La Chiesa di San Nicola e l’Arciconfraternita del SS. Sacramento di Vico del Gargano
articolo di Comunicato Stampa
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La chiesa di San Nicola è stata eretta nella terra di Vico, da tempo immemorabile e consacrata, dall’arcivescovo di Manfredonia il cardinale Vincenzo Maria Orsini, durante la Santa Visita del 1676; le croci di consacrazione in pietra e una lapide con l’epigrafe ne attesta l’evento.Sorge ai piedi del castello all’imbocco del rione Terra, si presenta in pianta a unica navata, derivante dall’accorpamento di due spazi, l’attuale presbiterio con il rimanente ambiente ove sono collocati sulle pareti laterali due altari, uno dedicato a San Nicola di Mira e l’altro alla Madonna del Buon Consiglio la cui festa si celebra nell’ultima domenica di aprile.
Il soffitto è decorato con un cassettonato a motivi floreali, realizzato in stucco; la cantoria è ornata da un parapetto con raffigurazione degli angeli adoranti il Santissimo Sacramento realizzati in stucco. Nell’area del presbiterio vi sono collocato l’altare maggiore con capo altare di legno e il coro; sul soffitto una raffigurazione ad affresco del Santissimo mentre sulla parete centrale, in alto, è collocato un ovale su tela raffigurante l’Eterno Padre / Santissima Trinità.
Sulla facciata è collocato il portale, in pietra locale, databile nel XVI sec., incorniciato fra due semicolonne lisce sormontate da una trabeazione a metope e triglifi; il tutto coronato da una nicchia inserita fra volute. Il portale di sicura tradizione rinascimentale trova riscontro in analoga struttura architettonica del castello; mentre la presenza della cornice a semicolonne con iscrizione nella trabeazione si ritrova, con varianti nel portale della Chiesa Matrice e della Chiesa di Santa Maria Pura.
Nel XVII secolo è documentata, negli atti della Santa Visita, la presenza della confraternita dei Morti di San Nicola, soggetta alla giurisdizione ecclesiastica. Della fondazione di questa confraternita vi è notizia nel diploma di papa Urbano VIII in data 29 giugno 1625, presentato nella circostanza dal priore all’Arcivescovo. La sua presenza ed il culto per i defunti sono attestati anche dall’epigrafe “Altare privilegiatum quotidianum perpetuum pro defuncutis”; nel secolo successivo la stessa si è poi trasferita nella chiesa eretta sotto il titolo di Maria del Suffragio detta (del Purgatorio).
La concessione del Regio assenso del 10 giugno 1805 attesta la presenza della Confraternita del SS. mo Sacramento nella chiesa di San Nicola di Vico. Dalle corrispondenze del Capitolo della Collegiata, circa la restituzione dei beni patrimoniali, rileviamo che la confraternita, già esistente presso l’altare maggiore della Chiesa Madre, si sia trasferita presso la Chiesa di San Nicola, unitamente al Capitolo in occasione dei lavori di riattazione ed ampliamento della Chiesa Matrice nel XVIII secolo.
La Platea redatta da Domenico Marrera, della città di Vieste, nel 1676 su incarico dell’arcivescovo Ill.mo Fr. Vincenzo Maria Orsini Arcivescovo Sipontino, conservata nell’Archivio di Stato di Foggia, riporta “ L’altare maggiore al quale è eretta la Confraternita del SS. mo Sacramento.., ed ancora l’altare non tiene dote assegnata ma si mantiene dell’entrate della Confraternita del SS. mo Sagramento”.
Altre corrispondenze presso l’Archivio di Stato di Foggia, documentano l’aggregazione presso confraternita in Santa Maria Sopra Minerva in Roma e San Giovanni Maggiore in Napoli, come da transunto in pergamena redatto dal regio ed apostolico notaro Berardino de Marco spedito in data 29 novembre 1541. Una successiva attestazione del 3 ottobre 1908, conservata nella chiesa, documenta che” la Ven. Arciconfraternita del SS. mo Sagramento è aggregata dal 4 febbraio 1700 a quella eretta nella Basilica di S. Eustachio in Roma”.
Il titolo di Arciconfraternita fu accordato con Regio assenso del luglio 1830 ed è giunta senza soluzione di continuità al terzo millennio e continua a provvedere al mantenimento della chiesa.
Le attività prevalenti della Confraternita, oggi, sono principalmente quelle della crescita spirituale dei confrati e la partecipazione alle sacre funzioni religiose; la partecipazione alle pie attività devozionali come la Via Crucis, le processioni del Corpus Domini – culto al quale la Confraternita è dedicata-, dei Santi Patroni ed ai Riti della Settimana Santa.
Sono venute meno, invece, per mutate circostanze antiche finalità come l’accompagnamento del SS. Viatico e quelle di muta solidarietà.
articolo a cura di Nicola Parisi
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