Voci per Vico Intervista a Francesco Esposito, direttore artistico della rassegna


Vico del Gargano. Un paese con una storia antica, che come tanti del nostro sud ha un centro storico bellissimo, ma in rovina.

E poi c’è un uomo, un regista del nord, che un giorno di dieci anni fa arriva a Vico e se ne innamora. Si compra una piccola casetta nel centro storico, la ristruttura e comincia a passare le sue estati lì, coltivando nuove sincere amicizie finchè, lo scorso inverno, insieme a questo gruppo di amici e col sostegno logistico della Pro-Loco decide di dar vita a un progetto ambizioso di riqualificazione culturale: una rassegna estiva di teatro, musica e burattini da rappresentare nelle piazzette, nel chiostro abbandonato di una chiesa, nel cortile di un palazzo. Tutti spazi dimenticati dal tempo e dalla gente.

Dopo sei mesi di lavoro a tavolino, coordinandosi solo via Skype, mail e telefono, Francesco Esposito “sbarca” di nuovo a Vico all’inizio dell’estate per concretizzare il lavoro progettuale e organizzativo elaborato nei mesi precedenti: la rassegna prende il via il 19 luglio.

Dopo il successo dei primi due spettacoli, incontriamo il regista in una delle location della rassegna, Palazzo della Bella.

Esposito, perché questo nome, Voci x Vico?

Perché Vico è un paese muto, che sembra accettare passivamente che il suo centro, uno dei centri storici più belli della Puglia, cada a pezzi. Con la nostra rassegna vorremmo che i vicoli e le piazze risuonassero di nuovo di voci, di vita, di energia. Voci di attori, voci di cantanti, voci di burattini: voci per Vico (fateci caso, è un anagramma).

Quando si svolge la rassegna?

Abbiamo volutamente evitato di inserire spettacoli nelle due settimane più caotiche, le due centrali di agosto, dove esiste già una ricca programmazione del Comune e delle Confraternite, per cui abbiamo quattro spettacoli tra il 19 e il 28 luglio, poi riprendiamo il 23 agosto con altri due spettacoli e due repliche, per concludere infine il 28.

Com’è articolato il programma delle serate?

Il primo è stato uno spettacolo dedicato al tango che ha aperto con un balletto della compagnia AltraDanza di Bari, seguito da un concerto per sax e piano di Manuel Padula e Luca Cocomazzi, due giovani eccellenti musicisti garganici.

Lo spettacolo del 20 luglio ci è stato proposto invece da due artisti bolognesi, il tenore Stefano Consolini e il pianista Dragan Babic che ci hanno accompagnato in un excursus attraverso la musica melodica del Novecento, dagli anni Trenta di Mille lire al mese fino alla celebre Tonight di West Side Story.

Lo spettacolo del 26 luglio, MEED, tratto da un testo di Jean Cocteau, è ambientato in una locanda sul porto frequentata da anni dagli stessi avventori, che tutte le sere mettono in scena lo stesso rituale finchè l’arrivo improvviso del marito di una di loro, creduto morto, turba la routine delle loro vite.

Uno spettacolo di prosa, quindi.

Sì, ma non solo. Nello spettacolo abbiamo anche la splendida voce della soprano Rosa Ricciotti, accompagnata da sax e piano, insieme a una coppia di ballerini di tango foggiani, Raffaele Galante e Maria Simona Gentile, che intrecciano i loro interventi ai dialoghi dei personaggi.

Quindi niente opera lirica in questa rassegna?

Niente affatto, anzi. Lo spettacolo del 28, che chiude la prima parte di luglio, è una riduzione dell’Elisir d’amore di Donizetti, scritta per il teatro dei burattini da Elena Gaiani, grafica di Bologna prestata al teatro per passione. Oltre all’adattamento del testo, lei ha ideato e realizzato anche tutti i burattini, mentre il teatrino è stato costruito dal miglior falegname del paese e decorato da due delle attrici del gruppo. Ad alternarsi in scena coi burattini, saranno quattro cantanti baresi (Nicola Cuocci tenore, Grazia Berardi soprano, Graziano De pace basso e Nazario Pantaleo baritono) che canteranno le arie più popolari su una base di pianoforte.

Questo è forse lo spettacolo al quale tengo di più: un po’ perché io vengo dal mondo della lirica – l’Elisir l’ho messo in scena decine di volte in tutto il mondo – un po’ perché è dedicato ai bambini, i futuri cittadini di Vico, che difficilmente mettono piede nel centro storico perché i genitori lo ritengono un luogo pericoloso per lo stato di abbandono in cui versa. Pensi che c’è un’attrice della compagnia di MEED, che è entrata in centro per la prima volta solo quando venne a casa mia per le prove a tavolino dello spettacolo!

E in agosto cosa ci propone la rassegna Voci x Vico?

In agosto apriamo il 23 con Bataclan, uno spettacolo di poesia e musica dedicato all’omonima strage di Parigi. Qui i protagonisti sono gli studenti delle scuole di Vico, insieme a sei cantanti del Conservatorio di Rodi guidati da Rosa Ricciotti e accompagnati al flauto da Antonio Montecalvo e al piano da Luca Cocomazzi. Bataclan è un reading di poesie dedicate alla guerra per educare alla pace, uno spettacolo che ho già messo in scena con grande successo perché crea nel pubblico un sentimento di unione e fratellanza.

A seguire, dopo una replica di Elisir il 24 agosto, il 25 presentiamo Frammenti di bellezza, un recital sul tema della bellezza per voce recitante e pianoforte interpretato da Giuseppe Fagnocchi, finissimo interprete di Chopin. Metteremo un pianoforte a mezza coda nel chiostro di una chiesa in cima ad un’altura alla quale si accederà da un viale illuminato solo da candele. E per finire, una replica di MEED il 28 agosto.

Sembra suggestivo… Ma è difficile, dal punto di vista tecnico, allestire gli spettacoli all’aperto, spesso anche in luoghi difficili da raggiungere coi mezzi?

Sì, molto. Ma per fortuna Michele Gervasio e Leonardo Cilenti della Pro-Loco, insieme ai volontari che si sono messi a disposizione gratuitamente, ci hanno aiutati moltissimo. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile.

Non avete avuto nessun tipo di finanziamento?

2.000 euro dal Comune e altrettanti da uno sponsor privato, l’agenzia Unipol di Sannicandro Garganico che ha creduto in noi e nella rassegna.

Con un budget è così limitato, come avete fatto a pagare gli artisti ospiti, in special modo quelli da fuori regione?

Per quest’anno siamo riusciti ad offrire solo l’ospitalità: viaggio, vitto e alloggio sono a spese della Pro-Loco che ha ricevuto la coorganizzazione da parte dell’Ente Parco. E come ricordo, una bella cesta di prodotti locali: olio, taralli, orecchiette e marmellata di arance. Il prossimo anno, se la rassegna si replicherà, speriamo di trovare più sponsor per potere anche pagare gli artisti, oltre che ospitarli, com’è giusto che sia.

Come ha reagito il pubblico degli spettacoli di Voci x Vico, finora?

In modo sorprendentemente attento ed educato. Non volava una mosca, nessun bambino lamentoso, nessun cane ululante, nessun motorino scoppiettante. Un evento raro, a Vico.

Per concludere: tre parole per descrivere Voci x Vico.

Volontà, determinazione e… fatica!


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