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4 Eventi del 2011 per conoscere Vico del Gargano

articolo di Gianni De Maso


Attualità 21/10/2011 12:38
4  Giugno, alla Biennale d'arte di Venezia, Anselm Kiefer, “IL sale  della Terra”
8  Luglio, al P.A.C. di Milano, “ Materia prima, Russkoe Bednoe.”
29 Luglio, al MAXXI di Roma, “Verso est”, Wuang Shu.
24 Settembre,  Arte Povera in Italia (Bologna, Roma, Napoli, Milano, Torino).

 Anselm Kiefer: “Il sale della terra”.

Il sublime cantore della materia modificata dal “Tempo” è Anselm Kiefer.
Le sue opere narrano l'epopea tremenda e potente, sofferta e meravigliosa, delle trasmutazioni della materia in racconti umani.

“IL sale della terra” è una fantastica opera nella quale occorre tuffarsi dentro per essere avvolti dalla materia mutata e per non essere più barbari verso la materia mutata  dal “tempo”nel nostro Gargano.

Le grandi lastre metalliche che pendono dallo stenditoio, nei Magazzini del Sale  a Venezia create per la 54ª Biennale d'arte, sono racconti umani che esistono anche da noi, nel nostro Centro storico.
 Le lamiere metalliche poste sugli architravi delle porte sono esempi di un minimalismo funzionale, modificate dal tempo hanno assunto forme surreali. Quelle in basso sugli zoccoli delle porte, martoriate dalle intemperie si sono arricchite dei grafismi dati dalla corrosione.

Il crudo “verismo iconografico” di Kiefer è, oggi, il continuum  del “verismo” ottocentesco dei Verga e degli Zola. Per vedere con gli occhi le scene di quei racconti letterari occorreva saper leggere.
Per vedere i racconti materici di Kiefer dovremmo avere le mani sporche di materiali impastati, tormentati, plasmati e negli occhi le centomila opere degli artisti astratto-materici del '900 che ci hanno permesso di vedere nuovi mondi. Soltanto allora, sentiremo vibrare quelle croste, dentro di noi.

Per vedere i racconti delle lamiere che sentiamo come nostre occorre fotografarle una per una, più volte, con diverse inquadrature, portale a casa e rivederle sullo schermo; sul computer si potranno ridisegnare le forme, evidenziare i particolari, focalizzare le esplosioni policrome delle stratificazione, perdersi nel pullulare dei frammenti subendone il fascino, cosa che la fugace visita sul posto non consente a lungo.
La nostra materia corrosa  potrà diventare un fatto di alta cultura se comparata con le opere contemporanee cosa che nessun pastore, nessun manovale, nessun “colto”nostrano “incolto”, potrà apprezzare se non si avvia a studiare l'architettura contemporanea dei “cor-ten” e a sperimentare l'arte dei materiali.

Le foto dell'opera di Kiefer scattate da Michele Crosera ci fanno sentire il profumo della ruggine, quello acre dei sali e la monumentalità compositiva della narrazione.  (video.corriere.it)   –(startbyle) ... Monumentalità utilizzata da Kiefer in molti lavori. Davanti al gigantismo dei “Sette palazzi celesti” in permanenza nell'Hangar della Bicocca a Milano  e in “Monumenta”, composta  nel 2007 al Grand Palais di Parigi, ci sentiamo piccoli ma attratti da quelle imponenti rovine. Titanica, però, non è soltanto l'opera di Kiefer ma titanico è il “Tempo”che sfalda, frantuma e fa vedere. “Le macerie, scrive Kiefer, rappresentano non solo la fine ma anche un inizio.... Le macerie sono come il fiorire di una pianta, il culmine radioso di un incessante metabolismo, l’inizio di una rinascita.....”
“Il sale della terra”  non va vista, come un'opera che fa riferimento al luogo che la ospita, ma come “sapienza”, e conoscenza da acquisire per tutelare e  progettare  sapientemente nei nostri luoghi storici  macerati dal “Tempo”.

Corten e ruggine storica
Ogni elemento di una Zona storica è considerato storico se ha più di cinquant'anni. L'età delle nostre lamiere la si vede dalla quantità di ruggine che le hanno modificate. Più ruggine, più rispetto, più tutela.
Da noi avviene il contrario più l'elemento è vecchio, più viene schifato e buttato nella discarica.
Il personalissimo giudizio estetico qui vale più dell'analisi storica. Questi pezzi di storia vanno lasciati là dove sono stati creati perché fanno parte della civiltà contadina di cui si sparla tanto, ma non si tutela nulla.
Il museo è il Centro storico con tutti i suoi elementi che vanno lasciati in vista per tutti.


Iconografia essenziale in

 http://garganoarchitecture.blogspot.com/

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