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La prostituzione a Vico del Gargano nell'800

Tra malattie e proibizionismo
articolo di Michele Lauriola


Cultura 16/01/2008 11:27
Nell’archivio storico di Vico del Gargano, nella sezione di Pubblica Sicurezza, si trovano carteggi relativi alla prostituzione per il periodo compreso dal 1862 al 1889. Si tratta di verbali di iscrizioni delle prostitute nel registro dell’Ufficio Sanitario, di statistiche, di relazioni mediche e di lettere di privati che denunciano la prostituzione clandestina. Gli anni 1886-87 sono quelli più densi di documenti.

Probabilmente l’invito del ministro Casalis di vigilare sulla prostituzione clandestina arriva in un momento in cui il fenomeno era già dilagante. Infatti, nel 1886 abbiamo ben sei prostitute che passano dalla clandestinità all’iscrizione nei registri sanitari, come da regolamento governativo: alcune infette, vengono accompagnate nel sifilicomio di Foggia per le cure previste, altre vengono sottoposte ai normali controlli sanitari. Spesso, le guardie municipali denunciavano la prostituzione clandestina, avvalendosi di testimonianze ben documentate o segnalavano le prostitute affette da sifilide.A volte le prostitute clandestine cambiavano anche residenza per evadere i controlli: questo si evince da una lettera inviata dal sindaco di Ischitella al sindaco di Vico: dalla quale emerge che due prostitute vichesi che esercitavano la prostituzione clandestina si erano trasferite ad Ischitella.


Ma nella disperazione della malattia esse si avvicinavano spontaneamente all’Ufficio Sanitario perché potevano essere curate nei sifilicomi solo se regolarmente registrate. La diffusione della sifilide doveva essere abbastanza estesa. Già nel 1879 abbiamo notizie di una meretrice che viene inviata al sifilicomio. Nel 1884 il marito di una prostituta clandestina denuncia sua moglie in quanto è stato da lei infettato. Nel 1887 i casi di prostitute infette a Vico del Gargano salgono a sette, ciò è testimoniato da una relazione del direttore dell’Ufficio Sanitario, che nello stesso anno dichiara che ci sono molti forestieri affetti da sifilide.


Ma, in generale, il numero delle prostitute è aumentato e nel contempo il servizio sanitario è diventato più efficiente grazie alla competenza degli operatori. Allo stesso Ufficio Sanitario si rivolge G. C. implorando il direttore che la prostituta I. sia esonerata dalla visita in quanto essendo sua convivente non esercita più e così accadde anche a B. G., il quale chiede, il permesso di poter sposare la prostituta d. F. G. M.  (due anni prima era stata inviata al sifilicomio) in quanto le può offrire una sicurezza economica e può “liberarladalla prostituzione. Episodi questi che impongono una riflessione: uscire dalla prostituzione era difficile, ma nello stato di miseria generale c’era chi, a suo rischio e pericolo, era disposto, forse o per un utile o per amore ad aiutare queste donne a “liberarsi” dalla piaga sociale, attraverso il matrimonio o la convivenza sfidando anche la derisione dell’opinione  pubblica.

D’altra parte dal confronto delle statistiche sulla prostituzione del 1886-1887, uniche rinvenute in archivio, si evince che a Vico del Gargano non esistevano i postriboli, ma solo abitazioni particolari isolate di terza classe, ultima nella scala gerarchica del regolamento del 1860. Nel 1886 le iscrizioni delle ex clandestine erano dodici ma a fine anno risultavano nove, in quanto due prostitute avevano cessato di prostituirsi e una di loro aveva cambiato residenza. Nella statistica del 1887 ne troviamo quattordici, cinque in più che risultano essere state, in precedenza, senza occupazione, sette di loro furono inviate durante l’anno al Sifilicomio di Foggia. Questo stato miserevole è anche frutto di un’economia povera, debole nel periodo postunitario e incapace di decollare col governo Depretis.

A cura del Laboratorio di storia locale del Liceo Ginnasio "Virgilio" di Vico del Gargano a. s. 2002/2003, coordinato dalla prof. Rosa Cardone.

Per Info: Liceo Ginnasio Virgilio tel. 0884/991220

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