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Una meravigliosa macchina della solidarietà

Vico del Gargano risponde alla grande: grazie!
articolo di Comunicato Stampa


Attualità 30/01/2012 16:43
Lunedì 30 gennaio - ore 7.50

Mi squilla il cellulare. E’ la mia amica. Rispondo. Io con un po' di timore, la prima cosa che dico è : “Cosa è successo?” E lei dall’altra parte: “Bisogna contattare i volontari dell’Associazione Benefica di Padre Nicola. Occorrono indumenti e coperte. C’è stato uno sbarco di clandestini questa notte. Sono tutti bagnati…infreddoliti. Ora si trovano presso la sede delle Giacche Verdi, qui a Vico. Sono stati i primi ad accoglierli. Sbrigati ci vediamo tra un pò”.
Il tempo di vestirmi e la mia amica passa a prendermi.
Arriviamo. Lì trovo i volontari delle Giacche Verdi, le Forze dell’Ordine, 118, rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Vico del Gargano, i volontari dell’Associazione Benefica della Divina Carità…tutti insieme per unico scopo, quello di aiutare quei ragazzi, senza chiedersi chi fossero, ma semplicemente:  “Cosa serve?”  Di cosa hanno bisogno?”
Pochi attimi e si è messa in moto la Macchina della Solidarietà di Vico del Gargano.
Erano circa una cinquantina di ragazzi, dai 16 ai 20 anni. Alti, magri….spaventati, disorientati…
E nei loro occhi grandi, scuri, profondi si leggeva a chiare lettere il loro grido di AIUTO.
Non si parlava la stessa lingua, ma si riusciva lo stesso a comunicare. Perché il linguaggio del cuore non conosce alcun ostacolo di comprensione.
Tutti senza sosta hanno dato il proprio contributo, dai volontari delle Associazioni, i commercianti fino ai cittadini vichesi. Altrettanto significativa è stata la presenza della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana di Ischitella.
La generosità si è estesa a macchia d’olio. Nessuno si è tirato indietro. Ripeto. NESSUNO.
Vestiti, giubbotti, coperte, biancheria, scarpe.  Ancora, latte caldo, biscotti, dolci, thè, acqua…
In situazioni del genere, prendi consapevolezza che di fronte al dolore, alla sofferenza, alla disperazione siamo tutti uguali. Perché siamo tutti sotto lo stesso cielo. Semplicemente.
Perché siamo tutti figli di Dio.
E questa giornata dal cielo plumbeo, uggiosa, improvvisamente si è colorata perché vedere che questi ragazzi per ringraziarti, ogni volta che rispondevi alle loro esigenze, portavano la mano sul cuore, si inchinavano ed esclamavano: Thanks!
E’ motivo di soddisfazione osservare come in una società che si rivela sempre più individualista ed egoista, dove sembrano contare solo falsi valori, dove molti stranieri sono trattati con diffidenza, pregiudizio ed ostilità, dove chi è considerato “diverso” non viene rispettato, ma solo offeso e deriso, ci sia ancora spazio per la solidarietà.
Finalmente c’è qualcosa di cui vantarsi, a prescindere da ogni forma di retorica o di moralismo.
Ogni tanto penserò ai loro occhi che mi guardavano…”Quegli occhi grandi, scuri, profondi…”
Chissà che sarà di loro, del loro futuro, della loro vita…
Avrei voluto dire loro di non perdere mai la forza di lottare, di avere la speranza che un giorno quella porta, la famosa porta di una vita migliore possa aprirsi anche per loro.
Sono orgogliosa si essere ITALIANA-MERIDIONALE-DELSUD-“TERRONA”-PROVINCIALE-GARGANICA. Sono fiera di essere una cittadina di VICO DEL GARGANO.
Grazie Nunzia per avermi chiamato.
Grazie a tutti per la vostra preziosa collaborazione.

Maria Grazia Tartaglione

___________________________

Il pronto intervento Vichese


L’articolo descritto dalla Sig.ra o Sig.na Maria Grazia Tartaglione, appena pubblicato sul sito di Fuoriporta.info dal titolo “una meravigliosa macchina della solidarietà”, ha riscattato il nostro territorio dalle brutte notizie che di tanto in tanto tentano di oscurarlo.

Il componimento così ben esteso con tutti i suoi dettagli fa rivedere nell’immediato i corpi scarnati e infreddoliti di quei giovani ricoperti da i pochi abiti bagnati e sbiancati dalla salsedine, così il loro sguardo smarrito e la tonalità del ringraziamento. Ho provato le stesse sensazioni di quando scolaro studiando i moti rivoluzionari sostenevo l’ideale di tanti patrioti che per evitare minacce repressive erano costretti a lasciare la nostra Italia.

Un nostro Patriota ha descritto che l’angoscia del duro viaggio, la tristezza della lontananza facevano parte del disegno Divino così come ogni nostro destino. 
Un tempo, il suono delle campane faceva radunare i cittadini per soccorrere e dare il sostegno alle persone in difficoltà; così ho immaginato il pronto intervento ai naufraghi da parte dei Vichesi.

La popolazione del Gargano risponde sempre con energie e con opere fattive ai richiami impellenti perché è nella sua indole, senza discriminare la razza, la cultura, la religione di altri popoli soprattutto se disagiati; per questo sono fiducioso che saprà riscattarsi dai brutti momenti.

Sono anch’io fiero di essere nato nello Sperone; mi sono trasferito a Milano per motivi di lavoro ma il mio cuore ha la residenza stabile presso il Promontorio.
Pochissime volte ho preso del terrone da qualche persona poco intelligente, la mia pronta risposta (ognuno è terrone di qualcuno come i padani degli svizzeri) non ha permesso loro di bissare. Alcuni mesi fa in certi lidi dell’Italia e in quelli di Malta non è avvenuto il pronto intervento così accogliente e tempestivo come adesso,  tanto da ……..

Sapore di sale sapore di Fede


Addio Africa spaccata dall’arsura,
è la guerra che fa paura,
ti lascio per l’altra realtà
dove regna da tempo la civiltà,
dove l’acqua è corrente
e se ne spreca tanta per pulirsi il dente,
dove unta è la pietanza
e di avanzi in abbondanza.
Parto con il mio bambino
l’accompagno al sicuro destino.
Tutto ho dato a Caronte
per portarci sulle nuove sponde.                                          
Giorni e notti a solcare l’infinito vetro
mai ci siamo voltati indietro
e quando l’onda bagna il pargoletto,
si asciuga al mio petto
e ne gusta il sapore del sale
fino a che il sonno l’assale.
Nel mentre appare il litorale
infuria il temporale;
cielo e mare fan girotondo
trascinando il bimbo a fondo
e mi ritrovo distesa sul lido
senza fiato per il grido,
tanti sguardi della civiltà
che scrutano il mio senza pietà,
quella folla mi urla attorno
additando il sentiero, quello del ritorno.
Tutto ho assaporato io,
tutta la volontà del buon Dio.


articolo a cura di Antonio Monte

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