Lo scrigno delle cicale


Annalisa Molfetta, in collaborazione con la Pro Loco di Vico del Gargano, presenta alla Biblioteca “G. Del Viscio” di Vico del Gargano il suo romanzo ambientato nella Foresta Umbra e alle Isole Tremiti per raccontare una storia di Resistenza al Regime Fascista nel sud Italia

Una storia interamente ambientata alle Isole Tremiti e nella Foresta Umbra, per gettare luce su un tassello poco conosciuto della persecuzione fascista, scritta da una giovane autrice lucerina, pubblicata dalla casa editrice Stilo di Bari: è Lo scrigno delle cicale di Annalisa Molfetta, che sarà presentato giovedì 28 dicembre 2017, alle ore 17.00, nei locali della Biblioteca “G. Del Viscio” di Vico del Gargano.

Il libro ha vinto il bando Nuove Opere – settore Libro e Lettura – promosso nel 2016 dalla Siae, la Società Italiana Autori ed Editori, in collaborazione con il Mibact, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il concorso è inserito nell’ambito del progetto Sillumina, per sostenere opere inedite di giovani autori mediante contributi finanziari, in diversi campi: arti visive, performative e multimediali, Cinema, Danza, Libro e Lettura, Musica, Teatro.

L’incontro con l’autrice, dunque, sarà anche occasione per illustrare le possibilità offerte da questo bando a sostegno degli aspiranti scrittori.

Il libro, movimentato da slittamenti temporali che accompagnano il lettore dal 1963 al 2005, con il fulcro della storia incentrato tra il 1939 e il 1943, offre una inedita storia di Resistenza contro il regime fascista, in provincia di Foggia.

Ancora oggi non tutti sanno che le Isole Tremiti sono state un luogo di confino per gli esiliati politici, ma anche l’angolo in cui vennero tenuti nascosti dei detenuti di cui il Regime non voleva si parlasse: gli omosessuali. Lo ignoravano anche Daniele e Italia, i due giovani protagonisti che si trovano a condividere un destino comune, tra la necessità di nascondere dei segreti e l’opportunità offerta da nuovi incontri, da vecchie conoscenze che si rivelano complici e, infine, da una grande casa isolata immersa nella Foresta Umbra.

Sostenuto da una scrittura personalissima, ricca di descrizioni paesaggistiche ed emotive, il libro racconta uno spaccato della seconda guerra mondiale in Capitanata, rendendo in modo vivo le atmosfere della vita quotidiana, dei profumi e dei sapori di questa terra, quasi a voler sottolineare la vita che prova a resistere all’oltraggio delle persecuzioni.

Laureata in Lettere presso l’Università di Bari, l’autrice nei suoi studi si è occupata principalmente del Mezzogiorno e in particolare delle tematiche risorgimentali negli scritti di De Roberto e Tomasi di Lampedusa.

Ingresso libero.


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