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Difesa del suolo e dissesto idrogeologico: la ricetta di Nazario Palmieri per proteggere il territorio italiano

2 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Superare la costante e frammentata logica dell’emergenza per adottare una visione globale e integrata della tutela del territorio. È questo il messaggio centrale emerso durante la presentazione del nuovo volume “Dissesto idrogeologico e difesa del suolo. Norme, strumenti e governance”, scritto dal Generale dei Carabinieri Forestali nella riserva Nazario Palmieri, con la collaborazione di Massimo Gargano (Direttore Generale ANBI) e Francesco Vincenzi (Presidente ANBI), edito da Dario Flaccovio Editore.

L'evento si è svolto martedì 3 novembre 2026 a Roma, presso la Sala Medici della sede nazionale dell'ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue). La conferenza stampa ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e addetti ai lavori, tra cui Francesco Battistoni (Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati), Giorgio Salvitti (Consigliere del Ministro MASAF e Membro della Commissione Ambiente del Senato) e Mauro Uniformi (Presidente CONAF), con le conclusioni affidate al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e al presidente ANBI Francesco Vincenzi, moderati da Antonio Urbano.

Uno dei punti focali emersi nel corso del dibattito riguarda la reale disponibilità economica dello Stato. Come evidenziato anche dalla relazione della Corte dei Conti di luglio 2026, l'Italia non soffre per la carenza di risorse finanziarie: sono stati infatti già stanziati circa 11 miliardi di euro destinati alla lotta contro il rischio idrogeologico.

Il vero nodo cruciale risiede nella capacità di pianificazione, progettazione e rapida messa a terra dei cantieri. Trasformare i finanziamenti in opere concrete e tempestive rappresenta oggi la principale sfida burocratica e amministrativa per la sicurezza nazionale.

L'urgenza di un cambio di rotta strutturale nasce dalla fragilità intrinseca della nostra penisola: circa l'80% del suolo italiano è composto da aree collinari e montane, geologicamente giovani e morfologicamente complesse. Questa naturale predisposizione a frane, alluvioni ed esondazioni viene ulteriormente aggravata dai cambiamenti climatici in atto, che manifestano sempre più frequentemente precipitazioni estreme e concentrate.

Secondo il Gen. Palmieri, occorre promuovere un’analisi interdisciplinare capace di valutare l'interazione tra fattori naturali, antropici e caratteristiche innate del territorio. La soluzione non può limitarsi alle sole opere di ingegneria passiva o agli interventi negli alvei dei fiumi; occorre estendere la programmazione all'intero bacino idrografico e intervenire sui versanti.

In questo contesto integrato, la gestione sostenibile dei boschi assume una funzione strategica irrinunciabile. Un patrimonio forestale sano e ben mantenuto contribuisce attivamente a trattenere le acque piovane, a frenare il deflusso superficiale e a stabilizzare i pendii, garantendo un'efficace regimazione idrogeologica naturale.

Per comprendere l'importanza della prevenzione e della cura dei versanti, Palmieri ha richiamato la tragica alluvione che colpì il Salernitano il 25 e 26 ottobre 1954: in sole otto ore caddero ben 500 millimetri di pioggia, provocando 318 vittime. Un ricordo storico drammatico che dimostra come la manutenzione costante dell'ecosistema montano e collinare sia il pilastro fondamentale per salvare vite e salvaguardare il futuro del Paese.



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