniera da non dare adito a sperequazioni fondiarie, rimandando alle possibili metodologie di definizione perequativa da approfondire in seno alla redazione del nuovo PUG. Si dovrà operare cioè attraverso comparti perequativi, regolamentando così la trasferibilità dei diritti di trasformazione all’interno dei comparti e la flessibilità di localizzazione delle quantità edificabili private e pubbliche, favorendo la costituzione di consorzi fra proprietari delle aree.

2. Programma partecipativo
Il processo di costruzione del PUG dovrà essere scandito non solo dalle tappe
determinate dalla Legge Regionale n.20/2001, ma anche dalle fasi di coinvolgimento e di confronto con la popolazione. Il Piano dovrà essere in tal senso un Piano partecipato, discusso e costruito con la gente ed articolato come appresso indicato:
- Una prima fase progettuale finalizzata alla redazione del Documento Programmatico
Preliminare (DPP) dovrà essere svolta attraverso incontri di lavoro strutturati con:
1. le associazioni;
2. le categorie professionali;
3. gli operatori economici nei diversi settori produttivi (agricoltura, pesca, industria,
artigianato, commercio, turismo);
4. i settori della formazione (la scuola in particolare).
- Nella seconda fase progettuale relativa alla redazione del PUG, si dovranno tradurre gli obiettivi del DPP in scelte progettuali, attraverso l’attivazione di un “laboratorio progettuale permanente” per incontri, dibattiti e confronto delle idee, in una continua interazione tra conoscenze tecniche e conoscenze diffuse, secondo una sequenza temporale e di temi in discussione da definire in modo flessibile in corso di redazione del progetto e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. La
definizione delle scelte conclusive potrà così avvalersi di valutazioni multiple di tipo sociale, ambientale ed economico.
- Verranno utilizzate forme di cooperazione interistituzionale e co-pianificazione sin dalla fase di avvio della elaborazione del PUG, mediante lo strumento della Conferenza di Servizi, sia per l’acquisizione dei pareri da parte degli Enti terzi coinvolti nel procedimento, sia per condividere con gli Enti sovraterritoriali le tappe significative del processo di formazione del piano.
- Con l’avvio del procedimento di elaborazione del PUG, anche nella prospettiva di costituire l’Ufficio del Piano, saranno praticate forme di cooperazione con l’intera struttura tecnica comunale, al fine di rendere, non solo partecipi, ma anche consapevoli del progetto, i funzionari tecnici cui sarà poi affidato il compito di gestire l’implementazione delle scelte di Piano.
3. Autorità con specifiche competenze ambientali:
- Assessorato Regionale all’Ecologia, Bari;
- Assessorato Provinciale all’Ambiente, Foggia;
- Ente Parco Nazionale del Gargano, Montesantangelo (FG);
- Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, Foggia;
- Regione Puglia, Settore Demanio, Bari;
- Autorità di Bacino della Puglia, Valenzano (BA);
- Capitaneria di Porto, Manfredonia (FG).
4. Dotazione Strumentale:
Ufficio del Piano:
- L’Ufficio del Piano troverà collocazione fisica all’interno dell’Ufficio Tecnico Comunale, in ambiente dedicato e sarà composto dai Tecnici interni all’Amministrazione e da Consulenti esterni incaricati per il supporto alle attività di elaborazione del PUG.
L’Ufficio del Piano verrà coordinato del Responsabile del Settore V, coadiuvato dai Tecnici interni per le fasi di analisi e per la costruzione del quadro delle conoscenze e sarà affiancato dalle seguenti figure professionali esterne, indispensabili per la costituzione dell’Ufficio del Piano:
1. Consulenti alle fasi di progettazione del PUG costituiti da Ingegneri e/o Architetti
esperti in pianificazione territoriale, auspicabilmente facenti capo a Dipartimenti
Universitari;
2. Ingegneri idraulici per l’adeguamento del PUG al PAI – Piano di Assetto Idrogeologico dell’AdB della Puglia;
3. Geologo per la redazione dello studio geologico, geomorfologico, idrogeologico,
geotecnica e sismico del territorio comunale ai sensi dell’O.P.C.M. 3274/2003;
4. Esperto specialista per gli aspetti naturalistici (Geologo e/o Agronomo e/o Dott.
Forestale e/o biologo) per la elaborazione della Valutazione Ambientale Strategica di
accompagnamento al PUG.
Sulla base di quanto fin qui esplicitato, saranno individuate competenze e qualità di elevato profilo che abbiano già positivamente sperimentato attività di pianificazione analoghe in contesti significativi, anche nell’ambito degli Istituti Universitari di ricerca, che collaborino e supportino adeguatamente l’Ufficio Tecnico Comunale nelle scelte progettuali, che dovranno essere caratterizzate da approcci interdisciplinari, orientati in chiave ecologico-ambientale-produttiva, definiti all’interno di percorsi partecipativi e tradotti in scelte progettuali di tipo perequativo.
Sistema Informativo Territoriale:
Il sistema informativo territoriale, come definito nel Drag, mira a diventare la piattaforma di supporto alla costruzione di conoscenze aggiornate, affidabili e condivise per i diversi livelli, strumenti e soggetti coinvolti nella pianificazione del territorio, interfacciandosi con i SIT Provinciali e Regionali in corso di costruzione. La descrizione del territorio nella sua complessità e biodiversità dovrà essere oggetto di particolare attenzione al fine di poterne rappresentare i caratteri salienti, cogliendone cioè i significati strutturanti ed anche la qualità delle differenze. La costruzione del quadro delle conoscenze assumerà, quindi, un ruolo guida e di ricerca delle interconnessioni fra le molteplici discipline concorrenti allo studio del territorio (scienze storiche, ambientali, ecologiche, biologiche, geologiche, agronomiche, botanico-vegetazionali, economicovalutative, ecc.).
A supporto del processo conoscitivo e delle fasi progettuali dovrà essere elaborato e gestito, a cura di professionalità e/o Società esterne specializzate, un Sistema Informativo Territoriale, adeguato a rappresentare la realtà socio-territoriale, mediante l’immissione dei dati di analisi, la gestione e la elaborazione di informazioni complesse e la successiva implementazione delle scelte progettuali.
Dovranno perciò essere strutturati archivi di conoscenza che, a titolo esemplificativo, potrebbero essere articolati in:
(a) sistema ecologico-ambientale-vincolistico;
(b) sistema insediativo;
(c) sistema dei servizi;
(d) sistema infrastrutturale.
- Tutto quanto sopra premesso, ritenuto dover procedere all’approvazione dell’Atto di Indirizzo innanzi riportato, in conformità alle modalità del procedimento di formazione del PUG previste nel documento Regionale Drag, approvato con delibera di G.R. n. 1328 del 03.08.2007;
- Richiamato il combinato delle disposizioni di cui agli artt: 42 e 48 del D.Lgs n.. 267/2000 e ritenuto nella specie sussistere la competenza residuale della Giunta, in considerazione della generale discrezionalità esercitata, strettamente connessa al programma politico e giusta previsione del Drag – Documento di Assetto Generale – approvato con Delibera di G.R. n. 1328/2007;
DATO ATTO che l'adozione del presente provvedimento non comporta l'espressione di alcun parere essendo un atto di mero indirizzo ai sensi dell'art. 49 - comma 1°, del D.L.vo n. 267/2000;
AD UNANIMITA' di voti espressi nei modi di legge;

