Dalle radici contadine alla nobiltà riscoperta: venerdì 27 febbraio presentazione del libro di Giuseppe Laganella
- Redazione di Fuoriporta

- 7 ore fa
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"Il bisnonno commerciava prodotti a dorso di mulo, ma nel sangue scorreva una storia diversa. Giuseppe Laganella ha dedicato la vita a dimostrare che il suo cognome nascondeva radici nobiliari, sfidando lo scetticismo iniziale del padre e le difficoltà della ricerca storica. Oggi, con prove documentali alla mano che risalgono al 1460, presenta il lavoro che fa luce sul legame tra i Laganella e i Lagonessa. Un'intervista che è un invito per tutti a riscoprire il proprio passato."
D.: Giuseppe, il tuo libro nasce da un sogno che ha radici lontane. Quando è nata questa tua "ossessione" per la genealogia?
Giuseppe Laganella: Tutto è iniziato quando ero bambino. Ero profondamente attratto dalle ricerche sul mio cognome. Ricordo che arrivavano a casa proposte da istituti genealogici che parlavano di possibili origini nobili. Io, entusiasta, chiedevo a mio padre di approfondire, ma lui cercava di riportarmi con i piedi per terra. Mi diceva sempre: "Non ti illudere, il tuo bisnonno era solo un 'vaticale'".
D.: Per chi non conosce il termine, chi era esattamente il "vaticale"?
Giuseppe Laganella: Nell'Ottocento era chi commerciava i propri prodotti trasportandoli a dorso di mulo o asino, e solo più tardi con i carretti. Nonostante mio padre appartenesse a una famiglia agiata — mio nonno era un ricco commerciante d'olio — lui vedeva in quella figura umile la fine della nostra storia. Ma io sentivo una sorta di "molla" interiore, un'intuizione che mi diceva che c'era dell'altro.
D.: E così, a soli 18 anni, hai iniziato a scavare nei documenti.
Giuseppe Laganella: Esatto. Cominciai tra l'ufficio anagrafe del Comune e l'archivio parrocchiale. Inizialmente riuscii a ricostruire l'albero genealogico fino ai primi del Seicento. A 30 anni sentii il bisogno di un supporto professionale e mi rivolsi a un istituto genealogico, con cui poi iniziai persino a collaborare. Ma sentivo che il mosaico non era ancora completo.
D.: La svolta decisiva però è arrivata grazie a un suggerimento esterno e a un "cambio" di vocale nel cognome, giusto?
Giuseppe Laganella: Proprio così. Un caro amico, Mimmo Giambattista, mi suggerì di osservare il cognome "Lagonessa". Notai subito delle analogie incredibili. Approfondendo, scoprii che i nomi si ripetevano in entrambe le famiglie e che i Lagonessa (poi Laganella) erano imparentati con i Caracciolo, i feudatari di Vico nel Cinquecento. Già nel 1987 scrissi un articolo su "Gargano Nuovo" ipotizzando che le due famiglie fossero in realtà una sola.
D: Cosa hai trovato negli archivi di Napoli che ha confermato i tuoi sospetti?
Giuseppe Laganella: Ho seguito le tracce dei feudi dei Lagonessa tra il Beneventano e l'Avellinese. All'Archivio di Stato di Napoli ho trovato documenti preziosi: ad esempio, un Antonio Gonella (o Laganella) arrivato a Vico nel 1533 da Montemiletto, che all'epoca era proprio un feudo dei Lagonessa. La conferma definitiva, quella che mi ha dato la certezza assoluta, è arrivata però pochissimo tempo fa.
D: Raccontaci del 17 gennaio 2025. Cosa è successo quel giorno?
Giuseppe Laganella: È stato il momento della verità. Ho incrociato due fonti aragonesi del periodo 1460-1462. In una si citava un tale Raimondus Lagonessa; in un'altra, riferita allo stesso periodo, allo stesso contesto e allo stesso paese (Fragneto Monforte), lo stesso individuo veniva trascritto come Laganella. Lì ho capito che il cerchio si era chiuso.
D: Venerdì presenterai il tuo libro. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere, oltre alla storia della tua famiglia?
Giuseppe Laganella: Questo libro non è solo un tributo ai miei antenati. Vuole essere uno stimolo per tutti. Invito chiunque a dedicarsi allo studio del proprio passato: non bisogna mai fermarsi alle apparenze o ai racconti superficiali. Ognuno di noi potrebbe scoprire radici nobili o storie straordinarie che giacciono nel silenzio degli archivi, aspettando solo di essere riportate alla luce.
Venerdì 27 febbraio 2026 - ore 18 - Sala Consiliare Comune di Ischitella






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