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GIUSEPPE “DENTI STORTI”

Uno spaccato di vita paesana
articolo di Grazia D'Altilia


Attualità 22/07/2008 19:12
In paese c’è una piazza dove ogni mattina, eccetto domenica e festivi, ci si reca a fare la spesa.
C’è movimento, un formicaio in piena attività, scambi di generi alimentari e denaro tra stropiccio di buste in plastica e tintinnio di monete, un chiedere e un avere, un dare e un prendere, un guardare, un cercare, un contrattare, un guadagnare e uno spendere, un vociare; in piazza, avviene anche lo smistamento mattutino delle notizie più recenti: “Ultima ora” o “Prima Edizione del TG locale”, come meglio si preferisce; identico il significato.
Ogni mattina c’è una nuova. Di scarsa o grande importanza. Di interesse pubblico o frivolezza privata. Da uso ascolto e butto via o penso e traggo riflessioni. Il tutto nel vociare bisbigliato delle comare e dei compari che offrono sottofondo agli strilli pubblicitari degli ambulanti. E’ il paese. Dove si argomenta circa la vita e circa la morte…

“Buongiorno, comar Antonia, come va stamattina?”
“Beh, non c’è male; qualche acciacco, ma bisogna sempre dire <grazie a Dio >”
“E’ vero. E’ proprio così. Finché si va dal medico e si torna a casa è sempre mezzo guaio!”
“I dolori, le malattie, le disgrazie toccano a noi, a noi vivi. A proposito, hai sentito di Giuseppe <Denti storti >?
Ieri sera tardi, gli è venuto un dolore forte al petto ed è morto ancora prima che arrivasse il dottore.”
“Giuseppe <Denti storti >? E chi è? Lo conosco?”
“Come non conosci Giuseppe < Denti storti >? Ma che dici! Aspetta che ti faccio capire. Hai visto Maria che ha il negozio di alimentari per la via che porta alla mia campagna? Beh, il suocero, quel signore che guida una Panda verniciata metà bianca e metà blu…”
“..che dieci giorni fa è andato a sbattere contro il palo della luce?”
“Si, proprio lui. Allora, la sorella Mimina, che si veste con  gonne lunghe fuori moda e le scarpe del 1300?”
“..e che ha i capelli a < nido d’uccelli >, crespi, mezzi grigi e tutti arruffati a qualunque ora della giornata?”
“Hai visto che stai capendo..beh, il marito, proprio il marito.”
“Il marito però non ce l’ho presente.”
“Dai Giuseppe < Denti storti >?  Una parente, se non sbaglio, una cugina, è la signora che abita al secondo piano del palazzo di fronte al tuo.”
“Stamattina, però, prima di uscire, l’ho salutata che batteva il tappeto sul balcone.”
“Pare che non si parlino da quando hanno litigato per non aver diviso giusto spese di frantoio. Così si dice, almeno…”
“Comar Antonia, proprio non mi viene!”
“E’ impossibile; è davvero impossibile! L’anno scorso faceva parte della commissione per la festa di San Rocco. Durante la processione era tra quelli che raccoglievano le offerte.”
“Ma erano in tre.”
“Dunque, cerca di ricordarti. Era quello con i capelli un po’ bianchi e un po’ neri, con gli occhiali e il labbro superiore sollevato per via dei suoi denti storti lunghi e gialli.”
“Era quello robusto?”
“Robusto? Grasso vuoi dire. La cintola dei pantaloni non si vede per quanto la pancia strabocca.”
“E al colletto della camicia portava annodata una cravatta giallo canarino con dei disegnino blu?”
“Si, si esatto!”
“Sai, quella cravatta mi è rimasta impressa; spiccava anche tra la folla, dava proprio all’occhio. Peggio che essere accecati dal sole.”
“Hai ragione. Quindi Giuseppe < Denti storti > è precisamente quel signore.”
“Ed è morto improvvisamente per un dolore al petto? Avrà avuto un infarto. La televisione raccomanda spesso di fumare e di mangiare con moderazione. E a giudicarlo dall’esterno, non doveva conoscere moderazione.”
“Però non è detto, perché il cugino del fratello dell’amico di mio marito non fumava, non beveva ed era magro come un grissino…eppure se ne è andato pure lui!”
“Si vede, comar Antonia, che quando arriva l’ora, nessuna accortezza può ritardare la morte. Si muore e basta. Fumo o non fumo. Vino o non vino. Grasso o non grasso.”
Tali erano i discorsi delle due comari che, buste alla mano, ferme tra due bancarelle di verdure e ortaggi, discorrevano di una delle nuove inserite nel sommario del notiziario della giornata. E sull’ultimo commento, pensiero moralistico a largo raggio e di vecchia fattura, la coda dell’occhio di comar Antonia fu attratta da una prominenza addominale la cui rotondità nascondeva la cintura. Ruotando del tutto i globi da quella parte per verificare l’appartenenza di un attributo sì prosperoso, rimase di stucco come al materializzarsi di un autentico fantasma, perché Giuseppe < Denti storti >, serenamente, era intento a vagliare la freschezza di una pianta d’insalata.
Nella piazza del paese, infatti, non tutte le ciance sono attinte da fonti vere e nessuna di esse è diffusa nel rispetto della verità. Quanto ai diffusori, liberi professionisti o meglio fautori di un popolarissimo hobby….
Povera la malcapitata vittima!

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