• Michele Lauriola

Ansia da comunicazione

Alcune considerazioni semiserie post(?) emergenza


Provate a chiudere gli occhi e ascoltate un telegiornale qualsiasi. Non crederete alle vostre orecchie. Tutto è cambiato, tutto è diventato diverso, anche le brutte notizie sembrano raccontare fatti meno dolorosi. I morti sono meno morti, perchè meno. Quello che non riesce a cambiare passo è il virus dell'incertezza e del sospetto.

Mascherine, guanti, asintomatici, metri di distanza, salto in lungo dello starnuto, resistenza della bestia sulle superfici, tipo di sapone e gel per le mani compresi farmaci antivirali, misurazione della temperatura, hanno guadagnato i primi posti nella classifica delle smentite. Hanno "viaggiato" a targhe alterne sulla strada dell'ambiguità. Giorni erano utili, altri un po' meno, altri ancora "non pervenuti". Menzione a parte meritano i tifosi degli studiosi e dei virologi, primi depositari di farmaci dalle mille speranze. Sono stati sempre molto bravi a mantenere un "profilo" social basso.

Medaglia d'oro ai tanti leoncini e leoncine da tastiera, che dopo aver vinto l'ambito premio "Copia e incolla la fake", hanno subito aderito al "club dei sospettosi". Probabilmente, alla fine, hanno sospettato anche dei più attivi del club. Non si sa mai. Cadere nella tent...azione, di qualche multinazionale del farmaco (sempre sul banco degli imputati). Per non parlare del vaccino, per molti, il male peggiore in una "valle di lacrime" insieme al dubbio eterno dei numeri dei deceduti. "I conti non tornano", hanno dichiarato in più sedi, chiedendo al presidente il riconteggio delle schede! Se non fosse una tragedia, potremmo anche ridere. Ma purtroppo non c'è spazio per il buon umore quando riavvolgiamo il nastro e ricordiamo le immagini dei camion di Bergamo o il bollettino delle ore 18, con migliaia di persone scomparse e inghiottite dai cimiteri senza nemmeno l'ultimo saluto dei propri cari. E non cito, per rispetto, le diecine di sanitari contagiati in corsia e scomparsi da questo mondo per aver fatto il proprio dovere.

Ma alla fine, è proprio vero che il virus è transitato per la prima volta dalla frontiera tedesca per andare a far visita ai fratelli lombardi, veneti e piemontesi? Chissà se lo verremo mai a sapere! Adesso l'Europa ci fa comodo, meglio non disturbare i manovratori.

Per chiudere la "sagra della bilancia", due argomenti molto importanti.

Messa in soffitta definitivamente l'idea del plexiglas (ma come si scrive?) tra i banchi di scuola, finalmente buone notizie. Si ritorna in classe a settembre. A settembre? Ma se hanno deciso di far votare per il rinnovo dei Consigli Regionali e Comunali? Sarà un'apertura "per finta". Tra sanificazione, pulizie, montaggio e smontaggio seggi, elezioni di due giorni e ballottaggi (idem), quanti giorni feriali restano?

L'unica certezza, a questo punto, rimane lui. Sì, lui. Colui che non verrà mai lasciato solo (o forse no). Una partita a porte chiuse non è poi così crudele. Lo si lascia solo momentaneamente. Il calcio, intendo. Quello che per una moltitudine di people, è il vero toccasana per il rilancio definitivo dell'economia e ottima cura indiscussa della psiche.

A questo punto, voglio tranquillizzare i politici e i tecnici delle varie task force. Ho capito che la colpa della cattiva comunicazione è sempre attribuibile ai giornalisti. Ma una cosa sola vorrei chiedere.

E' possibile ottenere una risposta secca? Del tipo, o sì o no. E' possibile chiedere se gli asintomatici (che già il nome è tutto un programma) devono spaventarci o meno?

L'unica cosa certa, visto che non conosciamo ancora molto bene niente del viruuss, è che molti degli scienziati, sono convinti che ad ottobre saremo chiamati ad una nuova grande prova di responsabilità.

Ma perchè, ad ottobre, c'è qualche evento in programma?





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