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L'istruzione scolastica a Vico del Gargano

Dalle scuole rurali al Ginnasio
articolo di Flavia Sciotta


Eventi e cultura 16/01/2008 10:32
Nell’archivio comunale di Vico del Gargano è presente, nella sezione storica e in quella di deposito, un carteggio sulla scuola. Le fonti, per la censura, più abbondanti nell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, sono esigue durante il Fascismo.
Motivi che rendono difficoltosa una ipotetica ricostruzione storica.


I primi documenti analizzati cronologicamente riguardano le scuole rurali. Le pressanti richieste per l’apertura di scuole a San Menaio  e al “Bosco di Cumbra”  fanno rilevare un’economia povera, decentrata nelle campagne con una popolazione scolastica poco stabile, legata alle possibilità lavorative delle famiglie contadine. Queste oscillazioni le ritroviamo soprattutto nelle scuole rurali di Calenella e di San Menaio che dal 1936 al 1941 videro l’altalenarsi del numero di iscritti  e conseguentemente la chiusura di una delle due scuole. Le spese necessarie per gli affitti dei locali, spettavano al comune dietro ordinanza del Prefetto di Foggia, mentre l’istituzione della scuola spettava all’Ente Pugliese di Cultura, previa autorizzazione del Ministero dell’Educazione Nazionale.


Il 5 ottobre del 1931 , l’Ente prospetta al Podestà di Vico la disponibilità di 80.000 lire da utilizzare per la costruzione di un edificio scolastico a San Menaio, che comprendeva due aule più l’alloggio per le maestre. L’anno successivo lo stesso Ente sollecita il Podestà ad attrezzare un giardino accanto alla scuola, per far si che gli insegnanti e i tecnici agricoli potessero svolgere lezioni sperimentali di coltivazione al fine di “migliorare la produzione nazionale” .


Poche sono le notizie che riguardano l’istituzione dell’asilo a Vico del Gargano. Il 20 giugno 1937  il Podestà riattivava, dopo due anni, l’asilo infantile, stabilendo una convenzione triennale con l’Ente Pugliese di Cultura (il impegno di versare la quota di lire 8000 annui e procurare i locali per il funzionamento dell’asilo). L’Ente assicurava l’apertura della scuola dal 1 ottobre al 30 giugno e nei mesi estivi eccezionalmente (dietro compenso dell’O. M. N. I.) si prodigava di provvedere al pagamento dei due insegnanti, del personale, dell’arredo dei locali e del materiale per la refezione per un numero massimo di 140 bambini. Le condizioni economiche del comune,  peggiorarono in concomitanza dell’economia di guerra: nell’ottobre del 1940 l’Ente su richiesta del Podestà riduceva la scuola materna ad una sezione, dimezzando automaticamente il numero dei bambini assistiti da 130 a 65, in questo modo il sussidio da pagare da parte del comune era di lire 4000 . Nel 1942 il Podestà scrive al Prefetto difendendosi dalle accuse d’insensibilità verso i problemi dei bambini, rendendo nota un situazione deficitaria del comune con un disavanzo di lire 350000 e che era in attesa dei provvedimenti di integrazione ministeriale . La difesa del podestà diventa un’accusa nei confronti di una burocrazia statale che da una parte, con l’Ente, chiede ai comuni d’incrementare notevolmente i contributi, dall’altra, non aiuta i centri più poveri.


Un iter non meno interessante, segue l’istituzione del ginnasio a Vico del Gargano. Nel 1929, attraverso un verbale di deliberazione del Podestà , veniamo a conoscenza dell’esistenza di un Ginnasio Integrato, ottenuto grazie al responso favorevole da parte dell’Istituto Nazionale per l’Istruzione Media e all’autorizzazione del Provveditore agli studi. Le spese per il mantenimento della scuola erano detratte dalle quote che gli alunni versavano al momento dell’iscrizione, il comune invece doveva provvedere alle spese di cancelleria, pulizia, riscaldamento dei locali utilizzati, siti nell’edificio scolastico. Alla stessa delibera era allegata una relazione in cui si sollecitava il Podestà affinché incentivasse gli alunni dei comuni limitrofi a frequentare il liceo, facilitando il loro accesso attraverso un servizio automobilistico o ferroviario gratuito o con l’istituzione di un collegio, al fine di garantire un numero adeguato di iscritti, indispensabile alla conservazione della scuola. Dal verbale della delibera del 1932 risultava che il numero degli iscritti nel primo anno scolastico era di 48 alunni e il comune aveva dato un contributo del valore di 2000 lire, il secondo anno il contributo era aumentato a lire 3900 per far fronte al mancato pagamento delle tasse da parte di alcuni alunni bisognosi. La riduzione degli iscritti a 23 unità nel 1932 imponeva al comune un incremento dell’importo che raggiungeva la cifra di 3900 lire .
La situazione andò alla deriva e nel  1936 venne disposta la chiusura definitiva del ginnasio privato . Il 10 gennaio del 1938 il Provveditorato agli Studi sollecita il Podestà a procedere alla chiusura del ginnasio privato “Michelangelo Manicone”  nel caso fosse stato “abusivamente aperto”, nonostante il decreto del 3/7/1936 ne avesse stabilito la chiusura.


Dopo meno di due mesi il Podestà veniva informato dall’E.N.I.M. sull’applicazione del disegno di legge del Ministro Bottai riguardo alla  Scuola Media Unica che l’Ente in via sperimentale “oltre a gestire, per delega dello Stato, delle Province e dei Comuni, istituti di istruzione media, accoglierà, in veste di associati quegli altri istituti gestiti da privati”  ne garantiva  la realizzazione. Il Podestà accetta l’offerta, ritenendo Vico del Gargano “per la sua particolare ubicazione ed importanza di popolazione il più indicato per un istituto del genere, il quale riuscirebbe della massima utilità anche per i vicini comuni di Peschici, Rodi Garganico, Ischitella, Carpino e Cagnano Varano” .
Il Ginnasio Parificato intitolato “Arnaldo Mussolini”, su proposta del Collegio dei professori , sembrava dovesse avere una migliore fortuna, ma questo nuovo “battesimo” non modificò la tormentata storia del Ginnasio che vide negli anni a seguire l’amministrazione comunale sempre più insolvente nei confronti dell’ENIM .

Lo scoppio della guerra e la partecipazione dell’Italia nel 1940 distolse l’amministrazione comunale e i cittadini dai problemi dell’istruzione, trascinandoli nella tragedia dell’evento bellico più rovinoso del Novecento.

A cura del Laboratorio di storia locale del Liceo Ginnasio "Virgilio" coordinato dalla prof. Rosa Cardone.

Per info: Liceo Ginnasio Virgilio te. 0884/991220

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