Un po' di storia...
L' origine di Vico fra storia e leggenda.articolo di Michele Lauriola
-
30/07/2008 17:38
La campagna garganica... » -
30/07/2008 10:49
Premio Letterario Vico del G... » -
30/07/2008 10:40
Rassegna di poesia “Po e tan... » -
22/07/2008 20:11
Caro Tommasino...... » -
01/07/2008 16:58
"Il passato racconta"... » -
21/06/2008 17:09
REQUIEM PER IL PARCO DEL“GAR... » -
17/04/2008 10:56
Lasciati guidare in questi l... »
Cultura 11/01/2008 12:08
Vico del Gargano sorge in un punto strategico sulle colline del Gargano a sei chilometri dal mare e circa dieci dalla Foresta Umbra. A Vico il tempo sembra quasi essersi fermato d'incanto e passeggiando tra i suggestivi vicoli, archetti e le meraviglie del centro storico, si ha l'impressione di fare un tuffo nel passato. Storia, religione, natura ed arte sono gli ingredienti che contribuiscono alla bellezza di questa cittadina. Vale la pena ricordare che Vico del Gargano possiede le migliori sorgenti garganiche, motivo che spinse gli uomini preistorici a scegliere questa terra per i loro siti di soggiorno. Infine ricordiamo la Necropoli di Vico del Gargano, a monte Tabor, luogo che gli abitanti di Vico, in tempi diversi, hanno scelto come ultima dimora terrena.
L'origine di Vico oscilla fra storia e leggenda; secondo alcuni sarebbe l'antica Gargano fondata da Diomede, di certo i primi insediamenti datano al periodo pre-romanico (V-IV sec.A.C.); nasce “ufficialmente” alla storia nel '970 quando il capo dei mercenari Slavi che si erano insediati nel paese, scacciando per conto dei Bizantini i Saraceni dal Gargano, ottiene di rimanere nelle terre liberate e di diventarne proprietario. Riunisce così le genti sparse entro provvisorie mura, dando origine alla primitiva “Civitas” che sarà chiamata Vicus e quindi Vico.
Nel sec. XI i Normanni conquistano il Gargano e costruiscono a Vico una prima fortezza, un castello che sarà in seguito ampliato dall' imperatore Federico II di Svevia nel 1240. Nel 1386 San Vincenzo Ferreri, forse chiamato a dirimere le controversie sull'assegnazione del feudo di Vico, istituisce la più antica confraternita di cui si abbia memoria a Vico, la “Confraternita di Santa Maria dello Spedale” presso l'omonimo santuario fuori le mura. Da allora, la tradizione delle Confraternite si è sviluppata ed è giunta fino a noi, secondo un rito tramandato di padre in figlio.
Nel 1495 Ferdinando II d'Aragona dona il feudo di Vico a Galeazzo Caracciolo, nobile napoletano in premio della vittoria da questi riportati sui Turchi ad Otranto. Alcuni anni più tardi il nipote di questi, Galeazzo II, abbraccia la fede protestante, diventa a Ginevra seguace e braccio destro di Calvino e di conseguenza perde titoli e beni che passano a figli non prima che questi abbiano fatto importanti donazioni alla chiesa e costruito per espiazione l'attuale Convento dei Cappuccini, dove profondono opere d'arte dei migliori pittori del tempo: una bellissima tela della Madonna attribuita a Girolamo Santafede, un grande polittico a sei scomparti firmato da Andrea Vaccaro della metà del '600, un maestoso Crocifisso di legno del secolo XVI e nel chiostro un affresco del XVII secolo raffigurante S. Michele Arcangelo.
Nel '600 la Signoria passa alla famiglia degli Spinelli; è in questo periodo che si ha l'arrivo a Vico di una numerosa colonia illirica, costituita soprattutto da mercanti-artigiani dediti alla tessitura ed al commercio del panno. La comunità fonda il secondo quartiere di Vico, “il Casale”. Nel 1792, viene costruito il Cimitero Monumentale di S. Pietro sul Monte Tabor, il terzo in Italia fuori le mura cittadine, anticipatore dell'editto napoleonico di Saint Cloud del 1806.
Oggi la cittadina si propone come centro di cultura e di turismo, potendo contare su di una posizione baricentrica nel Parco Nazionale del Gargano.
Per Info: Biblioteca Comunale Tel. 0884/994666
Questo articolo è stato letto 405 volte.
Commenti (0) |
Sono d'accordo
Leggi gli altri articoli dello stesso autore





