Conoscere  Vico del Gargano... è creare cultura


Conoscere Vico del Gargano... è creare cultura

Il nostro Direttore, Michele, nell’editoriale del 27 febbraio ha voluto sollecitare la curiosità, a intraprendere una ricerca sull’odonomastica, per diffondere la conoscenza del centro urbano di Vico del Gargano. Prima di affrontare il tema dell’onomastica urbana (uso un termine più semplice di quello di Michele) spendo due righe sulla toponomastica, che abbraccia un territorio più vasto, quello di un intera area geografica come può essere il territorio dell’intero Comune o del Gargano.

Lo studio storico linguistico della toponomastica, permette di conoscere informazioni stratificate con il passare dei secoli, mediante la sovrapposizione di lingue e culture. Ciò che ha cessato di esistere, ha lasciato tracce nei nomi locali legati ai luoghi abitati (paesi, contrade, vie e attività economiche), alle entità geografiche (vallate, monti, insenature, isole, laghi e mari) ed ai diversi corsi d'acqua (sorgenti, torrenti e fiumi)..

Conoscere con precisione, da quando si sia iniziato ad attribuire il nome ai luoghi, è arduo ma con certezza possiamo supporre, che da quando le popolazioni hanno cominciato a occupare stabilmente i territori, hanno sentito il necessità di indicare con un nome entità geografiche specifiche.

Allo stesso modo l’uomo avrà iniziato a denominare gli spazi della città o del borgo; conoscere la denominazione delle vie, soddisfa la prima necessità di orientarsi nella mobilità urbana. Lo studio della onomastica urbana, permette conoscere informazioni che associano l'uomo, la società e il suo territorio. I nomi attribuiti alle strade dei centri urbani sono il risultato di sovrapposizioni, frutto di influenze di tipo storico-ideologico, quali l'avvicendarsi di dominazioni, di mutamenti di carattere socio-economico e di mode.

L’onomastica urbana della nostra Città ci consente di porci di fronte a un mosaico (della situazione geografica, economica, culturale e sociale) le cui tessere possono darci informazioni su un determinato periodo, fornendo al tempo stesso un quadro degli orientamenti seguiti dalle autorità comunali del tempo.

Il mondo della scuola, come propone l’editoriale, potrebbe essere il primo attore, facendosi promotore di una ricerca-studio da offrire alla comunità cittadina. Una modalità di proposizione di un turismo culturale come via di sviluppo.

Chiudo con alcune osservazioni che mi balzano in evidenza: noi abbiamo una Via Arcaroli, un Vicolo de Ciocchis e una Via de Matteis. La prima corrisponde al Dottore Fisico o Mons. Arcaroli? La seconda a Mons. Giovannangelo de Ciocchis, a Mons. Carlo de Ciocchis o all’arciprete Tommaso de Ciocchis? Via de Matteis è dedicata a Gian Vincenzo Mattei?. Se percorriamo tutte le strade della nostra Vico, il lavoro è tanto.


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