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Vico del Gargano: Progetto di MUSEO DELLE STORICHE AGRICOLTURE

I sistemi agricoli tradizionali del Gargano
articolo di Comunicato Stampa


Attualità 08/02/2012 12:42
Premessa

Il territorio di Vico e del Gargano in generale è ancora oggi segnato da un modello di produzione agricola noto come tradizionale (e più recentemente storico) nel corso degli anni 50/70 del 900 gradualmente marginalizzato e abbandonato in seguito al progressivo affermarsi delle agricolture intensive. Ciò nonostante queste forme di produzione agricola continuano a sopravvivere; costituiscono infatti, una parte considerevole del tessuto
territoriale non solo italiano ma anche dell’Unione europea: le colture praticate per secoli, il rapporto uomo-ambiente che ne costituiva sostanza e sfondo erano risposte a sfide concrete, tanto più "razionali" quanto più le condizioni ambientali e le tecniche erano povere.
I termini “tradizionale” o “storico” sottolineano oggi la valenza culturale di questi antichi sistemi di produzione agricola (o agropastorale nel caso del Gargano), poiché si sono rivelati portatrici di valori sociali, ambientali e soprattutto di conoscenze agronomiche (specie e varietà coltivate, tecniche produttive) e tecnologiche ( trasformazione e conservazione dei prodotti). Queste conoscenze rischiano oggi di perdersi per ovvie ragioni (mancanza di produzione letteraria) per cui lo studio, la ricerca si stanno rivelando come momenti strategici per non disperdere conoscenze, meccanismi adattativi, risorse che questi modelli agricoli ancora conservano. La loro valenza è anche di natura ambientale: in essi si è potuto comprendere come le attività dell’uomo e quelle della natura hanno creato funzioni ecologiche (es. corridoi ecologici) che governano la presenza, la distribuzione e l’abbondanza di specie, pertanto la loro conservazione è obbiettivo anche di organismi internazionali (UNESCO). Ma il valore è soprattutto un altro e risiede nell’eredità fondamentale che i sistemi agricoli tradizionali ci consegnano:
conoscenze utili a “modellare” agricolture sostenibili e non solo; ad esempio la diversità colturale come forma di adattamento alle diverse disponibilità naturali degli ambienti, la conservazione della fertilità, equilibri idrogeologici, ecologici, ecc. In questo ambito di questioni che suscitano oggi crescenti interessi scientifici, si inserisce il percorso progettuale in esame finalizzato a realizzare uno specifico spazio museale sulle tematiche
poste nel noto Trappeto Maratea di proprietà della Famiglia Pasquarelli, oggi gestito dalla PRO LOCO di Vico del Gargano. Per il raggiungimento degli obbiettivi progettuali assumono fondamentale importanza le dirette testimonianze di pastori, contadini, artigiani, e, soprattutto, la possibilità di poter disporre di reperti (arnesi, utensili, attrezzature) per ricostruire, reinterpretare e rappresentare il patrimonio di tecniche e conoscenze
prodotte dal sistema di produzione agropastorale del Gargano.

Finalità

Avviare una collezione di reperti (arnesi, utensili, attrezzature) nel Museo Trappeto Maratea, straordinario sito di Archeologia industriale (fabbrica dell’olio garganico), per caratterizzarlo a MUSEO DEI SISTEMI AGRICOLI TRADIZIONALI DEL GARGANO,
nel contesto delle storiche agricolture mediterranee.

Obbiettivi

Valorizzare a fini scientifico-didattici e turistici il Trappeto Maratea a spazio museale per ricostruire (techa di reperti), e raccontare (poster, video, guide, ecc.) i saperi del modello agricolo che ha caratterizzato storicamente il Promontorio del Gargano.

Contenuti


Tutti i sistemi agricoli tradizionali, in Italia, così come in Europa hanno in comune i contesti fisiografici, cioè territori a morfologia collinare e montana (le aree pianeggianti erano
spesso malsane, inospitali). Le differenze, bioclimatiche in primo luogo, hanno determinato una varietà di indirizzi colturali e di conseguenza un’incredibile diversità di sistemi di produzione, poiché ognuno adattato a specifici contesti ambientali. La specificità del sistema agricolo garganico è conseguente a un contesto ambientale carsico, con suoli poveri, ricchi di scheletro e soprattutto tendenzialmente aridi, per la mancanza assoluta di
corsi d’acqua. L’indirizzo produttivo prevalente è stato il pascolo, forma arcaica di produzione agricola; nello stesso tempo attraverso un incredibile investimento di solo lavoro si sono realizzati anche nel Gargano condizioni strutturali per due assetti produttivi fondamentali: il seminativo e la coltura arborea, la prima per le produzioni cerealicole (grano, orzo, mais, avena), l’approvvigionamento di proteine vegetali (fave, fagioli, ceci, cicerchie); la seconda per la produzione di grassi vegetali (olio d’oliva) e frutta (fruttiferi vari). Nel contempo acquisisce un ruolo affatto secondario, la produzione vinaria. Pertanto sono maturate conoscenze specifiche per le produzioni (cereali, frutta, uva, legumi), la trasformazione dei prodotti (industrie olearia, vinaria) e la loro conservazione (tecniche di
essicazione, conserve). Le conoscenze di base hanno riguardato in primo luogo le tecniche di lavorazione del terreno: la natura dei suoli (poco profondi, pietrosi) hanno imposto in molti casi i sistemi cosiddetti “ a zappa”; trova posto, ovviamente, anche
l’aratro, ma almeno fino all’immediato dopoguerra è un “aratro a chiodo” a struttura legnosa (aratri con vomere si affermano sono a partire dagli anni 50/60 del 900).

Per ciò che riguarda invece le tecniche di trasformazione dei prodotti si realizzano materiali locali (legni di faggio, acero), una conserie di attrezzature (torchi per l’estrazione
dell’olio, vino) con modelli differenti ma tutti di straordinaria efficienza.
Per ricavarsi da un promontorio carsico le necessarie parcelle di suolo coltivabile si sono
resi necessari massacranti lavori di spietramento utili poi a realizzare l’incredibile
e interminabile rete di muretti a secco a difesa dei suoli e soprattutto per la
regimazione dei pascoli e dei possessi.
Uomini, animali domestici (cavalli, asini, muli) e buoi sono le uniche energie investite. Tutti
ricavano l’energia necessaria allo svolgimento dei loro compiti nutrendosi dei prodotti
agricoli che contribuiscono a generare. L’unica fonte energetica esterna sui cui si regge il
sistema è quella del sole, ma tutto funziona solo attraverso la messa in atto di conoscenze
imparate dall’ambiente, in relazione alle sue risorse e ai suoi limiti.


Conclusioni

I sistemi agricoli tradizionali in fin dei conti hanno garantito la sopravvivenza a una moltitudine di comunità rurali sparse lungo tutta la penisola Italiana.
Nel Gargano il modello agropastorale continua a sopravvivere dimostrando notevole capacità di resilienza e costituisce ancora un’importante fonte di lavoro e di reddito.

Contributi necessari

La riuscita del progetto è legata necessariamente alle sensibilità di contadini, pastori, cultori, studiosi perché mettano a disposizione, saperi, conoscenze, arnesi, attrezzature delle produzioni agricole tradizionali di Vico o in generale del Gargano.

Ente promotore e gestore

Pro Loco di Vico del Gargano
Presidente Titino DEL CONTE

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