Foto di Vico fine '800
L'esenzione dalle tassearticolo di Giuseppe Laganella
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Eventi e cultura 22/01/2008 19:06
Un antico documento, del 1533 rinvenuto nell’Archivio di Stato di Napoli dal fondo “ deductionum foculariorum” ci porta a conoscenza di curiose notizie sul paese garganico riferite alla popolazione presente in quell’anno (almeno un quinto) e ai cognomi di alcuni abitanti dei quali alcuni presenti tutt’ora. Il documento inizia riportando il Sindaco di Vico (però non è citato il nome) che presenta la lista di coloro che avevano diritto all’esenzione dalle gabelle.
Si desume che ci siano persone esonerate per povertà quali: Jacomo Bramante; Francesco di Basile; Cola Abruzzese; Branditio Di Pirro alias De Bella (della Bella) che viveva unitamente a Fabrizio suo fratello, così pure Loyse di Francesco Salvatore viveva insieme al fratello Colantonio; Janne de Antonio de lo muto e Berardino venivano esentati per essere muti e poveri.
A tal proposito, ma per ben diversi motivi, un certo Joan Peto di Bergamo non poteva essere tassato perché a Vico vi risiedeva solo due mesi per vendere le proprie mercanzie. Ciò prova come molti mercanti si recassero nella nostra zona giungendo dalla Lombardia, dal Veneto o altre regioni del nord Italia per acquistare manna o lana e per vendere i loro prodotti.
Anche un tale Lutio di Gianzo de Luca Spallero venne esonerato dalle tasse per non essere più presente a Vico, probabilmente per essere andato in guerra dove morì. C’era anche chi, come Pascale di Pascarellis (Pasquarelli) era stato bandito da Vico per omicidio e quindi non più residente o perfino chi risultava deceduto quale un certo Antonello Riccitello.
Importante sapere che nella vecchia numerazione in cui erano presenti 349 fuochi (circa 1745 abitanti) venivano dedotti sulla nuova di 263 abitanti (circa 1315 abitanti), 15 fuochi che portavano gli abitanti a fuochi 248 (1240).
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