Restaurazione per soldi
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Attualitā 19/11/2008 10:30
Lo zelo e l’affannarsi del Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, intorno alla falsa riforma della scuola pubblica italiana, si può racchiudere in una sola battuta:” restaurazione per soldi “.
E’ questo il senso di un incontro, tempestivo e opportuno, organizzato dall’ Age, Associazione Genitori di Vico del Gargano, il pomeriggio di martedì 18 novembre. Per soldi e solo per soldi; perché la Gelmini è l’unica dei ministri che ha accettato ( o subito ) un taglio al bilancio del proprio ministero superiore al 10% rispetto agli altri ministeri.
L’incontro ha messo a fuoco che il grembiulino, il maestro unico e il voto in condotta sono un ritorno al passato di 40 anni fa. Le dieci piccole punture di spillo, tali da risvegliare dal torpore,durante il dibattito si sono trasformate in dieci macigni sulla strada della Gelmini, per sottolineare che la scuola italiana più che un lifting di facciata ha bisogno di riformare i curricula, i programmi, l’ordinamento complessivo e soprattutto di un impegno di risorse per la qualità dell’apprendimento.
Con il 2,8 del PIL, ampiamente sotto gli accordi europei, la scuola italiana può solo vivacchiare senza mai tornare alla centralità degli alunni, alla dignità della funzione docente, al ruolo incisivo e moderno dell’istruzione e della formazione rispetto alle esigenze di una società moderna che guarda avanti.
Passa quasi inosservato il conflitto che si apre tra la legge istitutiva della scuola dell’obbligo la quale recita che, in ogni comune d’Italia ci deve essere una scuola elementare, e il decreto Gelmini che, alla faccia del federalismo, priva circa 1080 comuni italiani dell’unica scuola che ha sede nel loro territorio.
Un paese che comprime, limita, taglia risorse alla costruzione dei cittadini di domani è un povero paese con un ministro che guarda indietro ai grembiulini.
articolo a cura di Michele Angelicchio
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