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La differenza tra Utile e Utilitŕ

articolo di Comunicato Stampa


Eventi e cultura 20/01/2012 12:01
L’economia sta generando la sterilità per effetto della modernità che ha come obiettivo il raggiungimento dell’utile confrontato continuamente dall’unità di misura che è la percentuale.

Imprenditori e famiglie si limitano a controllare il loro bilancio attraverso le passività, le attività, le entrate e le uscite. Si lavorano i prodotti più redditizi ed attuali, anche se inutili, purché competitivi sul mercato e che producano guadagno; vera teoria machiavellica, frantoio che frantuma la creatività, i valori umani, annulla tanti prodotti, tante specie di animali,  crea povertà e disoccupazione, il tutto per il raggiungimento del fine cioè dell’utile che poi verrà trasformato in denaro.

Colui il quale si affida al denaro viene tradito dal benessere, esso non è la ricchezza, è solo documento. La ricchezza è ciò che produciamo col nostro lavoro (produrre e scambiare, come un tempo avveniva col baratto) oggetti e servizi utili, creare senza distruggere nell’interesse collettivo. Questa è l’unica strada per produrre posti di lavoro; dobbiamo svuotarci le tasche di documenti che servono ad arricchire gli inventori che ci impongono i loro comandamenti con regole malavitose.

Dobbiamo impadronirci delle nostre risorse, della nostra vita e tutelare quella della comunità come si faceva un tempo. La vecchia economia deve ritornare pratica e semplice mirata alla qualità per  soddisfare tutti gli altri nel rispetto dei luoghi e del  tempo.

Il contadino seminava, secondo le caratteristiche del terreno, tutti i prodotti adatti alle stagioni: cereali (orzo, avena, grano tenero, grano duro,segale ecc.), legumi (fave, lenticchie, fagioli, ceci ecc.), da conservare e da consumare. Il pastore portava la propria mandria nei pascoli più vasti in modo da dare alle bestie la possibilità di scegliere l’erba preferita così  i derivati di quel latte erano più gustosi  e nutrienti.

Nelle piantagioni di viti e di ulivi c’erano diversi alberi da frutta che non subivano alcun trattamento chimico; è vero che i loro frutti si presentavano malconci e rosicchiati da insetti però la parte sana era genuina e ricca di vitamine.
Il commercio attualmente offre prodotti dall’ottimo aspetto inzuppati di veleni chimici tanto da essere rifiutati da insetti e da uccelli.

I legumi non vengono più coltivati perché danno poco reddito e richiedono molta lavorazione, lo stesso avviene  per alcune specie di animali. La stalla moderna attrezzata di macchinari riempita di una sola specie richiede poco lavoro e se gli animali vengono alimentati con prodotti chimici aumenta la produzione.   

Un tempo ad ogni cosa veniva applicata con passione, precauzione e professionalità.
Ricordo un episodio, che mi fa ancora riflettere,  manifestato subito dopo il  diciassette gennaio presso la località di Torre Mileto dove era impiantato il trabucco ancorato sulla roccia e costruito con pini d’Aleppo; a quell’impianto lavoravano quattro pescatori addetti alla manovra della grossa rete pilotata dal complesso funzionamento dell’argano.

I pescatori per quei giorni erano informatori di contadini, pastori ed allevatori cui trasferivano le notizie circa la previsione dei fenomeni atmosferici del nuovo anno; nel frattempo avveniva il baratto dei loro prodotti: pesci con formaggio, pesci con legumi, pesci con olio e vino, pesci con uova e pollame, il meglio della propria produzione suggerendosi i metodi di conservazione e di consumo basati sull’ esperienza acquisita.

I quattro uomini osservavano il periodo che va dal 13 dicembre (Santa Lucia, il giorno più corto dell’anno che ci sia) al 17 gennaio (Sant’Antonio Abate, a Sant’Antono s’allunga il giorno di un’ora), tutti i fenomeni atmosferici delle fasi lunari con i detti: luna mancante, gobba a levante (ad est dove sorge il sole); luna crescente, gobba a ponente (ad ovest dove tramonta il sole).

Erano consapevoli che il sole  d’inverno nasce più a sud mentre in estate più a nord.
Osservavano i fenomeni atmosferici nella fase della luna piena e del giorno del solstizio.
Confidavano la loro incertezza per l’anno bisestile in quanto il solstizio ritardava di sedici ore rispetto agli altri anni sballando i loro calcoli.

I fenomeni atmosferici delle due fasi di luna calante dovevano verificarsi pressappoco simili nei periodi autunnali ed invernali mentre quelli che si verificavano nelle due fasi di luna crescente dovevano essere simili  a quelli dei mesi primaverili ed estivi (definizione antica delle calende).
In base al loro metodo di confronto e di osservazione avanzavano previsioni del tipo: periodo di pioggia, periodo di siccità, periodo ventoso, periodo temporalesco, periodo di neve.

Il contadino approfondiva l’andamento del periodo di raccolta e di semina per il frumento, per le olive e per l’uva, mentre gli allevatori il periodo di siccità e di nevicate.
Poi tutti con le braccia e lo sguardo rivolto al cielo finivano col dire: “sarà come Dio vorrà”;
erano coscienti che le: siccità, alluvioni, pestilenze, incendi, disgrazie e buoni raccolti facevano parte del disegno divino. Essi anche con le cattive notizie si applicavano con sempre maggior impegno e con spirito di sacrificio alla propria attività offrendo un servizio qualitativo onde generare cose utili da mettere a disposizione della collettività.
L’agricoltura biodinamica ritorna alla ribalta, non è altro che il vecchio metodo con cui in passato  effettuavano le coltivazioni e di come si allevava il bestiame.
Tante piante,  tanti alberi e tanti animali come una volta, una specie protegge l’altra e viceversa.

Gli antichi appoggiavano su un mobile di legno pregiato una piccola composizione di pino perché l’odore della sua resina allontana i tarli dal mobile.
I fiori dell’ortica e tante altre piante allontanano i parassiti dagli ulivi, le piante delle fave
danno vigore alle piante delle viti perché le radici sono ricche di fosforo, inoltre rendono più dolce e fertile il terreno, così come la biada; le foglie dei pomodori allontanano i bruchi dalle piante di broccoli e verze, così  alcune specie di animali in via di estinzione che regolano l’equilibrio della fauna.

Gli animali utilizzati per l’agricoltura producevano: (latte e derivati, carne, incrementavano la razza, producevano il letame per fertilizzare il terreno, non inquinavano e il loro mantenimento costava poco), sono stati sostituiti da macchinari con più costi di (acquisto, fondo di ammortamento, spese di manutenzione, spese di funzionamento, olio, benzina, nafta, gasolio, alto tasso d’inquinamento ed il letame è stato sostituito dai concimi chimici per fertilizzare il terreno ). Il nuovo sistema per aumentare la produzione ha ridotto la qualità e tolto dal mercato prodotti utili con poca redditività.
 
Utile = grandezza finanziaria (denaro o crediti di finanziamenti) prezzo di realizzo al netto dei costi: energia di tanti,  - unico beneficiario -.

Utilità = felicità
, benessere (cultura, aggregazione, arte, ricerca etica e spirituale) innalzamento della qualità della vita,  - tanti  i beneficiari -.

articolo a cura di Antonio Monte 
da Milano

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