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Il cav. Lorenzo Stelluto e il segreto di Stradivari...

Lorenzo Stelluto è un noto imprenditore turistico di San Menaio e porta il nome di suo nonno, il cav. Lorenzo Stelluto, nato a Vico del Gargano nel 1886, che esercitò la professione di Segretario di Procura in diverse città italiane.

Da qualche giorno ‘Renzo’ è alle prese con una ricerca storica a dir poco interessante.

Con l’aiuto di Tommaso Zaffarano e Mimì Lombardi, noti esperti di storia locale, nonché della redazione di Fuoriporta, ha riportato alla luce articoli di giornali e preziosi documenti storici che tracciano con assoluta certezza la figura di suo nonno Lorenzo, uno dei più importanti liutai dell’epoca, e non solo...

La sorpresa per suo nipote Renzo è il ritrovamento delle sue «opere» preziose, già messe al sicuro in un luogo sconosciuto.

Ma andiamo per gradi.

Dalle notizie, già in possesso di Renzo attraverso le testimonianze del papà Nicola e degli zii paterni, nonno Lorenzo è stato definito dagli esperti del settore uno dei più bravi liutai del tempo e l’unico operante in Puglia.

Allievo di Scarambella a Mantova, ha cominciato a costruire violini per sé. Ne ha costruito molti e non ne ha mai venduto nessuno, pur ricevendo tantissime offerte anche dalla Germania e dal nord Italia.

"Le fabbriche costruiscono violini, il liutaio costruisce i violini e dona loro l’anima: questa è la differenza. Il violino fabbricato dal liutaio non suona, canta: prima di avere le note e gli accordi ha la voce, la sua voce. E’ una voce che sale da sconosciute profondità, da impensabili lontananze, carica di soave dolore e di nostalgico ricordo. Il liutaio è un personaggio quasi misterioso, comprenderlo è indubbiamente difficile. E’ un’arte la sua, ma è pure scienza, nella quale non sai se sia più mistica o più magia. E’ passione, passione purissima, che diventa lo scopo di vita più importante, che diventa religione".

Scriveva così sulla Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 19 maggio 1953, un giornalista dell’epoca. (b.g.)

Da queste parole, che scardinano emozioni e ricordi, è iniziato il percorso del nipote Renzo: un vero e proprio progetto culturale che si fonde con l’idea di una mostra didattica. Si farà appello all’Amministrazione di Vico e alla Sezione di Rodi Garganico del Conservatorio «Umberto Giordano», che ha già mostrato un particolare interesse, per farlo diventare comune patrimonio immateriale in un ambizioso programma concertistico e di celebrazioni musicali.

Ed ancora si legge dall’articolo sulla Gazzetta: «Sapeva suonar bene il violino (Lorenzo Stelluto), ma già da molti anni non aveva potuto più concedersi quel diletto. Spinto da un intimo desiderio, si recò da Stefano Scarambella, a cui chiese d’insegnargli l’arte. Di mattina lavorava, di sera studiava liuteria. Nel 1925 costruì per sè il primo violino e lo chiamò “Cristina”. S’era ispirato, nel fabbricarlo, ad una fanciulla piena di grazia e di leggiadria. Ogni strumento uscito dalle mani e dall’anima del maestro è dedicato ad un personaggio reale ed immaginario, e nella sua voce e nella sua forma rivela l’ispirazione.

Dopo i primi, altri liuti furono fabbricati dal “sor Lorenzo”, che divenne amico dei concertisti più celebri i quali, recandosi a Mantova, non mancavano di visitarlo. Moltissimi furono quelli che cercavano di acquistare i suoi strumenti, ma solo in rare occasioni il cav. Stelluto acconsentì di prestarli».

E questo non è che il primo momento informativo di una storia incredibile e di grande valore culturale, che offre a Vico del Gargano un’opportunità unica.

Ritorneremo presto con altre importanti novità legate al nome del grande Antonio Stradivari, alla sua vera data di nascita, al suo «rapporto» con il Cav. Lorenzo Stelluto e soprattutto alle interessanti iniziative in programma per il rilancio del nostro paese, in un contesto didattico-culturale di rilievo internazionale.


Michele Lauriola


Nella foto, il cav. Lorenzo Stelluto (il primo da destra)


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