La ‘Mafia innominabile’ che sfigura e violenta la terra del Gargano
Domenico Seccia, Procuratore Capo di Lucera, ha presentato il testo edito dalle edizioni la meridiana-
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Altro che faida familiare o violenta contesa tra allevatori. Quella che sul Gargano in trent'anni ha seminato oltre trenta morti ed altrettanti feriti è una vera guerra di mafia. Famiglie che si ammazzavano e si ammazzano per il controllo del territorio, per il traffico di droga, per l'egemonia del potere. Un'escalation di morti e feriti che per comodità, per paura, solo di recente, anche per sentenza, è stata è stata riconosciuta per quello che è. Quella ‘Mafia innominabile' raccontata da Domenico Seccia, procuratore Capo di Lucera nel libro edito dalle edizioni la meridiana e presentato a Monte Sant'Angelo, città simbolo di questo santuario mafioso.
La ‘Mafia Innominabile' il procuratore Seccia la descrive attraverso un minuzioso lavoro cronologico e narrativo, condividendo documenti, testimonianze, estratti di sentenze. E' un libro che risveglia la coscienza, che ti sbatte in faccia un sentimento di paura. Ma soprattutto di verità. Agguati mortali nei bar, per le strade, tra la folla. E poi i colpi di fucile sparati al volto della vittima, quasi a certificare lo stampo di quella violenza che presenta i segni di qualcosa di più grande di una faida familiare.
Emiliano Moccia
www.spaziosociale.it
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