D E L I B E R A
1. di approvare l’Atto di Indirizzo riportato in narrativa, parte integrante e sostanziale del
presente deliberato;
2. di istituire l’Ufficio del Piano costituito secondo le specifiche riportate nelle premesse;
3. di dare atto che la disponibilità finanziaria per la progettazione del PUG sarà prevista annualmente sul capitolo n. 2090106/1;
4. di notificare il presente atto al Responsabile del Settore 5° - Ing. Giuseppe Cela per
l’adozione degli atti di gestione che ne conseguono, in uno alle comunicazioni
dell’avvio del processo di formazione del PUG all’Assessorato Regionale
all’Urbanistica, all’Amministrazione Provinciale di Foggia, ai Comuni confinanti, agli
Enti che dovranno esprimere un parere, alle Autorità con specifiche competenze
ambientali indicate nelle premesse, ad ogni altro Ente i cui programmi possano
interferire con la pianificazione comunale (Comunità Montana, Consorzio di Bonifica,
Ferrovie del Gargano, ANAS; ENEL, AQP, Gestore rete del Gas), ad altri soggetti
interessati (associazioni di categorie imprenditoriali, sindacali, ambientaliste e
culturali).

Il presente verbale viene così sottoscritto:
IL PRESIDENTE   
Luigi Damiani
IL SEGRETARIO
Raffaele Mario Maccarone

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