Vico del Gargano
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Attualità 01/07/2008 16:34
Nel mese di Giugno si sono conclusi la maggior parte dei PON, progetti scolastici che prevedono la presenza di esperti nelle materie oggetto di approfondimento. Uno dei PON ai quali sono stato invitato a partecipare come esperto di storia locale è stato realizzato a Vico del Gargano, presso la scuola M.Manicone, con la collaborazione di due tutor d’eccezione: la prof.ssa Giovanna Fini e la prof.ssa Porzia Raspone. Il progetto, dal titolo “Il passato racconta”, si è concluso con la pubblicazione di una ricerca etnografica che riguarda la cittadina di Vico del Gargano. Nella ricerca, molto approfondita dal punto di vista storico-mitologico, sono emerse delle scoperte che cercherò di sintetizzare in questo articolo:
- Vico del Gargano è caratterizzato dalla sacralità del rito funebre, se è vero che da tempo immemore il suo sito è stato scelto quale luogo di sepoltura;
- i Riti della Settimana Santa rappresentano per i cittadini di Vico il punto di incontro tra la sacralità del rito funebre (la morte di Gesù) e la sacralità del rito religioso, evidenziata dalla presenza di ben 13 Chiese e 5 Confraternite;
- Vico del Gargano, per queste prerogative, rappresenta la via d’accesso agli inferi, e ciò trova conferma nel fatto che la Foresta Umbra, che si trova alle sue porte, nasconde nel suo etimo la caratteristica ombrosa e sotterranea di quella zona;
- Vico del Gargano, a livello cosmogonico, è la parte ctonia di Monte Sant’Angelo, “Casa di Dio e porta del Cielo”, infatti geograficamente Vico si trova alle spalle di Monte Sant’Angelo, per cui se quest’ultima è sede di una sacralità manifesta e apollinea, Vico è il luogo di una spiritualità più terrena e dionisiaca;
- l’opposizione di Vico a Monte Sant’Angelo ci fa presagire una possibile “via umbra”che termina a Vico del Gargano, in contrapposizione della “via sacra” o “francigena” che ha come meta Monte Sant’Angelo;
- precedentemente al culto di San Norberto, antico protettore di Vico imposto dai cistercensi, vi era proprio San Valentino, l’attuale protettore, reintegrato nel 1618 in occasione dello sviluppo dell’agrumicoltura sul Gargano;
- prima dell’arancio, la pianta-totem di Vico era l’alloro, che ancora adesso si porta in processione a San Valentino e con la quale si addobbano le strade e la Chiesa Madre;
- l’alloro, che ci riporta mitologicamente a Dafne, è emblema di rigenerazione sacra e non di morte in quanto la pianta è verde in tutte le stagioni dell’anno, per cui il culto di San Valentino può essere letto come culto rigenerativo di cui l’amore è la linfa;
- i momenti religiosi più importanti sono caratterizzati dal canto: a Natale, dalla cantata al Presepio allestito davanti alle case, a Pasqua, nel giorno del Venerdì Santo, dai canti delle Processioni ed infine nell’euforia collettiva di “Viva la Croce”;
- le madonne autoctone, come la Madonna del Rifugio o Santa Maria Pura, nascondono nell’etimo un rapporto con gli inferi, se per rifugio intendiamo una località nascosta e quindi sotterranea, e per pura intendiamo il riferimento all’acqua sorgiva che scorre abbondante in località di Vico;
- in epoca precristiana, con molta probabilità, Vico era un luogo in cui si professava la religione orfica e San Valentino si è sovrapposto proprio al culto di Orfeo, il più famoso poeta e musicista della mitologia, mentre la Madonna del Rifugio potrebbe essere proprio una sovrapposizione cristiana di Euridice. Infatti sia San Valentino che Orfeo sono protettori degli innamorati e la Madonna del Rifugio segue in processione, per tutte le strade del paese, la statua di San Valentino, ricalcando le orme della discesa agli inferi di Orfeo.
Colgo l’occasione per augurare una buona vacanza a tutti gli alunni coinvolti nel progetto nonché al Dirigente Scolastico e alle meravigliose tutor che mi hanno spianato la strada della ricerca.
a cura del Dott. Donatacci Giuseppe
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