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Per non dimenticare...

Testimonianza inedita di una sopravvissuta
articolo di Philomena Diane Mastroiorio


Cultura 21/01/2008 12:14
Perché recuperare un pezzo di storia ormai lontana nel tempo e rimossa dai ricordi? Perché la «perdita della memoria» potrebbe comportare che quanto accaduto accada di nuovo, in questa stessa Europa, nel nostro tempo o in futuro”.

Quante domande e pensieri sorgono dalla lettura del diario di Amalia Navarro: “Siamo ancora vive”! Un documento ritrovato che tratta la tragica testimonianza di vita di una donna ebrea e della sua famiglia a Venezia, segnata dall’orrore della deportazione nei campi di concentramento e sterminio nazisti.

Era il 1944 in Italia iniziano le prime deportazioni presso il campo di Fossoli (provincia di Modena), sede prescelta dai fascisti noto come “Campo prigionieri di guerra n. 73”. Esso rimase in attività per circa sette mesi, di qui transitarono migliaia di ebrei e di oppositori politici, in massima parte poi indirizzati verso i campi di sterminio della Germania e della Polonia.

Il primo grande trasporto, composto quasi tutto da ebrei, è quello segnalato da Primo Levi, che partì da Fossoli il 22 gennaio 1944. Numerosi altri seguirono, diretti a Mauthausen, Bergen Belsen ed  Auschwitz. Già ai primi di agosto il campo era stato in pratica svuotato, e i deportati residui trasferiti a Bolzano, dove si trasferirono anche i massimi responsabili, Haage e Titho.
A Fossoli avvennero alcuni gravissimi delitti per opera delle SS, il più grave dei quali è la fucilazione di 68 deportati, partigiani e antifascisti, avvenuta il 12 luglio. Dieci giorni dopo, il 22 luglio, fu trucidato Leopoldo Gasparotto, eroe della Resistenza, militante di spicco del Partito d'Azione.

Alcune strutture del campo, in pessime condizioni, esistono ancora. Negli ultimi anni è cresciuto il movimento che chiede la tutela di questo documento essenziale della storia della deportazione italiana. Da qualche tempo sono organizzate visite guidate e si cura una minima manutenzione dell'area. Intanto a Carpi, nel Castello dei Pio, è stato allestito dal 1973 il "Museo monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti".

A cura del Laboratorio di storia del Liceo Ginnasio "Virgilio" di Vico del Gargano
a. s. 1999/2000, coordinato dalla prof. Rosa Cardone.

Per Info: Liceo Classico "Virgilio" tel. 0884/991220

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