La devozione a Maria a Vico del Gargano

La devozione a Maria a Vico del Gargano

Viaggio attraverso edicole sacre, chiese e conventi.


Vico del Gargano presenta un ricco patrimonio archeologico storico artistico, monumentale e paesaggistico, e si è sempre caratterizzata per una forte religiosità, e in particolare per una fervente devozione mariana, testimoniata dalle molte chiese, sono dedicate a vario titolo alla Madonna. Il culto mariano si tramanda di generazione in generazione e la comunità avverte di essere protetta, amata e salvata dalla sua Madre Celeste.La devozione del popolo di Vico del Gargano alla Beata Vergine è viva nei numerosi luoghi di culto dedicati a Maria e intorno alle edicole poste lungo le vie, espressioni della pietà popolare e della lode che la gente ha sempre mostrato nei suoi riguardi. Il culto mariano a Vico del Gargano è una costante ricorrente e molto importante. Fonti storiche come la relazione della Santa Visita dell’Arcivescovo mons. Vincenzo Maria Orsini (1675) e la Relazione d’Apprezzo del Feudo di Vico (1726), ci permettono di rilevare la presenza di numerose chiese nel paese già dal XVII secolo, dedicate alla venerazione della Beata Vergine Maria. In queste pagine incontreremo Maria nei luoghi a Lei dedicati, percorrendo un viaggio sul territorio e nella storia, rinviando a un momento successivo una rassegna delle immagini che la rappresentano. La nostra chiesa Madre, esistente da tempo immemore, fu ricostruita dopo il terremoto, che colpi il Gargano nel 1646 e consacrata alla Beata Vergine Assunta in Cielo il 10 novembre 1675 dall’Orsini nel corso della Santa Visita. In ricordo ne fu posta una lapide e l’arcivescovo stabiliva che l’11 ottobre di ogni anno si celebrasse la festività della dedicazione. Nella chiesa Madre egli visitava due altari posti nelle cappelle laterali: quello della Santissima Concezione presso il quale era eretta la confraternita della SS.ma Concezione, che ne aveva anche lo jus padronato e l’altare di Santa Maria della Pietà eretto dalla famiglia Pisani, già estinta al tempo della Santa Visita, con lo jus padronato passato alla famiglia d’Alfonso.Nel quartiere Terra visitava la chiesa dedicata alla Beata Vergine Annunziata mentre nel Casale la chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli (non più esistente, ne citata nella relazione d’Apprezzo) il cui culto ebbe diffusione nei vari centri della Puglia a seguito dell’iconoclastia bizantina e della presa di Costantinopoli da parte dei turchi nel 1453.Fuori dalle mura egli visitava la chiesa di Santa Maria della Misericordia, presso la quale era eretta la confraternita della Misericordia sorta per iniziativa del dott. Dionisio Mascis, approvata dall’Arcivescovo Mons. Berardino Buratto, attestata in Santa Visita del 1624. Acconsentiva a ritornare a Vico il 24 febbraio 1677 per la posa della prima pietra della chiesa di Santa Maria del Suffragio, che il popolo voleva riedificare, non distante dalle mura. in luogo di una cappella preesistente. Ai piedi dell’abitato visitava la chiesa di Santa Maria Pura, dove “venerò la pia e famosa per i miracoli immagine della Beatissima Vergine collocata su quest’altare a mo’ d’icona”; la chiesa era sorta inglobando la preesistente cappella decorata con affreschi della Beata Vergine, del Cristo Pantocratores e gli Apostoli. Il sacello sorge nella valle dell’Asciatizzi, lungo la quale si susseguono numerose sorgenti fino al mare, una via naturale d’acque. Lungo questo tragitto incontriamo i resti dell’antico monastero benedettino “nel Luogo detto Monte Negro sta la chiesa addetta alla Beata Vergine del Carmine (Rel. d’Apprezzo..)”