San Valentino
Patrono di Vico del Garganoarticolo di Michele Lauriola
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Eventi e cultura 11/01/2008 11:20
Nel XVII secolo gran parte dell'economia vichese si basava sull'agrumicoltura. Le colture intensive e la creazione e l'apertura di mercati nuovi anche esteri (Venezia e Dalmazia) crearono un diffuso benessere del quale tutti beneficiarono, purtroppo prescindendo da altre analisi, un fattore negativo, che non dipendeva dalla volontà umana, interferiva con l'evidente benessere mettendolo talvolta in serio pericolo: i venti di tramontana, contro i quali poco o nulla potevano le fitte siepi frangivento di alloro, e le gelate improvvise mettevano in pericolo il raccolto sperato; contro questi nemici non v'era ovviamente rimedio se non quello d'invocare e sperare nell'aiuto divino. Intermediario divino e patrono della cittadina era allora S. Norberto di Xanten, l'evangelizzazione degli Slavi di Polonia e primo vescovo di Magdeburgo, riconosciuta capitale spirituale di tutti gli Slavi. Facile arguire come il culto di S. Norberto fosse stato introdotto dagli Slavi, fondatori della cittadina. Si andò così creando un movimento sempre più forte di opinione orientato verso un protettore meno “estivo” e che si potesse festeggiare ed invocare allorquando i giardini avevano maggior bisogno di aiuto non umano, cioè d'inverno.
Dopo infinite vicende, ai Vichesi fu finalmente concesso dal Papa Paolo V di adottare un nuovo patrono. Secondo la tradizione, sembra che sia stato "Valentino a scegliere i vichesi e non viceversa", nelle catacombe romane dove si era recata la delegazione di notabili per procedere all' “adozione di un martire patrono”, il capo di essa urtò contro un braccio sporgente da un loculo. Ebbe la sensazione di essere stato fermato. Era il braccio di S. Valentino che assieme ad altre reliquie fu prelevato e portato in pompa magna a Vico del Gargano dove lo attendeva la Chiesa Madre stracolma di arance e limoni offerti alla vista e all'attenzione del nuovo patrono perché fosse tangibile e evidente ciò che la gente si aspettava da lui.
Era il 14 febbraio del 1618.
Per Info: Biblioteca Comunale tel. 0884/994666
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