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FestambienteSud winter: mercoledì 4 visita al Santuario patrimonio Unesco e il film “Il paese delle spose infelici” con la presidente dell’AFC Gaeta

articolo di Comunicato Stampa


Attualità 04/01/2012 08:56
Dopo Rossana Casale nel primo giorno dell’edizione invernale di FestambienteSud, il festival nazionale di Legambiente per il Sud Italia, il programma della seconda giornata vedrà protagonisti il Santuario di San Michele Arcangelo divenuto patrimonio Unesco e il film “Il paese delle spose infelici” con il regista Pippo Mezzapesa e il presidente dell’Apulia Film Commission, Antonella Gaeta.

Dopo la prima giornata dedicata ai vini e al Nero di Troia, nella seconda celebriamo il Patrimonio Unesco e il giovane cinema pugliese, aiutato dalla preziosa attività dell’Apulia Film Commission. Dal giugno 2011 il Santuario di San Michele Arcangelo è divenuto patrimonio mondiale dell’umanità grazie alla presenza longobarda. Una preziosa opportunità per il nostro territorio, che ci deve spingere ad una maggiore conoscenza del patrimonio, per ricostruire la nostra identità a partire da esso” – dichiara Franco Salcuni di Legambiente.

Legambiente
, per celebrare questo importante traguardo, propone una visita al museo lapideo e alle cripte del Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo (Patrimonio UNESCO) guidati dal prof. Marco Trotta (storico) e da padre Ladislao Suchy (rettore del Santuario).  Per la visita, che è a ingresso libero, al fine di organizzare i flussi è necessaria la prenotazione (340.7633852).
 
Alle ore 20.00 invece, presso la Sala convegni della Biblioteca delle Clarisse, la proiezione del film “IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI”, il film tratto da un romanzo di Marco Desiati. Saranno presenti all’incontro il regista Pippo Mezzapesa e la sceneggiatrice Antonella Gaeta, Presidente dell’Apulia Film Commission (Ingresso € 3,00 - Info e prevendite, Edicola Scarabocchio 0884.562299 – 347.8549270).

Veleno (Nicolas Orzella) ha 15 anni e ha dei nuovi amici: Cimasa (Cosimo Villani), Capodiferro (Vincenzo Leggieri) e Natuccio (Gennaro Albano). Hanno un capo indiscusso, Zazà (Luca Schipani), autentico talento del calcio. Tutto cambia quando entra nella loro vita la bellissima Annalisa (Aylin Prandi), volando dall’alto di una chiesa, vestita da sposa.
Nel cast: Nicolas Orzella, Luca Schipani, Cosimo Villani, Rolando Ravello, Vincenzo Leggieri, Gennaro Albano.


“BACCO, LA MUSA E IL PATRIMONIO”
quattro giorni con Legambiente tra vini, arti e patrimonio UNESCO, a Monte Sant'Angelo dal 3 al 6 gennaio 2012

Il programma dei giorni successivi

5 gennaio

Ore 19 - presentazione del libro SCURRICULUM. VIAGGIO NELL'ITALIA DELLA DEMERITOCRAZIA, con l'autore ALBERTO FIORILLO.
Ore 21 - concerto di ALFIO ANTICO, Auditorium delle clarisse ingresso 6 euro.

6 gennaio

dalle ore 19 - nel Castello di Monte Sant'Angelo FESTIVAL DEL VINO, BACCO AL CASTELLO. serata di degustazione, ingresso 9 euro. Serata a cura di Ecogargano scrl e Sclow Food Foggia e Monti Dauni.

MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 2012
Ore 20.00
Sala convegni Biblioteca delle Clarisse
Proiezione FILM
“IL PAESE DELLE SPOSE INFELICI”

da un romanzo di Marco Desiati. Saranno presenti all’incontro il regista PIPPO MEZZAPESA e la sceneggiatrice ANTONELLA GAETA (Presidente dell’Apulia Film Commission)
Ingresso € 3,00
Info e prevendite – Edicola Scarabocchio (0884.562299 – 347.8549270)

A Martina Franca, il giovane Francesco detto Veleno è un ragazzino di buona famiglia che vive scrutando giorno dopo giorno i ragazzi dei quartieri popolari nei loro allenamenti a pallone e nei giochi all'aperto. Solo quando Zazà, il più grande e carismatico del gruppo, decide di testarne le capacità come portiere, Veleno comincia ad essere accettato e a passare i suoi pomeriggi in compagnia degli altri ragazzi. Durante uno di questi, assiste al salvataggio di una giovane vestita da sposa pronta a saltare dalla cima della chiesa del paese. La visione di quella ragazza bionda dai lineamenti dolci che si getta nel vuoto rimane impressa nei ricordi di Veleno e di Zazà, che da quel giorno tentano di avvicinarsi a lei e di scoprire il segreto della sua infelicità.
Negli ultimi anni la Puglia si è costruita come un luogo dell'immaginario legato ai racconti d’infanzia. Terre bruciate dal sole, dissetate dall'acqua e contaminate dai fumi delle industrie siderurgiche, che in film come Io non ho paura, Il miracolo o MarPiccolo diventano luoghi della memoria, spazi dove la perdita dell’innocenza si lega in maniera indissolubile a panorami litoranei squarciati da fumi rossastri e insalubri.
Nel lungometraggio d’esordio di Pippo Mezzapesa, gli ambienti di Martina Franca e di Massafra diventano un protagonista fondamentale all'interno di un racconto di formazione incentrato su due ragazzi provenienti da famiglie molto diverse. Da un bel romanzo scritto da Mario Desiati, il giovane autore di Pinuccio Lovero trae solo l’anima narrativa e la sensibilità per l'affascino: parola bellissima che in dialetto tarantino indica una maledizione, un incantesimo. Come quello che il personaggio di Annalisa, ninfa bionda votata all'autodissoluzione, è capace di esercitare su Veleno e Zazà; o come quello che i due giovani protagonisti vivono reciprocamente nel cercare, l'uno, di sporcarsi l’anima da bravo ragazzo e, l'altro, di scoprire che c’è per lui un destino diverso da quello del fratello spacciatore. O ancora, quello che riguarda tutte le giovani coscienze della provincia tarantina, su cui cadono i cascami di un pulviscolo impalpabile fatto di degrado urbano, declino culturale e qualunquismo politico.
È quest'ultimo particolare tipo di “affascino” ad essere impiegato da Mezzapesa in funzione degli altri due, attraverso un lavoro sull'immagine che privilegia gli effetti mnemonici e sinestesici. La storia dell'innocente triangolo fra Veleno, Zazà e Annalisa si costruisce infatti per piccoli sguardi, brevi squarci di esistenza legati dal filo rosso dei sentimenti e dei ricordi d'infanzia (soprattutto per chi è stato adolescente negli anni Novanta): la sensazione bruciante di un ginocchio sbucciato, l'odore di un campo appena arato, le luci e i suoni di un giro sul tagadà, l'eterno fascino di una Madonna laica dallo sguardo infelice. Momenti che segnano il primo passaggio all'età adulta e che affascinano e ammaliano il pubblico meno per le sfumature psicologiche che evocative, più per la loro forza “affascinatoria” che per un'eventuale compiutezza narrativa.



Per Info:
www.festambientesud.it

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