. Proseguendo, nella località Canneto, dove nel XIII secolo vi era, l’abitato di una piccola comunità si trova, la chiesa di Santa Maria di Canneto sotto il titolo di S. Maria Assunta. L’esistenza di questa piccola comunità con la sua Chiesa ci è confermata dai Registri Vaticani (15 dicembre 1225) nei quali si fa riferimento all’Arciprete di Canneto e dei Chierici “de Cannito” tenuti a ricevere il crisma dalla Chiesa madre Sipontina. In Rationes Decimarum Italiae: a pagare la decima per l’anno 1310 figurano “Clerici Casali Canneti tar. 1 ½, Clerici Canneti tar 3 ½; decima per l’anno 1325 Cappellanus Casalis Canneti tar 1. L’Arciprete di Canneto è ancora menzionato negli Acta Synodi Dioecesanae S. Ecclesiae Sipontinae (1678). Fra le chiese rurali sparse nel territorio, vi è quella di S. Maria di Calinella, dedicata alla Natività della Vergine, nota anche con il titolo di Madonna delle Grazie; a lei la tradizione attribuisce il dono della discesa dell’olio nelle olive, importante risorsa per il nostro territorio. Alla Beata Vergine con i suoi diversi titoli sono dedicate le chiese dei conventi presenti nella nostra città. Il Convento dei RR. Padri Domenicani posto sotto il titolo di Assunta Gratia Plena e quello dei RR. Padri Carmelitani a Santa Maria Monte Carmelo (soppresso nel 1652) quello situato nella collina che ne prende il nome.I conventi francescani dei RR. Padri Cappuccini sono anch’essi dedicati a Maria. La chiesa del convento sorto fra la 1566-1569 intitolata alla Santissima Annunziata, in seguito alla ricostruzione dopo il terremoto del 1646, solennemente consacrata a Santa Maria degli Angeli il 25 febbraio 1677 dall’Arcivescovo Orsini. La nuova chiesa di San Pietro sorta alla fine degli anni sessanta è stata consacrata alla Vergine Santissima della Provvidenza il 23 maggio 1971 da mons. Valentino Vailati Arcivescovo di Manfredonia – Vieste.L’unico monastero di clausura, affidato alle religiose di San Francesco di Sales, sotto il titolo di Santa Maria della Visitazione fu eretto nell’ottobre del 1849. Nasceva dalla precedente istituzione del Conservatorio per Donzelle, istituito con decreto del re di Napoli Francesco I il 16 dicembre 1828, per accogliere e proteggere giovani ragazze del circondario; unica istituzione con questa finalità nella Diocesi Sipontina. Sede un tarì e mezzo di decima: “ In castro Vici = Fratres S. Mariae Theotonicorum tar. 1 ½”.in (Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV , Apulia, Lucania e Calabria a cura di D. Vendola, Città del Vaticano 1939 pag. 8 n. 107). Allo stato delle conoscenze non identificata con alcuna delle presenze architettoniche del nostro territorio.Un altro segno della devozione Mariana c’è dato dalle edicole e dalle immagini in esse custodite. Quelle edicole e quelle immagini sono la testimonianza di una dedizione diffusa nella Città, una pietà spesso nata da iniziativa individuale, in seguito divenuta una pubblica. Un patrimonio di fede e di cultura, conservato nel tempo, a noi pervenuto grazie alla cura prestata da quelle piccole comunità sorte nella strada: luoghi dove trovarsi intorno all’immagine della Beata Vergine Maria.

Le vie del paese e in particolare quelle del centro storico sono ricche di testimonianze della devozione da parte del popolo alla Madonna, delle 18 edicole solo una è dedicata a San Michele Arcangelo; ben 12 sono ubicate nel centro storico e cinque negli altri quartieri. I titoli attribuiti sono diversi: quelli maggiormente presenti sono Madonna della Libera -venerata nel santuario di Rodi Garganico- e Madonna della Saletta introdotto con ogni probabilità a seguito della predicazione di predicatori invitati per le Sante Missioni nel secolo XIX .

Sono questi i luoghi della memoria dove, fino agli anni sessanta del secolo scorso, la gente si ritrovava nella bella stagione per la recita del Santo Rosario in onore alla Madonna. Nei secoli davanti a queste immagini di Maria, recandosi alle proprie attività nei campi o a bottega, tutti rivolgevano a Lei con Ave… frettoloso. Mah, con affetto.



Nicola Parisi




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