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Le immagini eloquenti dalla Pro Loco

San Menaio diventa un progetto...
articolo di Comunicato Stampa


Attualità 22/07/2011 12:54
In Italia le attese qualitative sulle opere pubbliche sono di solito molto basse e quando si
registrano risultati apprezzabili esse sono da attribuire esclusivamente al lavoro ed agli
sforzi necessari di cui si fa carico l’architetto di turno.

Molto più spesso accade, invece, che la Pubblica Amministrazione non chiede affatto
qualità, molte volte non né ha intenzione o potere, vuoi per i sistemi clientelari di
affidamento degli incarichi, vuoi per la povertà culturale media di chi ci amministra,
vuoi per la mancanza di dettaglio della maggior parte dei progetti e capitolati.
Infine, non senza un barlume di cinismo da parte di chi scrive, non sono esenti da colpe
le aspettative poco affinate culturalmente e criticamente dei fruitori finali dell’opera
pubblica.

San Menaio, ad esempio, da decenni versa immotivatamente in una fase di statica
costrizione vegetativa sotto il profilo turistico ed urbanistico. La perla del Gargano degli
anni ’50 -’60, con esempi di valoriali tipologie edilizie e ricettive, un incantevole
lungomare, è oggi soffocata da una edificazione massiva, urbanisticamente
disordinata e da un uso capzioso degli spazi e marciapiedi pubblici, che comportano
problemi logistici del traffico e della pedonabilità.

Un rinnovato interesse della riqualificazione urbanistica degli spazi e del territorio e il
valore trainante e diffuso del fronte mare a livello internazionale, muovono la Pro-loco
di Vico-San Menaio e nuovi impulsi imprenditoriali a spinte progettuali propulsive di
sperati mutamenti e di un uso più virtuoso della frazione balneare del nostro comune.
La proposta progettuale che i rendering mostrano sono solo un esempio di quello che si
intende perseguire per le sorti progressive del lungomare, in merito al quale
dibattevamo progettualmente già quando i nostri rapporti non erano quelli propositivi
tra colleghi, ma quello di professore-alunno desiderosi di essere utili culturalmente al
territorio garganico.

Gli incontri intercorsi tra le rappresentanze imprenditoriali, culturali, turistiche e i
redattori del P.U.G. sono serviti ad affrontare ad approfondire e recepire dal redigendo
strumento urbanistico generale questa proposta di riqualificazione urbana del
territorio comunale nel suo complesso.

Si pensa alla piazzetta antistante la torre dei Preposti come ad un nuovo fulcro di una
maglia di sviluppo urbano che si riappropria del territorio, con interventi di arredo
rivisto nei suoi elementi essenziali, una nuova illuminazione orizzontale e verticale
diffusa, dissuasori che ridefiniscano una più sicura pedonabilità e ciclabilità degli spazi,
nuove alberature contestualizzate, pavimentazioni e rivestimenti che vedano un uso
appropriato di lastroni segati o spaccati della nostra pietra locale ed infine nuove
rotonde e fontane illuminate.

Le viste renderizzate danno solo un’idea iniziale di quello che potrebbe essere un uso
diverso degli spazi antropici rimodulati a dimensione pedonale, di relazione ed
ecosostenibili, con un utilizzo pensato dei materiali.

Si possono intravedere, inoltre, collegamenti coperti verso fermate di bus-navetta, che
portano a nuovi parcheggi, il nuovo percorso tramviario che assicura uno spostamento
turistico panoramico e non inquinante, discese a mare con gradonate quali punto di
ritrovo ed aggregazione, passeggiate lungo i lidi su passerelle in legno, un nuovo e
necessario pontile.

Infine pensiamo, con le dovute riserve rappresentate dai lavori in corso dell’ANAS e delle
Ferrovie del Gargano, che un lungomare ben illuminato, senza l’attuale sede ferrata e
con una tranvia complanare e contenuta come sede di pertinenza, con un percorso
pedonale in doghe di legno ed uno ciclabile ben contestualizzati, con terrazzamenti
rivestiti in pietra di colture sempreverdi, con nuovi servizi idrico-igienici lungo il
percorso, il rivestimento in pietra degli attuali muri in calcestruzzo a ridosso della
spiaggia, un rianimato vigore imprenditoriale, un più competente e mirato interesse
politico, potrebbero generare un miracolo urbanistico che renderebbe giustizia alle
potenzialità turistiche e ricettive del nostro territorio fronte mare.

articolo a cura dell'Arch. Carlo A. Manicone e di Giuseppe d’Altilia

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